Il podcast sta diventando uno strumento sempre più popolare e sono in tanti - giornalisti, conduttori, narratori - a sceglierlo come mezzo per veicolare i propri contenuti. Per questo motivo, in occasione della fine dell'anno, il "New Yorker" ha stilato un elenco dei dieci migliori podcast del 2018

Abbiamo già parlato di come i podcast stiano conquistando sempre più popolarità, soprattutto all’estero, ma anche in Italia. L’offerta tra cui scegliere è molto ampia e include generi e temi diversi: ci sono quelli dedicati all’informazione giornalistica, quelli culturali (per citarne uno non a caso, dallo scorso settembre ilLibraio.it e Audible hanno dato vita a L’audiolibraio, il primo podcast sugli audiolibri, condotto da Carlo Annese, ndr), ma anche quelli di puro intrattenimento.

Il podcast è diventato uno strumento prezioso e sono in tanti – giornalisti, conduttori, narratori – a sceglierlo come mezzo per veicolare i propri contenuti. Per questo motivo, in occasione della fine dell’anno, la prestigiosa rivista New Yorker ha stilato per i propri lettori un elenco dei dieci migliori podcast del 2018: ci si riferisce in questo caso a produzioni americane, ma non è detto che non ci siano spunti interessanti anche per gli ascoltatori italiani.

Bear-Brook

Al decimo posto c’è Bear Brook, un podcast crime incentrato su un caso freddo del 1985, che ha coinvolto quattro corpi rinvenuti in barili vicino a Bear Brook State Park, a Allenstown, nel New Hampshire. Fino a poco tempo fa, nessuno sapeva chi fossero le vittime o chi li avesse uccisi, e il caso ha sconcertato abitanti e investigatori per decenni.

Caught

Al nono posto troviamo Caught: The Lives of Juvenile Justice, un podcast che racconta la vita di una comunità di minori all’interno e all’esterno di un centro di detenzione.

The-Promise

The promise è all’ottavo posto. Questo podcast studia la trasformazione del James A. Cayce Homes, uno dei quartieri più caldi della città di Nashville. All’inizio della serie, Cayce sta per essere raso al suolo per poi essere ricostruito seguendo un progetto moderno, dove residenti e giovani professionisti vivranno in armonia all’interno di nuovi edifici. Tutto sembrerebbe perfetto, se non fosse che ci sono nuove regole per gli inquilini sovvenzionati – sulla pulizia, gli animali domestici, la conservazione degli alimenti, le ispezioni unitarie – e una sensazione inquietante incombe su ciò che tali misure fanno presagire.

Caliphate

Settimo posto per Caliphate, un podcast incentrato sul terrorismo islamico condotto dalla giornalista del Times Rukmini Callimachi, che analizza le dimensioni umane e politiche dell’Isis in modo accurato e umano.

Serial

Al sesto posto troviamo la terza stagione di Serial, famoso podcast crime che punta a investigare non un crimine, ma lo stesso sistema di giustizia criminale, analizzando un anno di rapporti al Justice Center di Cleveland, in Ohio. Vengono raccontate storie di ingiustizia legale, le terrificanti conseguenze di mettere un poliziotto in prigione e molto altro, offrendo un panorama di tutte le inadeguatezze che caratterizzano il sistema giudiziario americano.

Trump-Inc

Al quinto, Trump, Inc., un podcast che aiuta a comprendere la presidenza di Trump da un punto di vista economico e politico, incoraggiando gli ascoltatori e gli altri giornalisti a presentare le loro interviste, al fine di ottenere una visione critica di quello che sta accadendo al Paese in questo periodo.

Articles-Of-Interest

Articles Of Interest è al quarto posto. Di questo podcast viene scritto che è “meraviglioso da ascoltare”, perché tratta in modo intelligente e divertente tantissimi argomenti, dai blue jeans, ai plaid, passando per il punk, le camicie hawaiane e tanto altro…

C&R

Cocaine & Rhinestones si trova al terzo posto:“una serie zelante, divertente, meticolosamente ricercata” di Tyler Mahan Coe sulla musica country del ventesimo secolo.

Slow-Burn

Al secondo posto c’è Slow Burn, il podcast di storia politica di Leon Neyfakh. Dopo il successo della stagione incentrata su Watergate, Neyfakh ha voluto analizzare la figura di Bill Clinton attraverso un tono ironico, tagliente e in grado di restituire alla perfezione le dinamiche degli scandali politici.

In-The-Dark

Si aggiudica il primo posto In the Dark. La prima stagione riguardava il caso dell’undicenne Jacob Wetterling, scomparso dalla sua città natale nel Minnesota nel 1989, mentre la seconda, condotta da Madeleine Baran, si concentra sulla storia di Curtis Flowers, un uomo incarcerato nel 1996 che è stato processato sei volte per l’omicidio di quattro impiegati di un un negozio di mobili dove un tempo lavorava. Flowers è nero, e il procuratore distrettuale, Doug Evans, che è bianco, ha cercato in tutti i modi di farlo condannare e giustiziare, per due decenni. Con uno stile che fonde l’inchiesta giornalistica con il thriller, Baran dimostra come il razzismo e gli abusi di potere abbiano influenzato ogni fase del caso Flowers, dalla raccolta delle prove alla condanna della giuria.

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