La prima enciclopedia della radio

La radio ha da poco celebrato il traguardo del secolo e sta per festeggiare gli 80 anni in Italia, dove le trasmissioni ebbero inizio il 6 ottobre 1924. È oggi nel nostro paese il secondo mezzo di comunicazione in termini di pubblico, subito dopo la televisione: secondo i dati più recenti, l’ascoltano in media tutti i giorni oltre 36 milioni di persone. Le emittenti attive sono circa 1.300, e assorbono quasi 15.000 persone. Anche nel resto del mondo la radio è il primo medium per diffusione e penetrazione. Nonostante la sua indiscutibile importanza, il «fenomeno radio» è tra i meno conosciuti e tra i meno sistematicamente indagati dell’universo dei media. La Garzantina della Radio tenta di colmare questa lacuna offrendo un’informazione sui diversi aspetti di questa importante realtà, adeguata alla sua rilevanza storica e sociale. Curata da due noti specialisti del settore, Peppino Ortoleva, docente di storia dei mezzi di comunicazione all’Università di Torino, e Barbara Scaramucci, direttore delle Teche RAI, è stata realizzata con la collaborazione di autorevoli studiosi e protagonisti del mezzo: da Franco Monteleone a Enrico Menduni, da Barbara Fenati a Lidia Motta, da Marino Sinibaldi a Claudio Ferretti, da Patrice Flichy a Paddy Scannell. In 2500 lemmi la Garzantina della Radio cerca di delineare un quadro completo del mezzo radiofonico, della sua evoluzione storica e tecnologica, delle sue caratteristiche comunicative e della sua organizzazione produttiva offrendo inoltre un ricco inventario dei programmi e dei personaggi che ne hanno fatto la storia. Opera unica nel suo genere, che ha comportato un lungo e complesso lavoro di ricerca, documentazione, vaglio critico di dati e informazione non sempre facilmente reperibili, l’Enciclopedia che qui si presenta costituisce una novità assoluta nel panorama editoriale italiano e internazionale.

Un viaggio nell’universo radiofonico

■ La storia
Attraverso i suoi lemmi la Garzantina documenta ampiamente le varie fasi che la radio ha attraversato nella sua secolare vicenda storica e le relazioni che ha stabilito di volta in volta con il contesto politico, economico, culturale: la fase della telegrafia senza fili, nella quale è stata soprattutto mezzo di comunicazione punto a punto a fini di navigazione, militari, di ricerca; la fase dei cosiddetti radio days, nella quale ha assunto, insieme con il cinema, il ruolo di medium-guida della comunicazione di massa; la fase dell’ascesa della TV, nella quale è divenuta nel mondo sviluppato un medium «secondo» rispetto alla «grande sorella», occupando spazi (orari e domestici) lasciati liberi dalla televisione e acquisendo fino in fondo la mobilità grazie alla tecnologia del transistor; la fase in cui ha assunto di nuovo, ma diversamente dal passato, un ruolo da protagonista nel rinnovato quadro dei media digitali.

■ Il medium
La radio «organizza il mondo per l’orecchio» ha scritto R. Arnheim, uno dei suoi primi teorici. La Garzantina indaga la radio come medium passando in rassegna le principali teorie, da Adorno a McLuhan, e analizzandone il linguaggio e le caratteristiche che la differenziano dagli altri mezzi di comunicazione di massa: il carattere sonoro, di medium tutto affidato all’orecchio e insieme capace come nessun altro di ridefinire l’intero universo acustico accogliendo in sé tutte le forme esistenti di comunicazione sonora; la leggerezza, in quanto mezzo che dal punto di vista della fruizione impegna solo uno dei sensi e dal punto di vista gestionale richiede investimenti ridotti, requisito che è alla base della plasmabilità della radio e della sua apertura alla sperimentazione e alla ricerca; la fluidità, ossia il fatto che fin dagli esordi essa si definisce non solo come fornitore di «testi» ma come orologio sociale corrispondente ai tempi di vita, come «medium ambiente» in cui immergersi, come flusso ininterrotto di messaggi; la mobilità, presente come esigenza fin dalle origini (dai pionieri dell’autoradio alle fonovaligie, fino ai primi modelli portatili) e divenuta caratteristica principe del mezzo negli anni ’40 e ’50, quando la radio è stata all’avanguardia nella nascita di un sistema dei media mobile, oggi in piena espansione.

