Con il suo consueto stile, ironico e sarcastico, Giada Sundas, tornata in libreria con il romanzo "Mamme coraggiose per figli ribelli", racconta su ilLibraio.it i problemi con cui deve fare i conti una madre lavoratrice autonoma...

Durante le mie vacanze estive ho avuto modo di leggere un libro molto bello e interessante dedicato alle madri lavoratrici autonome (Mamme con la Partita Iva di Valentina Simeoni, pubblicato da Sonzogno) e l’ho trovato illuminante su molti aspetti. Per me, lavorare da casa è una delle cose più belle e nello stesso tempo più brutte che mi sia capitata.

È da circa un anno e mezzo che ho intrapreso questo cammino e a questo punto posso dire che la situazione ha molteplici pro e contro:

PRO

1. Lavorare sul divano, sul letto, sul water è una di quelle cose che tutto il mondo mi invidia.
2. Non devo necessariamente essere presentabile. Nessuno noterà le caccoline negli occhi, il brufolo sul mento e la tuta con il buco in mezzo alle gambe.
3. Riscaldamento d’inverno e condizionatore d’estate. Ma chi mi ammazza a me?
4. Non devo avere a che fare con il traffico, i ritardi dei treni, i vecchietti che puzzano di aglio sull’autobus e l’umanità tutta.
5. Nessuno mi chiede di mettere dieci euro per fare il regalo alla collega che mi sta sulle scatole, i miei unici colleghi sono una cimice che svolazza a sbatacchia in giro e un Papà Pig abbandonato sul divano sul quale mi siedo per sbaglio ogni giorno.

CONTRO

1. La procrastinazione è la mia inseparabile compagna. Nessuno supervisiona la mia produttività, infatti non è raro che una pipì duri quindici minuti e una pausa caffè sei ore.
2. Mangio la qualunque senza neanche accorgermene. Non ci sono orari prestabiliti per i pasti, posso anche fare tre colazioni, sei spuntini e un pranzo da cinque portate alle quattro del pomeriggio.
3. Tutti pensano che io non abbia nulla da fare: “tanto sei lì al pc a far niente”.
4. Se mi ammalo non ho scuse per riposarmi. Mutua e infortunio non esistono, coperta sulle spalle e si torna a lavorare.
5. Mentre lavoro devo stendere la lavatrice, svuotare la lavastoviglie e girare il sugo. La mia sede di lavoro è la mia casa e devo occuparmi di entrambe le cose contemporaneamente, il che significa distrarmi in continuazione e impiegare il doppio del tempo.
6. Il mio lavoro non finisce mai perché ci sono dentro tutto il giorno, non provo mai quella sensazione di libertà che si prova timbrando il cartellino d’uscita.

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E poi ci sono i figli. Se vi dicono che lavorare da casa è un privilegio perché vi dà la possibilità di godervi i bambini, non credeteci. La verità è che mentre lavori sei assente, anche se sei presente con il corpo e loro, vedendoti nella tua concretezza, ti pretendono.
La mamma c’è, è qui, quindi posso chiederle di giocare, di mangiare, di pulirmi il culo.
Una telefonata importante sarà sicuramente condita di vocine urlanti e, quasi sicuramente, l’interlocutore dovrà ripeterti più e più volte quello che sta dicendo; le mail saranno condite di vari “dfsfjgflafsjg” e mancanti di allegati che venivano annunciati nel testo; gli alimentatori del pc saranno divelti da piedini in corsa mentre prepari quel file che non hai salvato e i documenti importanti non mancheranno di improntine al cioccolato e sbrodoli vari. Così sarai madre, casalinga e lavoratrice tutto nello stesso momento, il che significa lavorare di notte per recuperare il tempo perso.

La cosa ha dei lati positivi? Sì, e sono quelli che mi ricordano ogni giorno perché sono fortunata. Essere una madre lavoratrice autonoma è poter accompagnare e riprendere tuo figlio a scuola tutti i giorni; è poter stare con lui quando si ammala, senza dover pregare o pagare qualcuno che se ne occupi mentre scappi in ufficio con i sensi di colpa; è poter godere della calma, non dover gridare “sono in ritardo, muoviti”; è non avere le gambe molli e il corpo a pezzi dalla giornata trascorsa, svuotata dagli impegni e dai tragitti; è, soprattutto, non vivere con la testa da una parte e il cuore da un’altra.

Lavorare autonomamente fa schifo, ma è meraviglioso.

L’AUTRICE – Giada Sundas è una giovane madre molto seguita in rete. Sui social racconta la sua esperienza di “madre imperfetta ma imperterrita” con freschezza e ironia. Il suo romanzo d’esordio, edito da Garzanti, si intitola Le mamme ribelli non hanno paura, e racconta la storia di Giada dal giorno in cui la piccola vita di Mya, sua figlia, ha cominciato a crescere dentro di lei.
A maggio è in uscita il suo secondo, atteso libro, Mamme coraggiose per figli ribelli , in cui l’autrice torna a parlare del mestiere più difficile del mondo: fare la madre. Con la sua inconfondibile vena ironica…

Qui tutti gli articoli di Giada Sundas per ilLibraio.it.

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