Dal 23 gennaio al 2 febbraio la Libreria Corraini 121+ di Milano subirà un restyling molto particolare: infatti gli architetti del gruppo Parasite 2.0 hanno ideato Books from the Wildness, un progetto che trasformerà la libreria in un'opera d'arte... - I dettagli

Dal 23 gennaio al 2 febbraio la Libreria Corraini 121+ di Milano subirà un restyling molto particolare: infatti gli architetti del gruppo Parasite 2.0 hanno ideato Books from the Wilderness, un progetto che trasformerà la libreria in un’opera d’arte.

Che significa?

Bisogna partire da una riflessione sul ruolo della libreria oggi, vista come un contenitore in cui trovare libri. Ciò che avvererà in via Savona sarà trasformare la libreria da contenitore a contenuto, ripensarne spazi, allestimento, la scelta dei libri, le luci: il tutto per fare in modo che ogni sua parte racconti una storia.

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Books from the wilderness parte dalla Teologia biblica del deserto e arriva a inglobare tutta la libreria: con un allestimento morbido che ricorda la sabbia e le dune, con spugne e gomme erose dal tempo a rappresentare le rovine della modernità e con una selezione di testi, la libreria diventa essa stessa un’opera d’arte: come spiega Pietro Corraini, “siamo ormai abituati ad autori che progettano un libro come un’opera, curandone ogni aspetto, dalla scelta della carta al carattere tipografico, sapendo che questi fanno parte del contenuto stesso. Un autore non pago di progettare tutto il libro inizierà a progettare ciò che gli sta attorno. In questa occasione un autore disegna non un libro, ma tutta una libreria. Così non è più solo il libro ad essere un racconto, ma è la libreria stessa”.

Parasite 2.0 è stato fondato a Milano da Stefano Colombo, Eugenio Cosentino e Luca Marullo. Architetti di fama internazionale, uniscono architettura, visual art e scienze sociali, e hanno realizzato progetti, allestimenti e workshop per Escuela Técnica Superior de Arquitectura de la Coruña, La Fabbrica del Vapore, Missoni, Officine Ansaldo, Fondazione Isacchi Samaja e La Triennale di Milano e tanti altri. “Il progetto Books from the Wilderness – spiega il gruppo – reinterpreta il deserto stesso come luogo di rinascita e purificazione. Diventa una terra che può accogliere la rinascita, un habitat dove i lasciti della modernità diventano elementi liberi, privi dei loro rapporti reciproci, con i quali si possono immaginare nuove formulazioni e realtà. È possibile infatti vedere il deserto come un luogo in cui ciò che ovunque possiede coerenza formale lì diventa rovina, perde la sua storia, si decompone, per riacquistarne una nuova”.

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