■ Le emittenti
L’articolato panorama delle emittenti delineato dalla Garzantina comprende la radio pubblica, incluse le emittenti storiche che hanno preceduto la RAI, da Radio Araldo all’URI alle radio di guerra; le principali emittenti private italiane, nazionali e locali (da Radio Monte Carlo a Radio Deejay e Radio 105, da 101 Network a Radio Dimensione Suono, da Radio Capital a Radio 24, da Radio Bruno a Radio Kiss Kiss); i maggiori network degli altri paesi, a cominciare dalla BBC, storico modello per tutta l’emittenza pubblica; le radio «clandestine» del tempo di guerra con Radio Londra in testa; le radio «pirata», le prime a sfidare il monopolio pubblico (come l’inglese Radio Caroline); le radio «libere» fiorite negli anni ’70, dalla pionieristica Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci alle radio di movimento vicine all’estrema sinistra come Radio Alice, Radio Sherwood, Radio Popolare, Radio Città Futura o come Radio Radicale, organo dell’omonimo partito; le radio comunitarie espressione di associazioni di volontariato o di movimenti confessionali (da Radio Maria, emblema della radiofonia cattolica, a Radio GAP, legata al movimento no global della fine degli anni Novanta).

■ I programmi
Dai Quattro moschettieri (1934) a Botta e risposta (1944-56), da L’approdo (1945-77) al Teatro dell’usignolo (1947), da La bisarca (1948-50) al Rosso e nero (1951-57), dal Signore delle 13 (1960-64) a Gran Gala (1958-62) e Gran Varietà (1966-79), da Tutto il calcio minuto per minuto (dal 1960) a Chiamate Roma 3131 (1969), da Alto gradimento (1970) a Hit parade (1970), dalle Interviste impossibili (1974) a Black out (dal 1978) e Radio anch’io (1990) sino ai recenti Alcatraz (1998), Il ruggito del coniglio (2000) e Viva Radio2 (2001), trasmissioni emblematiche di una stagione di rinnovata vitalità radiofonica: in 400 voci la Garzantina offre un’ampia rassegna dei programmi che hanno fatto la storia della radio italiana; analizza inoltre i generi (informazione, cultura, sport, quiz, rivista e varietà, prosa e teatro) e i programmi dedicati a particolari categorie di ascoltatori come le trasmissioni per gli agricoltori, per le forze armate, per le donne, per i ragazzi, per gli infermi; registra infine le principali serie internazionali, da Amos’n’Andy (1929-60) a The Shadow (1930-54), a The Guiding Light (1937-56), tra le più celebri e longeve soap opera radiofoniche, diretta progenitrice della serie televisiva nota in Italia come Sentieri.

■ I personaggi
In oltre 700 lemmi la Garzantina offre un ricco who’s who dei personaggi radiofonici di ieri e di oggi, da Nunzio Filogamo a Fiorello: conduttori come Silvio Gigli, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora, Toni Garrani e Michele Mirabella, Ermanno Anfossi, Simona Marchini, Anna Pettinelli, Gerry Scotti; intrattenitori scanzonati e innovativi come Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, Platinette, Luciana Littizzetto, Charlie Gnocchi e Joe Violanti, Antonello Dose e Marco Presta, Fabio Volo; i direttori delle orchestre di musica classica e leggera, come Cinico Angelini e Pippo Barzizza, storici rivali, o Gorni Kramer e i cosiddetti «cantanti della radio» nonché divi della ribalta sanremese (Nilla Pizzi, Gino Latilla, Carla Boni, Giorgio Consolini, il Quartetto Cetra) ma anche «miti» della musica italiana come Mina, per molti anni animatrice dello spazio domenicale Pomeriggio con Mina; i giornalisti (da Vittorio Veltroni a Sergio Zavoli, da Emilio Pozzi a Franco Moccagatta, da Lello Bersani a Gianni Bisiach, da Enzo Forcella a Giancarlo Santalmassi); i cronisti sportivi (Nicolò Carosio, Mario Ferretti, Sandro Ciotti, Enrico Ameri, Nando Martellini); i registi (Andrea Camilleri, Giorgio Pressburger, Carlo Quartucci, Luigi Squarzina); gli attori (da Arnoldo Foà, che da Radio Napoli prestò la sua voce durante la guerra ai comunicati di Italia combatte, a Franca Valeri, indimenticabile «signorina snob», passando per Dario Fo, Gastone Moschin, Paolo Stoppa e Rina Morelli, interpreti in Gran Varietà della gustosa rubrica di corrispondenze amorose Eleuterio e Sempre tua) per finire con i DJ (Linus, Albertino, Amadeus, Claudio Cecchetto, Ringo, Robertino, Paoletta, Federico l’olandese volante, Gianni Riso, Fausto Terenzi e tanti altri), autentiche icone della radio dei nostri giorni. Molti protagonisti sono presenti attraverso il loro programma più significativo, o nelle voci dedicate ai generi e alle trasmissioni, cui è affidato anche il compito di ricordare i numerosi intellettuali e professionisti che hanno contribuito e contribuiscono ogni giorno a scrivere la storia della radio.

