Un esperimento finora intentato, in un’industria musicale ormai priva di regole, dove ogni azzardo è possibile.  Arriva su Netflix la docu-serie che segue la scalata verso il successo delle Nasty Girl, la girl band della Vroom Vroom Recordings, etichetta discografica fondata da Charli XCX, reginetta dell’elettro-pop britannico di nuova generazione...

Sto con la band: Nasty Cherry: il 15 novembre sbarca su Netflix la docu-serie che segue la scalata verso il successo della misteriosa “girl gang” della Vroom Vroom Recordings, etichetta discografica fondata da Charli XCX, reginetta dell’elettro-pop britannico di nuova generazione.

Ma chi sono le Nasty Cherry? Il quartetto tutto al femminile, che traduce l’iconico girl power di speziata memoria in un’attitude rock’n roll da congrega sabbatica, nasce dalla futuristica intuizione di Charli XCX, superstar classe ’92, di formare una girl band alternativa da lanciare nel mercato discografico a colpi di Instagram Stories e febbre da condivisione. 

Il gruppo fa la sua prima apparizione sui social nel gennaio scorso postando, direttamente da una jacuzzi, un video di calici di champagne in precario equilibrio su natiche nude, accompagnato da un autoproclama che non lascia spazio a interpretazioni: “Siamo le Nasty Cherry e siamo la migliore band del 2019”. L’hype è servito. 

Da qui, in risposta alla marea social di tweet e hashtag “Who the fuck is Nasty Cherry?”, lo scorso marzo la penna di Charli XCX (autrice, fra l’altro, del tormentone I Love It delle Icona Pop), firma il singolo di debutto del gruppo, Win, dando una voce e, soprattutto, un obiettivo alle quattro ragazze, già famose ancor prima di diventare famose: vincere. 

Arroganti, centrate, psycho e maliarde: la frontwoman Gabbriette Bechtel, la batterista Deborah Knox-Hewson, la chitarrista Chloe Chaidez e la bassista Georgia Somary ammiccano all’estetica delle Giovani Streghe di Andrew Fleming e alla serie a fumetti Josie and the Pussycats della Archie Comics, trascinando l’ascoltatore in un groove alcolico ed estraniante che sa di incantesimo.

Con il successivo singolo What do you like in me?, uscito a fine maggio, le ragazze rapiscono l’ascoltatore nella propria intimità vampiresca, rievocando la mise di Cassandra Peterson in Elvira, Mistress of The Dark e il suo erotismo gotico, consapevole ed autoironico. 

Le prime apparizioni pubbliche tracciano il successo color ciliegia: ad agosto Rolling Stones ripercorre il racconto dell’impresaria Charli che, da influencer navigata, costruisce una narrazione mitologica e accattivante della genesi del gruppo, ponendo le basi di una leggenda mainstream ancora tutta da spiare.

La XCX inizia le ragazze ai fasti delle girl band dopo una festa di compleanno a Palm Springs, cooptando volti già noti nell’universo della popstar: non solo la chitarrista Chloe (fondatrice dei Kitten, gruppo di apertura ai concerti di Charli), ma anche la batterista Debbie (con lei sul palco da 5 anni) e la set designer Georgia, presa in prestito dall’ambito visual (ha lavorato, tra gli altri, sul set di Star Wars – Episodio 7 – L’ultimo Jedi) e affidata alle preziose cure del basso. 

Ma è forse la modella e fotografa Gabbriette la vera predestinata della gang: ultima a unirsi al progetto e priva di alcun precedente come cantante, con un’allure da pallida killer degna dell’outsider Fairuza Balk e la stessa spettrale freakness anni ’90 della prima Mutya Buena, la Bechtel promette un futuro glamour e una pioggia di copertine punk-chic. 

E mentre il feed delle Nasty Cherry si uniforma di patinature e pettinature alla Spice (non a caso il loro terzo singolo si intitola Live Forever – e non si dica non sia un omaggio all’indimenticabile Viva Forever del 1998), nel mese di ottobre la sacerdotessa Charli, in concomitanza con l’uscita del quarto brano del gruppo, Music with your dad, annuncia l’ennesima evoluzione della propria chimera musicale che, da avatar social a fenomeno streaming, è ora pronta a conquistare il binge-watching degli abbonati Netflix.

Prepariamoci quindi a seguire l’instagrammabile formazione svelarsi sotto la guida di XCX in un buildungsroman, che ci racconterà tutto ciò che è accaduto alle girls nella vita reale (o forse sceneggiata) al di là dei social: dal periodo di convivenza nella casa delle Nasty Cherry, fatto di pizze a domicilio, diari segreti e aneddoti alla Anne Brashares di Quattro amiche ed un paio di jeans, alla nascita di un patto di solidarietà che le ha viste sbocciare sul palco prima come donne che cantano (e “che contano“), e poi come giovani professioniste alle prese con la campagna promozionale di lancio del loro primo EP. 

Un esperimento finora intentato, in un’industria musicale ormai priva di regole, dove ogni azzardo è possibile. 

Chi sono le Nasty Cherry? Ancora poco e lo scopriremo.

 

nota: la foto di copertina è tratta dalla pagina Instagram delle Nasty Cherry

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