Il 25enne Matteo Fumagalli pubblica quasi quotidianamente video recensioni girate nella sua camera con una webcam. Con competenza e simpatia, passa dalle stroncature a memoir di colleghi YouTuber e star della tv, alle nuove uscite, segnalando quelle a suo avviso più interessanti. Intervistato da ilLibraio.it racconta com'è diventato BookTuber e parla del suo "metodo" e del suo approccio: "Per me è importante dire la verità, a prescindere dalle critiche che potrebbero sorgere. Non voglio autocensurarmi..."

Parlare di libri online non significa solo scriverne su riviste, siti letterari, blog e social media: ci sono infatti, sia in Italia sia all’estero, anche i BookTuber, che recensiscono e discutono (soprattutto) romanzi in video sui loro canali YouTube. Tra di loro c’è Matteo Fumagalli, venticinquenne lombardo, che si è fatto conoscere per le sue stroncature ai libri “trash”, ma anche per i video dedicati ai “libri belli”, al cinema e alla musica.

Matteo Fumagalli

Con quasi 45.000 iscritti al canale YouTube, Matteo Fumagalli sforna quasi ogni giorno video-recensioni girate nella sua camera con una webcam. Con competenza e simpatia, passa dalle stroncature ai memoir di colleghi YouTuber e star della tv, alle nuove uscite.

Tra i suoi ultimi consigli, Future Sex di Emily Witt e Exit West di Mohsin Hamid, ad esempio. Ha dedicato anche un video alla letteratura al femminile, consigliando Annie Ernaux e Rupi Kaur. Per meglio conoscere la sua attività, l’abbiamo intervistato.

Quale percorso l’ha portata a diventare BookTuber?
“Nonostante abbia frequentato l’Accademia d’arte specializzandomi in New Media e in regia e sceneggiatura e lavori tuttora sia come filmmaker sia come social media manager, l’idea dei video in realtà è nata per caso”.

In che senso?
“In libreria ho visto una copia dell’Anticristo di Nietzsche accanto a una pila di dieci libri di Barbara D’Urso. Nello stesso periodo ho scoperto che cercando su Google il nome di un personaggio famoso accanto alla parola ‘libro’ si trovano risultati sconvolgenti. Così è nata la pagina Facebook Libri che ti fanno vergognare di esistere. A 1.500 like ho fatto il mio primo video, in cui leggo una poesia di Flavia Vento, e da lì ho cominciato”.

Come si parla di libri su YouTube?
“Ci sono molti BookTuber e ognuno ha il suo stile. Per me bisogna adattare il linguaggio della letteratura a quello del web. Esiste lo stereotipo che non si legge molto e che i libri interessano a pochi: con il divertimento spero di promuovere la lettura”.

Molti libri che consiglia non sono propriamente opere pensate per un pubblico di giovanissimi. Come parla di questi libri pur sapendo che YouTube è un luogo frequentato per la maggiore da ragazzini?
“Il mio target è composto principalmente da liceali e studenti universitari, soprattutto ragazze, ma alcuni video sono seguiti da un gruppo molto più eterogeneo. Visto che parlo libri che mi piacciono, non sempre sono opere adatte ai più giovani. Per questo motivo, più che ‘consigliare’ mi preoccupo di presentare il libro in un modo comprensibile anche a chi magari è un po’ troppo giovane per il target dell’opera”.

Come ci si prepara per una video recensione?
“Leggo il libro e poi mi informo per dare un giudizio del libro che sia legato alla mia interpretazione, ma che possa anche spiegare il contenuto del libro agli spettatori, così che – a prescindere dalla mia opinione – possano decidere se leggere o meno l’opera. Per me è molto importante la spontaneità: mi presento per quello che sono per davvero, anche per questo uso quasi sempre la webcam. Voglio trasmettere l’idea che ho letto un libro, mi è piaciuto e che desidero condividere la lettura di turno. Ovviamente dietro c’è tanto lavoro, ma tendo a non farlo vedere, per me è più importante la spontaneità. Se in un video faccio uno strafalcione parlando, vado avanti. Rifaccio il video solo se mi accorgo di aver dato informazioni sbagliate, ci tengo alla correttezza”.

Gli adolescenti di oggi sono la prima generazione ad avere idoli che sembrano “a portata di mano” e “spontanei”…
“Il fascino dello YouTuber, spesso, sta proprio nel fatto che si mostra ‘normale’. Penso anche solo alla mia generazione: noi avevamo idoli irraggiungibili, anche se magari nostri coetanei. Lo YouTuber, invece, sembra vicino anche se distante. Non ha un talento così speciale, non sa cantare o recitare. Anche se in realtà la sua peculiarità sta nel sembrare estremamente normale per dare la sensazione di essere raggiungibile. In realtà crearsi certe community di follower e fan non è cosa da tutti”.

Sui social è facile ricevere critiche da chi non la pensa come noi: come si relaziona con questi utenti? In qualche modo le critiche influenzano il suo lavoro?
“Per me è importante dire la verità, a prescindere dalle critiche che potrebbero sorgere. Non voglio autocensurarmi  per paura della reazione di alcuni utenti. In generale ricevo critiche che leggo come proposte costruttive. La community che mi segue non si nasconde se è in disaccordo con me, anzi commenta i video, ma in modo rispettoso. Se ricevo insulti, capita con le stroncature dei libri trash, di solito arrivano da fan dell’autore. In generale, però, le critiche mi colpiscono solo se arrivano da chi conosco e stimo”.

fumagalli

Chi sono i BookTuber che segue di più, sia in Italia sia all’estero?
“Non seguo molto i colleghi stranieri perché spesso parlano di libri introvabili in Italia. Visto che non leggo quasi mai Young Adult, non seguo neanche alcuni canali famosi, ma specializzati nel genere. Di solito mi fido dell’opinione di Galassia Cartacea che tra l’altro ha condiviso la mia pagina quando era appena nata. Mi piace anche Nocturnal Blaze, che si occupa di letteratura nordica; e poi seguo Ilenia Zodiaco“.

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