Arriva in libreria "Il Gallo siamo noi" (prefazione di Vasco Rossi), scritto da Viviana Correddu, che aveva 27 anni quando bussò alla porta della Comunità San Benedetto. Pesava 37 chili, la vita prosciugata dall’eroina... Il libro è un ritratto sincero del prete di strada più irregolare e imprevedibile d’Italia, e che sarà ricordato domani a Genova

Viviana Correddu aveva ventisette anni quando bussò alla porta della Comunità San Benedetto. Pesava trentasette chili, la vita prosciugata dall’eroina. Un’anima fragile… Sembrava una missione impossibile e invece in due anni tutto è cambiato. Grazie alla sua forza di volontà, grazie a quegli amici veri e unici che non ti chiedono mai nulla in cambio, grazie alla passione di sempre per le canzoni di Vasco Rossi, colonna sonora di tante vite non addomesticabili, e soprattutto grazie a Don Gallo, il motore che ha innescato la rinascita.

Chiarelettere ora pubblica il suo libro, Il Gallo siamo noi (prefazione di Vasco Rossi), il ritratto sincero del prete di strada più irregolare e imprevedibile d’Italia, che in queste pagine viene raccontato nella sua quotidianità, anche con le debolezze e le contraddizioni…


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Su ilLibraio.it un estratto
(per gentile concessione di Chiarelettere)

” (…) Un giorno ero con mio padre in macchina, mi stava riaccompagnando in cascina dopo un colloquio al Sert. Quasi davanti al cancello della comunità, iniziai a raccontargli un aneddoto del Gallo. Andrea ci aveva parlato di una lettera ricevuta dal carcere, qualche anno prima. Mi aveva colpito molto, fu una freccia scagliata nel cuore; la raccontai a mio padre così come l’avevo sentita e la ripropongo qui come Andrea la scrisse poi: Ricevo molte lettere dal carcere. Una di queste dice, «sono in cella con un suo amico» e mi ha parlato di lui; poi continua sulla sua famiglia disgregata e dice di volersi uccidere. Io cerco di rispondere a tutti, perché ricevere quattro righe in carcere è una gioia immensa: una notte, scrivo dicendogli dei doni che ha ricevuto; il dono della vita, l’intelligenza, l’emotività, la spiritualità, una energia vitale. Ma allora caro Luigi, sei importante! E l’ho scritto, sottolineandolo. A stretto giro di posta, questo ragazzo mi scrive: «Ho trent’anni, don Gallo, e a me nessuno ha mai detto che sono importante». Il rapporto epistolare è continuato, e dopo che è uscito, ci siamo rivisti; è bastata una scintilla. [Sono venuto per servire] È bastata una scintilla. Mentre raccontavo, mio padre accostò la macchina ed entrambi scoppiammo a piangere. Eravamo davanti all’entrata della cascina e rimanemmo lì, fermi e in silenzio, per qualche minuto, il tempo di asciugarci le lacrime e riprenderci dall’emozione. Successivamente mi sono chiesta se anche mio padre non avesse avuto bisogno di sentirselo dire, almeno una volta nella vita, che era importante. Proprio come me. Quello è stato un momento preziosissimo che mi commuove ancora oggi. Ecco: il Gallo era la persona che aspettavo, quella che la vita mi ha regalato.

L’APPUNTAMENTO A GENOVA:

DonGallo

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