Su ilLibraio.it l'editore di Chiarelettere Lorenzo Fazio ricorda l'amico Luca Rastello, giornalista e scrittore morto a soli 53 anni: "Ci lascia un regalo enorme, quello di non avere paura della malattia e della morte, non rinunciando mai a vivere, fino all’ultimo, e a sperimentare la libertà di pensiero e di azione che abbiamo in dono..."

Sapevamo in tanti ma non osavamo dircelo. Lo sapeva anche lui che era alla fine, dopo dieci anni di miracoli. Quello che ricorderò di più di Luca è la sua intelligenza. Non aveva paura di esercitarla, non gli interessava esibirla. La usava, la faceva funzionare. Per capire. Per criticare la retorica e il non senso che ci avvolgono, per smontare “l’ordine del discorso” che va per la maggiore. La sua capacità di analisi sempre sorretta da un’impalcatura culturale eccezionale, ogni volta che gli parlavo, mi sorprendeva. Anche l’ultima volta , venerdì pomeriggio, non aveva rinunciato a graffiare e sempre con quell’aria un po’ ironica , leggera, un mezzo sorriso pronto a stemperare la seriosità dell’analisi. Lui era così.

RastelloLa foto con cui Mario Boccia ricorda Rastello

Ci lascia i suoi libri, tutti importanti, pensati, elaborati e frutto di un percorso scelto, voluto, sperimentato, in cui le parole non possono che essere quelle perché discendono da un mix originalissimo di intelligenza, erudizione e esperienza diretta sul campo, conoscenza delle persone, della loro vita e della loro morte. Un intellettuale vero, che svolge il compito di criticare la realtà ma che non rinuncia a viverla questa realtà, come dimostra il suo impegno in Bosnia, durante la guerra, quando è riuscito a costituire a Torino una comunità di persone in fuga da quelle terre. Un intellettuale che si sporca le mani, che dice no a quello che non condivide e sì a un’altra realtà da conquistare e per la quale battersi in prima persona. Lui era così.

Ricordo la festa dei suoi cinquant’anni. Bellissima. Tante persone diverse, provenienti da percorsi accidentati, e molte con accenti stranieri. Ciascuno con una sua verità da salvaguardare, qualunque fosse. Luca era pura energia vitale. Ci lascia un regalo enorme: quello di non avere paura della malattia e della morte, non rinunciando mai a vivere, fino all’ultimo, e a sperimentare la libertà di pensiero e di azione che abbiamo in dono. A costo di essere testardi. E lui lo era. Eccome.

*L’autore è editore di Chiarelettere

La biografia e i libri di Luca Rastello

Commenti