Arriva in libreria "Lettera a un figlio su Mani pulite" di Gherardo Colombo, il libro di un padre capace di trasmettere il senso ideale della giustizia e del rispetto delle regole... - Su IlLibraio.it un estratto

Che cos’è Mani pulite e, soprattutto, qual è oggi la sua eredità? L’ex giudice e sostituto procuratore della Repubblica di Milano Gherardo Colombo, presidente della Garzanti, ha deciso di raccontare gli anni drammatici e carichi di speranza che lo hanno visto tra i protagonisti della più importante inchiesta giudiziaria della recente storia d’Italia.

A partire dal 17 febbraio 1992, giorno dell’arresto del presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano, Mario Chiesa, Colombo racconta un’esperienza decisiva per la società italiana rivolgendosi per la prima volta a tutti quei ragazzi allora non ancora nati o ancora troppo giovani per comprendere quella stagione.

Lettera a un figlio su Mani pulite diventa così l’opportunità di ripercorrere una vicenda che suscita tuttora slanci di consenso e sostegno; è il libro di un padre capace di trasmettere il senso ideale della giustizia e del rispetto delle regole; è l’occasione per ricostruire una stagione controversa consegnata ormai alla storia della nostra nazione, e da quello slancio urgente di giustizia ripartire per trovare soluzioni efficaci a problemi che sembrano ancora tragicamente attuali…

GherardoColombo

 IL LIBRO

Su IlLibraio.it un estratto
(per gentile concessione di Garzanti)

Nessuno di noi, dopo Mani pulite, può dire di non sapere che esista, o sia esistito, un sistema di corruzione che ha minacciato ogni angolo del nostro Paese. Ma oggi sappiamo che questo non basta: Mani pulite è anche la dimostrazione di come sia necessario qualcosa d’altro.

Se vuoi essere arbitro del tuo futuro, è necessario riflettere su questo scarto, e acquisire la consapevolezza del vero senso della libertà che comprende la responsabilità e l’impegno. Anche questa parola, infatti, come tutte le grandi parole, può essere ambigua. Così come è ambigua la parola giustizia, che nel corso dei secoli ha indicato la tutela e la salvaguardia delle peggiori disparità (la schiavitù era legale, così come la discriminazione di genere, quella etnica, religiosa e politica) mentre ora significa riconoscimento delle pari dignità, quindi uguaglianza di fronte alla legge, cioè esattamente l’opposto. Allo stesso modo, anche libertà è una parola che viene usata attribuendole i più vari significati. Se vogliamo davvero vivere in un Paese esente dalla corruzione, dalla mafia e dalle discriminazioni, è necessario che a questa parola attribuiamo un solo significato: capacità di determinarsi nel rispetto degli altri, tenendo conto che la libertà richiede un percorso. Se è vero che nasciamo liberi quando nasciamo senza padrone, allo stesso modo possiamo constatare che un neonato, pur senza padrone, non può scegliere nulla, perché dipende completamente dagli altri. Per poter essere autonomo e cioè libero nel senso pieno della parola, deve cercare di acquisire tutte le conoscenze che gli consentono di non essere dipendente. Conoscenze, competenze di carattere funzionale (camminare, parlare); di carattere orientativo (distinguere l’acqua dalla candeggina); di carattere valoriale (individuare il bene proprio che passa anche attraverso il bene della comunità nella quale si vive).

Se Mani pulite ha costituito un tassello importante nel mio percorso di crescita, credo possa servire a tutti almeno sotto due profili diversi: da una parte, lo ripeto, perché ha diffuso notizie prima nascoste; dall’altra, perché ha mostrato che i problemi non possono essere risolti delegandoli ad altri. E che soprattutto non si può delegare a una funzione come quella giudiziaria, che è stata creata per occuparsi di devianze marginali in un contesto di generale rispetto delle regole da parte della società, la soluzione di questioni endemiche. Una società basata sull’effettivo riconoscimento reciproco ha bisogno, per compiersi, di un altro strumento che non può essere quello dell’esclusione, ma quello dell’inclusione attraverso il recupero e la riconciliazione. Una società, per crescere, ha bisogno che i suoi cittadini si mettano in gioco e imparino a scegliere, scommettano sull’uguaglianza, non accettino scorciatoie, ma si impegnino a percorrere la strada, a tratti faticosa ma piena di promesse, della libertà, l’unica che può portare a una reale, autentica democrazia.

(continua in libreria…)

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