■ La tecnologia e terminologia professionale
In voci accompagnate da accurati disegni, tutti gli aspetti tecnici della radio, dalle valvole al transistor, dalla radio a galena alla web radio: l’evoluzione della tecnica, dei materiali e del design, dai ricevitori economici come la Radiorurale e la Radiobalilla ai coevi modelli di lusso dai nomi altisonanti (Coribante, Musagete), dalle radioline portatili al celebre «cubo» Brionvega disegnato da Marco Zanuso e Richard Sapper. Inoltre, le parole del lessico radiofonico, come clock, call in, flusso, muzak, oldies, playlist, sound, speaker, station back, striscia, e i vari format (All News, News & Talk, Easy Listening, Top 40 ecc.).

■ Gli approfondimenti
Numerose voci di taglio saggistico disposte in ordine alfabetico ma segnalate da diversa impostazione grafica mettono a fuoco temi chiave del linguaggio e dell’economia della radio, della storia e delle professionalità interessate: l’ascolto, la programmazione, la serialità, il broadcasting, la diffusione circolare, la regia, la recitazione, la pubblicità, il ruolo del telefono nel coinvolgimento diretto del pubblico, le teorie e le tecnologie del suono, l’oralità e la voce; e ancora: il rapporto tra la radio e il potere politico (la radio strumento di propaganda dei regimi totalitari, mezzo di controinformazione clandestina durante la guerra, poi voce della democrazia e ancora espressione dei movimenti giovanili negli anni della contestazione); lo stretto legame tra radio e musica, ovvero la musica, leggera e colta, come ingrediente fondamentale del flusso radiofonico e il ruolo centrale della radio come veicolo di diffusione delle canzoni e come supporto all’industria discografica. Questi contributi costituiscono vere e proprie guide tematiche, dalle quali partire verso percorsi di approfondimento e connessioni di ricerca.

■ Documenti e testimonianze
Un’attenzione particolare, per un mezzo dalla memoria volatile, è stata dedicata alla documentazione. Una serie di inserti, in forma di «finestre», collegati alle voci di pertinenza, riportano brani di programmi cercando di restituirne la dimensione «parlata» (dai Discorsi del caminetto del presidente americano Franklin Delano Roosevelt alla Guerra dei mondi di Orson Welles, dal Mario Pio di Alberto Sordi all’Intervista impossibile di Umberto Eco a Muzio Scevola, da L’anello di Teodosio di Luigi Chiarelli, primo radiodramma trasmesso in Italia, al Pantografo di Squarzina, uno dei vertici del genere) oppure riproducono documenti d’epoca che gettano luce su aspetti rilevanti del mezzo stesso: dal Manifesto della radia del 1933 di Filippo Tommaso Marinetti alle testimonianze sul ruolo della radio nel maggio francese del 1968, dalle Norme per la redazione di un testo radiofonico stilate da Carlo Emilio Gadda ai risultati del referendum del 1939-40 sugli ascolti e le preferenze del pubblico.

■ Appendici
Il volume è completato da alcune appendici che mirano a integrare con dati ed esposizioni sistematiche le informazioni fornite dalla parte enciclopedica: al saggio in apertura («La radio: il medium e i messaggi»), che rappresenta una vera e propria introduzione al mezzo e ne offre stimolanti chiavi di lettura, seguono cronologie, dati statistici e approfondimenti relativi alla radio nel mondo (l’evoluzione tecnologica; la storia sociale ovvero la progressiva metamorfosi da strumento domestico a medium personale in relazione al mutare della mentalità, del costume e dei consumi; la diffusione nelle diverse aree del mondo) e in Italia (una cronologia della radio dal 1902 al 2003; la complessa galassia delle emittenti private; i dati d’ascolto; la legislazione); la sezione si chiude con un’ampia bibliografia comprendente pubblicazioni italiane e straniere.

■ Tavole fuori testo
La documentazione fotografica e iconografica, proveniente dagli archivi delle Teche RAI e per il periodo più recente da quelli di alcune emittenti private, traccia una essenziale storia per immagini della radio italiana, tanto più preziosa vista la natura generalmente «invisibile» e la cosiddetta «cecità» del mezzo. Le illustrazioni ripercorrono l’evoluzione tecnologica, offrono un ricco portfolio dei protagonisti di ieri e di oggi dando un volto a quelle che spesso, per quanto familiari, sono solo «voci» nell’etere, e propongono una selezione di manifesti, quadri, locandine pubblicitarie che la radio ha ispirato nel tempo.
Titolo
Radio
ISBN
9788811504979
Autore
Collana
Casa Editrice
GARZANTI
Dettagli
1088 pagine, Brossura
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