Di cosa parliamo quando parliamo di bookinfluencer? Chi sono gli “ambasciatori” della lettura più seguiti in Italia, su Youtube e su Instagram (e non solo)? A quale pubblico si rivolgono? E che impatto hanno i loro consigli?
L’approfondimento de ilLibraio.it (che parte dal passato, e dalla moda dei blog letterari, e arriva alle nuove possibilità offerte da TikTok), in cui si prova ad analizzare alcune problematicità e a rispondere alle questioni aperte

C’erano una volta i blogger letterari. Dieci anni fa e oltre, nel mondo dei libri (e non solo) erano i blog la moda del momento. Se ne parlava sulla stampa, nei festival, e questi spazi online “democratici” e “liberi” ricevevano l’attenzione degli accademici. Ce n’erano alcuni più professionali, curati da addetti ai lavori, altri gestiti da scrittori più o meno noti, altri ancora amatoriali, aperti da lettrici e lettori. C’erano blog che ospitavano racconti o diari, altri che davano spazio a recensioni, alcuni dedicati a lunghi e spesso stimolanti approfondimenti, altri ancora in cui si parlava di editoria e digitale.

C’ERANO UNA VOLTA I BLOG LETTERARI?

Si diceva che i blog letterari avrebbero messo in crisi il giornalismo tradizionale, le recensioni dei critici di professione, eccètera… Circa un decennio dopo, alcuni di questi blog sono ancora in vita (e godono di buona salute), altri hanno chiuso da tempo, altri sono aggiornati saltuariamente, alcuni sono piuttosto attivi, diversi sono nati nel frattempo. E nel frattempo, ovviamente, sono successe tante altre cose: ad esempio, con lo sviluppo dell’ecommerce è cresciuta la rilevanza delle recensioni pubblicate dagli stessi clienti (in questo caso i lettori) nei negozi online; e ha acquisito un ruolo centrale YouTube: così, anche nel nostro Paese si è cominciato a parlare di booktuber.

DAI BOOKTUBER AI BOOKINFLUENCER

Negli ultimi anni, poi, con la parallela diffusione dei social, e di Instagram in particolare, la definizione è cambiata: arriviamo così all’era dei bookinfluencer. Questi nuovi “ambasciatori” della lettura sono ormai tanti anche nel nostro Paese, e i loro consigli di lettura sono sempre più ascoltati. Con l’aumento della loro influenza, inevitabilmente è cresciuta l’attenzione delle case editrici, degli store e dei media stessi, che giustamente sottolineano il ruolo di promozione del libro che svolgono, in un Paese in cui storicamente i dati sulla diffusione della lettura non sono entusiasmanti.

RIUSCIRE A PARLARE DI LIBRI AGLI ADOLESCENTI

Quando parliamo di bookinfluencer parliamo dunque di un trend ormai maturo. Le bookinfluencer (sì perché sono in netta prevalenza donne) hanno la capacità di raccontare i libri a un “target” tanto difficile quanto importante da raggiungere, quello dei ragazzi. Ma, come confermano le ricerche, i loro suggerimenti e le loro pagine sono seguite da un pubblico via via più ampio, in cui gli adulti non mancano.

CON QUALE IMPATTO SULLE VENDITE?

È quindi possibile “quantificare” l’impatto dei video e dei post dei bookinfluencer? Le stime dell’Osservatorio sulla lettura e i consumi culturali, realizzato a fine 2019 dall’Associazione Italiana Editori in collaborazione con Pepe Research, sottolineano ancora una volta la crescita dell’attenzione verso le potenzialità dei social: come ha riassunto il Giornale della Libreria, se da un lato i quotidiani e i media tradizionali scendono, tra il 2017 e il 2019, dal 13% al 9% nelle indicazioni delle principali fonti che portano alla scelta di un libro da comprare, dall’altra social e community salgono dal 14% al 16%. Inoltre, il 59% degli intervistati dichiara di aver comprato un libro dopo aver letto le recensioni su blog e siti dedicati o le opinioni sui social.

CE N’È PER TUTTI I GUSTI (LETTERARI)

Se, come detto, cresce il numero di bookinfluencer (ormai se ne contano centinaia, certo non tutti – almeno per ora – in grado di raggiungere migliaia di follower), cresce pure la differenziazione all’interno di questo mondo: come vedremo, infatti, ci sono sia figure specializzate nel divulgare un determinato genere letterario (dai fumetti al fantasy, passando per la  chick-lit), sia altre che puntano su un approccio più “generalista”, e che nei loro video e nelle loro storie e post danno spazio a un’offerta decisamente varia, composta da romanzi letterari, successi del momento, graphic novel d’autorelongsellerclassici, saggi, manuali o volumi per bambini.

