Intervista a Lucia Etxebarria autrice di Eva Futura ISBN:8882468135

In che mondo toccherà vivere alle donne del XXI secolo? A Lucìa Etxebarria ne piacerebbe uno dove ci si ricordasse che “dietro ogni grande donna c’è sempre una grande donna: lei stessa”. Non male sarebbe se gli spot fossero un po’ meno sessisti e se la si smettesse una buona volta di esternare il mito di una giovinezza inossidabile, magari ricorrendo alle protesi di silicone. E non male sarebbe se tra le pareti di casa non si perpetuasse l’antico e crudele rito della violenza domestica, mentre la TV dirama modelli di donna inarrivabili. In Eva futura Lucia traccia con la consueta spregiudicatezza uno spaccato dell’universo femminile del terzo millennio, e arriva ad una conclusione irriverente ma piena di speranza: “non siamo ancora cattive come dovremmo, ma insomma, qualcosa sta cambiando”. Ne abbiamo parlato con lei.

D. In Eva futura si insiste ancora sulla necessità di rivendicare il potere delle donne. Ma allora il femminismo non è ancora passato di moda?

R. No perché femminista oggi è semplicemente la donna che vuole essere trattata come un essere umano. Femminista è la donna che è convinta di valere per se stessa, e non come tramite per gli obbiettivi del partner, figli e datori di lavoro.

D. Lei dice però che la peggior nemica della donna è se stessa. Si riferisce all’endemica sottostima femminile?

R. Sì, non sono d’accordo con Freud quando dice che in ogni donna si nasconde una masochista, ma è vero che esistono modelli di autodistruzione tipicamente femminili. Invece una donna forte si stima e si accetta. Mi dà fastidio quando le soubrette dicono di non essere femministe ma solo femminili. Che cosa vuol dire, che per mostrarsi femminili oggi bisogna essere sottomesse o incompetenti?

D. Come deve essere allora questa Eva futura, che è una via di mezzo tra la rockstar Madonna e l’eroina virtuale Lara Croft…

R. Verso la fine degli anni ‘90 sono comparse una serie di icone culturali che esaltano la donna forte e mascolina. Possiamo anche trarre vantaggio da questi stereotipi, ma l’importante è distruggere i pregiudizi di ogni genere sui ruoli e la sessualità per creare un clima sociale più tollerante verso qualsiasi forma di sessualità.

D. Quali sono i modelli offerti dai mezzi di comunicazione?

R. È assurdo che i media propongano solamente modelli irraggiungibili molto spesso ritoccati al computer per esaltare un ideale di eterna giovinezza e prestanza fisica.

D. Lei sostiene ad esempio che per ottenere l’immagine di Claudia Schiffer che pubblicizza una borsa Chanel ci sono volute ore e ore di lavoro di ritocchi.

R. È la verità. La maggior parte delle immagini che vediamo non sono naturali ma frutto di elaborazioni e di ritocchi. Come facciamo, con un simile bombardamento mediatico, ad accettare il nostro corpo così com’è, se non è più che perfetto?

D. Alla fine quindi una donna veramente libera è quella che si accetta e si piace?

R. Sì, per essere veramente forti basta non temere il potere maschile, accettare il nostro corpo e proporre un’immagine di donna soddisfatta e consapevole dei propri limiti.

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