Le relazioni familiari, i ricordi dell’infanzia vissuti con dolore o con nostalgia, l’intrecciarsi delle vicende personali con quelle della società sono il trait d’union delle principali novità di narrativa delle classifiche internazionali...

Le relazioni familiari, i ricordi dell’infanzia vissuti con dolore o con nostalgia, l’intrecciarsi delle vicende personali con quelle della società sono il trait d’union delle principali novità di narrativa delle classifiche internazionali di settembre.

Un quartiere di periferia senz’anima, sfilata di prefabbricati in cui scorrono vite noiose; un’infanzia trascorsa a giocare nelle carcasse d’auto, lontano da casa dove papà urla e picchia la mamma perché non pulisce la casa o non ha cucinato bene. In questo scenario si svolge La vraie vie di Adeline Dieudonné (1° in Francia). Combinando i registri del romanzo familiare e della cronaca sociale, del sordido e del meraviglioso, la scrittrice belga racconta la rivolta di una ragazzina di 10 anni, che per sopravvivere e salvare il fratellino affronta come un guerriero la dura realtà, senza perdere la speranza che un giorno tutto possa sistemarsi.

Dopo i romanzi dedicati ai suoi due padri – quello biologico, amato dalla madre, e quello che gli ha trasmesso il cognome, sposato per costrizione – Eric Fottorino continua la sua ricerca identitaria in Dix-sept ans (10°), incentrato proprio sulla figura della madre, una donna sofferente e ferita, rinnegata dalla sua famiglia per essersi ostinata a voler vivere libera.

Zeitenwende (1° in Germania) è l’ultimo episodio della Trilogia del secolo di Carmen Korn. Henny Unger festeggia i 70 anni insieme alle amiche di sempre, Käthe, Lina e Ida. Nate nel 1900, per due volte hanno visto il mondo crollare e rimettersi in piedi, e stravolgersi per sempre sotto i loro occhi. Nel corso dei decenni il cerchio si è allargato, le amiche sono diventate madri e nonne, e con grande soddisfazione di Henny le nuove generazioni tengono viva la tradizione di condividere le gioie e i dolori, i grandi e i piccoli eventi. Il primo volume, pubblicato da Fazi, è appena uscito in Italia con il titolo Figlie di una nuova era.

Una ripida salita in bicicletta a Lanzarote il giorno di Capodanno è l’evento che scatena i ricordi di Henning, il protagonista di Neujahr (4°) di Juli Zeh. Mentre pedala, fa il punto della sua vita. È marito e padre, ma non si riconosce in questi ruoli, e da quando è nata la figlia soffre di attacchi di panico. Quando finalmente raggiunge stremato la meta, un evento fortuito lo porta in un viaggio mentale nel tempo fino alla sua infanzia. All’improvviso rivive una situazione che gli è quasi costata la vita tanti anni fa e che continua a destabilizzarlo. Della scrittrice tedesca sono disponibili in italiano Gioco da ragazzi e Turbine, entrambi pubblicati da Fazi.

Zomervacht (5° nei Paesi Bassi) di Jaap Robben è la storia di Brian, tredicenne, che vive col padre divorziato Maurice e due cani in una roulotte su un terreno abbandonato. Il fratello sedicenne, Lucien, vive da anni in un istituto. La casa di cura necessita di una ristrutturazione e chiede al padre di occuparsi del ragazzo durante l’estate. Allettato dalla prospettiva di un risarcimento, Maurice accetta, scaricando su Brian la cura del fratello. All’inizio Brian trascura il suo compito, lasciando uno dei cani a occuparsi di Lucien, ma lentamente, mentre il mondo degli adulti attorno a loro diventa sempre più cupo, i due fratelli si avvicinano.

Connell e Marianne sono i protagonisti di Normal People, il secondo romanzo di Sally Rooney (5° nel Regno Unito). Sono compagni di scuola, cresciuti nella stessa cittadina della campagna irlandese, ma le somiglianze finiscono qui, perché i mondi da cui provengono sono molto diversi. La madre di Connell è la donna delle pulizie della madre di Marianne, ma la differenza sociale è mascherata dal fatto che Connell è popolare a scuola mentre Marianne, essendo strana, è una specie di paria. Quando entrambi riescono a entrare al Trinity College di Dublino, il legame che si è creato tra loro si trasforma cambiando le loro vite.

