Dalla "Libreria dello Sport" di Milano a "Borri Books", a Roma. Per poi spostarsi a Londra, dove c'è "The Travel Bookshop". Daniele Barbone, autore di "Runner si diventa", consiglia tre luoghi speciali per chi ama fare sport e viaggiare

Per chi ama leggere, la visita a una libreria non è mai un fatto banale. Non ha nulla a che vedere con i punti vendita di un qualsiasi altro prodotto. Secondo me è molto più vicino alla visita in un museo, con la differenza fondamentale che dopo aver guardato le opere… te le potrai portare a casa. Il posto ti deve far scattare un’emozione. Deve poterti offrire le opere che ami ed altre che magari non conosci ma che qualcuno sapientemente ha selezionato per te. Deve consentirti un tempo adeguato per vedere e capire di cosa si tratta. Anche il posto in cui si trova nella città ha un suo senso. Insomma in un tempo in cui i non luoghi la fanno da padrone, la libreria è un luogo vero.

Ci sono le librerie generaliste dove trovi di tutto un po’. Poi ci sono quelle che hanno qualche focus interessante. Esattamente come nei musei. Perché a taluni piacciono i musei di scienze naturali, ad altri delle arti figurative, o della tecnica o a carattere storico. Personalmente, in ogni città che tocco e dove ho qualche ora libera, visito le librerie a prescindere dalla tipologia e dalla dimensione. Poi ci sono quelle per le quali ho particolare predilezione.  In particolare dove so che “Viaggi e Sport” sono trattati con grande cura. Molto spesso questi due settori si sovrappongono. In particolare negli autori che vengono dal mondo degli sport alpinistici, i grandi camminatori o gli ultimi esploratori.

Ed è così che in quasi tutte dopo aver “buttato un occhio” al reparto della classifica, che in genere sei obbligato ad attraversare perché è all’ingresso di quasi tutti i negozi di libri del mondo, poi vado diretto a cercare questi due reparti.

Da quanto dicono i librai, chi si affaccia alle librerie più tematiche ha un approccio molto deciso. Sa quasi sempre cosa vuole. Le donne tendono ad andare decisamente a colpo sicuro. Vogliono quel libro o perché hanno le idee oltremodo chiare o perché ci vanno su commissione, magari per fare un regalo al compagno. Gli uomini hanno un’idea abbastanza chiara ma poi sono anche capaci di farsi guidare dal commesso preparato.

Tra le librerie che mi piace visitare ne cito tre.

-La prima è a Milano. È una delle rarissime librerie esclusivamente dedicate allo sport. È la Libreria dello Sport. Avviata 30 anni fa da Matteo Frescolla, ex dirigente del CONI con l’idea della divulgazione per tutti, oggi guidata da Paolo, figlio del fondatore È in due ambienti abbastanza contenuti ma razionali e ha tutto quello che potete cercare sullo sport. Ha anche una seconda sede a Pesaro. In entrambe si trovano i testi più diffusi ma anche traduzioni uniche di libri anglosassoni, libri di fotografia sportiva, testi di fisiologia dello sport, manuali tecnici e di storia sportiva. Non mancano nemmeno i bestseller di settore e le riviste in italiano e in lingua originale. Se cercate un libro di sport, in Via Carducci 9 a Milano c’è.

-La seconda si trova dentro la stazione Termini di Roma. È la Borri Books, 1500 metri quadrati di libri su tre piani. Ogni volta che passo da Termini resto ammaliato dalle sue corsie, che ricordano quasi i binari, e dal fatto che abbia solo pareti a vetro e una luminosità senza eguali. È stata disegnata dal celebre architetto Pierluigi Cerri ed è di proprietà di una famiglia storica Romana, i Borri. Quando entri sei nell’acquario del libro. Inizi a sfogliare i libri in quel caos primordiale che solo una stazione può dare e ti ritrovi in un mondo diverso dove vieni assorto dalla lettura. La particolarità che la rende ulteriormente interessante è l’avere una vasta scelta anche di libri in inglese sia per i viaggi sia per lo sport. La vastità della scelta a volte si scontra con la preparazione dello staff di reparto. Ma se sai scegliere da solo è un posto fantastico.

-La terza è a Londra. The Travel Bookshop quella a cui si ispira il noto film campione di incassi Notting Hill. Nel film era collocata in Portobello Road, la via del mercatino del sabato mattina. In realtà è in una traversa. Ed esattamente è in Blenheim Crescent al numero 13. Si tratta di una piccola libreria tematica al cui interno, oltre a trovare qualche gadget del film, troverete libri di viaggio, di avventura e di cammino. Ovviamente tutti in inglese. Ma a prescindere dall’acquisto è l’aria che si respira a essere unica. Sei in un ambiente che ti accoglie e ti scalda. Ti invita a toccare, sfogliare, annusare i libri. Insomma è un posto vivo ed emozionante. Mentre giri per gli scaffali, se socchiudi gli occhi e ti lasci cullare dall’immaginazione avvertirai un dolce ritornello che fa così “Ain’t No Sunshine when she’s gone. It’s not warm when she’s away”. Provi fascino e malinconia. Come per un libro che ami quando al termine della lettura ne giri l’ultima pagina.

*Daniele Barbone è autore di Runner si diventa (Corbaccio) 

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