Arriva la decisione del Senato accademico della Statale di Milano: dal prossimo anno accademico anche le facoltà umanistiche saranno a numero chiuso - I dettagli e le proteste

Dopo settimane di polemiche e tensioni con diversi gruppi di studenti, arriva la risposta del Senato accademico dell’Università Statale di Milano, destinata a far ancora discutere: sì al numero chiuso per i cinque corsi di laurea triennale di Studi Umanistici, una selezione all’ingresso per tutti coloro che vogliano iscriversi a storia, filosofia, lettere, beni culturali o geografia. La decisione è stata votata con 19 voti favorevoli (10 contrari e 6 astenuti), e sarà effettiva già dal prossimo settembre.

Come detto, il dibattito sull’accesso libero sta, già da tempo, dividendo il corpo docente della Statale e il Senato accademico; ciò ha reso così incerto fino all’ultimo l’esito della votazione indetta dal rettore, Gianluca Vago. Da un lato i docenti dei dipartimenti umanistici, strenuamente contrari al test di selezione che definiscono una scelta “autoritaria”, come riportato da Repubblica; dall’altro lato i favorevoli al numero chiuso, principalmente esterni alla facoltà interessata.

In questi giorni e, in particolare la scorsa settimana, si sono tenute diverse manifestazioni di protesta che hanno coinvolto sia gli studenti sia il corpo docenti, contrari alla scelta di limitare il numero di iscrizioni per le discipline umanistiche, anche durante la votazione del Senato accademico.

Ora, senza test di ammissione sono rimaste matematica, fisica, giurisprudenza e geologia, 4 corsi su 79.

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