Moleskine si dedica anche ai libri illustrati, a partire da un affascinante volume su dati, mappe e infografiche, che raccoglie le opere dei graphic designer - Immagini e particolari

Viviamo in un mondo sempre più “digitale” e “social”, dove l’accesso alle informazioni è praticamente illimitato. E Moleskine, brand famoso per i taccuini letterari, punta su nuovi progetti per stare al passo: dalla nascita dei Moleskine Café, luoghi di incontro, ma anche e soprattutto rifugi per lavorare e creare, fino a una collana di libri, da tenere in mostra in salotto. Mind, Maps e Infographics ne è l’esempio più recente.
Il libro raccoglie le opere di designer che sono stati in grado di dare una forma e una veste grafica al flusso incessante di dati su persone, luoghi o cose a cui oggi quasi tutti possiamo accedere grazie alla rete. Numeri e informazioni che, però, rischiano di rimanere privi di un vero significato e non lasciare tracce nella nostra memoria. Il compito dei designer, infatti, è proprio quello di raccontare la loro storia, traducendo i dati in immagini accessibili ai lettori.
Mind, Maps and Infographics, inserito nella collana Moleskine Books, entra nei taccuini dei graphic designer di oggi per capire come riescono a trasformare la realtà in linguaggio visivo. Un’indagine che mostra le infografiche di Nicholas Felton, le creazioni di Paula Scher, gli atlanti pianificati da Joost Grootens. Il volume, inoltre, si avvale della curatela di Pietro Corraini, della Corraini Edizioni, casa editrice specializzata in libri d’arte e illustrati.
La scelta di Moleskine di raccontare una professione nuova, sempre più digitale, come quella del graphic designer non deve stupire. Il brand, fondato nel 1997, e che ha creato le agende ispirate ai taccuini usati da artisti del calibro di Picasso e Chatwin, non teme il mondo digitale, anzi. Il suo pubblico – come Moleskine ama definire chi utilizza i suoi prodotti – è composto in gran parte da creativi e freelance legati ai nuovi media.
Un legame che potrebbe sembrare tutt’altro che scontato, come ha ricordato l’Amministratore Delegato dell’azienda di Milano, Arrigo Berni, in un’intervista a ilLibraio.it: “Potrebbe apparire strano, ma per un’azienda di taccuini come la nostra, la connessione con il digitale è assolutamente naturale. È una dimensione che non abbiamo mai ignorato…Ci siamo da sempre posti come una piattaforma che facilita i processi creativi e ci piace parlare dei nostri taccuini come ‘libri ancora da scrivere‘“.

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