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Giorgio Colli

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Sinossi

A venticinque anni dalla morte Giorgio Colli resta un esempio raro di indipendenza e originalità intellettuale. Filosofo, filologo, organizzatore editoriale, ha attraversato anni importanti della storia culturale italiana e sempre in maniera autonoma, dando contributi significativi alle case editrici Einaudi, Boringhieri e Adelphi. Sua la prima traduzione dell’Organon di Aristotele, sua la proposta, negli anni cinquanta, di una edizione critica dell’opera di Friedrich Nietzsche, realizzata nel decennio successivo con Mazzino Montinari. Nietzsche è punto di riferimento fondamentale per Colli e agire nella direzione da lui indicata significa rivolgersi verso la Grecia, per poi tentare di rispondere ai problemi insiti nel concetto di volontà di potenza (concetto formulato sulla base della volontà di vivere schopenhaueriana), a partire dal quale Colli affronta e sviluppa la questione metafisica, implicita in quel concetto, del sorgere dell’apparenza. L’incontro con i Greci e con Schopenhauer si realizza dunque per Colli nella direzione indicata da Nietzsche: è con lui che Colli ha intrattenuto per tutta la vita un dialogo costante e serrato, e che è andato costruendo una precisa azione editoriale; è attraverso questo dialogo che, parallelamente, egli è andato costruendo un altro pensiero, il pensiero suo proprio: una coniugazione delle analisi sulla rappresentazione (elaborate a vario titolo da Kant, Schopenhauer e Nietzsche, appunto) con la grecità, il cui primo esito è una originale lettura della nascita e della natura del logos.

  • ISBN: 8833915581
  • Casa Editrice: Bollati Boringhieri
  • Pagine: 174

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€18,00

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