Il romanzo d’esordio della giovane autrice irlandese è uscito quest’anno per Einaudi con il titolo Parlarne tra amici.

El rey recibe (1° in Spagna), il nuovo romanzo di Eduardo Mendoza, prima parte della trilogia Las tres leyes del movimiento, è il racconto in prima persona di un anno della vita di Rufo Batalla, giovane barcellonese a cui succedono molte cose senza che in realtà accada nulla di particolare: viaggia, incontra persone, si forma delle opinioni molto sensate che però non si traducono in niente di tangibile, ha varie fidanzate ma nessuna relazione soddisfacente, insomma tira avanti mentre riceve informazioni più o meno mediate sul mondo. All’inizio del racconto, ambientato negli anni Settanta, Rufo è un reporter senza troppo entusiasmo, alla fine occupa una posizione temporanea alla Camera di commercio spagnola a New York. Nel frattempo fa amicizia con una serie di personaggi direttamente colpiti dalla dura e violenta trasformazione della città, epicentro dei profondi cambiamenti che ridefiniranno la società occidentale: l’uguaglianza razziale, il movimento gay, il femminismo e le rivoluzioni nel mondo dell’arte moderna.

E negli anni Settanta è ambientato anche De som dödar drömmar sover aldrig (1° in Svezia), l’ottava parte della serie Det stora århundradet (“il grande secolo”) di Jan Guillou che ripercorre attraverso una saga familiare la storia del ‘900. I primi due volumi, I ponti di Bergen e La moglie straniera, sono stati pubblicati in Italia da Corbaccio.

Le dinamiche familiari sono al centro di Pappaklausulen (3°), il nuovo romanzo di Jonas Hassen Khemiri con protagonista un nonno che vive all’estero e che ritorna a casa per visitare la famiglia. Il figlio è un fallimento, la figlia è incinta dall’uomo sbagliato, solo il nonno è perfetto, o almeno così pensa. Ma durante dieci giorni intensi, i rapporti si svelano e riemergono ricordi dolorosi, disegnando il ritratto di una famiglia caotica e perfettamente normale, profondamente ferita dalla morte di un bambino e dalla scomparsa di un padre.

Nella saggistica, ennesimo libro-scandalo su Donald Trump: si intitola Fear (1° negli Stati Uniti, 9° nel Regno Unito e 10° nei Paesi Bassi) ed è scritto da Bob Woodward, il giornalista del «Washington Post» che insieme a Carl Bernstein scrisse la storica inchiesta sul caso Watergate. Appena pubblicato in Italia da Solferino col titolo Paura, il libro rivela, con dettagli inediti, i retroscena della presidenza Trump e i processi decisionali sulle maggiori questioni di politica interna ed estera, arrivando a parlare di “colpo di Stato amministrativo” e di “collasso nervoso dei vertici esecutivi della nazione più potente al mondo”.

Forse non è un caso che altri due titoli della classifica americana riguardino le dinamiche della gestione e del comando: in The Dichotomy of Leadership (6°), Jocko Willink e Leif Babin affrontano il tema di come trovare l’equilibrio tra le forze opposte che trascinano ogni leader in direzioni diverse, mentre la studiosa di storia presidenziale Doris Kearns Goodwin esplora in Leadership (10°) come si origina, si sviluppa e si esercita una leadership pienamente compiuta.

Il problema delle relazioni difficili con i superiori è sentito anche nel vecchio continente, ed è il soggetto del nuovo libro di Thomas Erikson, lo psicologo e formatore svedese che dopo il successo internazionale di Omgiven av idioter (tr. it. Il mondo è pieno di cretini, TRE60) e Omgiven av psykopater, ci insegna in Omgiven av dåliga chefer (“circondato da cattivi capi”, 6° in Svezia) come affrontare anche i boss più intrattabili.

Qui le classifiche mensili con i bestseller in Francia, Germania, Cina, Regno Unito, Svezia, Spagna, Usa e… 

 

nota: dal 1985 Informazioni Editoriali, che fa parte del gruppo Messaggerie Italiane, è leader in Italia nella realizzazione e nella gestione di database bibliografici, nonché nella fornitura di servizi informativi per il mondo del libro. È anche editrice del portale iBUK, da cui sono tratte queste classifiche internazionali.

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