QUANTI SONO?

Ma quali sono i nomi “da conoscere”? Quali le figure più autorevoli? E quelle che stanno emergendo negli ultimi tempi?

L’anno scorso gli studenti del Master Booktelling dell’Università Cattolica di Milano hanno realizzato una “mappa” dei bookinfluencer italiani, selezionandone 16. E in rete si trovano diverse altre “liste” di bookinfluencer “da seguire”; anche ilLibraio.it negli anni scorsi ne ha pubblicate (qui e qui), affidandosi alle scelte di una delle più famose e apprezzate, Ilenia Zodiaco, che ha anche pubblicato diversi articoli per il nostro sito, e sui cui torneremo tra poco.

A proposito di approfondimenti dedicati all’argomento, la scrittrice e giornalista Giulia Ciarapica, già curatrice per Franco Cesati Editore della guida Book blogger, sul suo sito ospita la serie di interviste “Book Influencer a chi?”, in cui si sono raccontati, tra gli altri, Grazia Di Fazio (La spacciatrice di libri), Lea Landucci (ChickLit Italia) e Gaetano Lamberti (Mister Tannus). In queste interviste non mancano aneddoti e approcci comunicativi differenti.

NON SOLO LIBRI…

Stando a Matteo Menin, managing director di Alkemy, che ha censito per Il Sole 24 Ore i maggiori bookinfluencer italiani, attualmente risulta che sia Instagram “il canale dove si esercita la maggiore influenza sugli utenti, a suon di cuori e commenti”. L’indagine evidenzia altri aspetti: questi influencer, ad esempio, in certi casi con le loro campagne vanno a presidiare ambiti extra-letterari, e quindi attraggono diversi brand extra-editoriali.

Allo stesso tempo, dall’Osservatorio di Alkemy viene ribadita un’altra tendenza, che in verità ormai da tempo riguarda l’intero universo influencer: si va infatti verso la segmentazione del pubblico, con il conseguente abbandono della pretesa di intercettare una fascia ampia e trasversale. Non a caso, e non senza far discutere, nei mesi scorsi Instagram ha deciso di non rendere più visibile ai follower il numero di “mi piace” ai post della pagine. Una svolta. In questo contesto, da ormai un paio d’anni gli esperti sottolineano come sempre più aziende preferiscano collaborare con influencer “specializzati”, con un numero di pagine sì alto ma non altissimo, in grado di ottenere un engagement significativo con i propri contenuti, a conferma dell’autentico legame con i fan.

LO STILE DEGLI INFLUENCER (E QUALCHE CRITICA)

Partecipazione e fiducia che in molti casi trasmettono le pagine di molti bookinfluencer, che puntano su un linguaggio fresco, non accademico, spesso ironico.

Certo, non è uno stile apprezzato da tutti. Non potrebbe essere altrimenti, e non è solo una questione generazionale. Ma i tanti che continuano a preferire un approccio più giornalistico, o più vicino alla critica letteraria tradizionale, trovano comunque, in rete o nelle edicole, un’offerta ampia, addirittura cresciuta negli ultimi anni (pur con tutta una serie di limiti e dubbi, come notava Nicola Lagioia, scrittore e direttore del Salone del libro di Torino). Una proposta in ascesa sia a livello di inserti settimanali dei quotidiani (da La Lettura del Corriere della Sera a Robinson di Repubblica, passando per Tuttolibri de La Stampa e la Domenica del Sole 24 Ore, senza dimenticare gli spazi dedicati ai libri e alla cultura dagli altri quotidiani, settimanali e mensili), sia se si pensa ai siti letterari, sia se si guarda allo sviluppo delle riviste culturali online, che, tra alti e bassi, stanno dando spazio a una nuova generazione di firme, puntando su longform e approfondimenti non scontati. Ce n’è per tutti i gusti insomma, e non ha senso dare addosso a modi di divulgare i libri che si percepiscono come  lontani dai propri gusti.

Tornando così allo stile “emozionale”, a volte criticato, dei bookinfluencer, oltre a tendere a non prendersi troppo sul serio, questi nuovi divulgatori in certi (rari) casi si dedicano anche alle stroncature (di certo non frequentissime neppure nelle pagine culturali dei giornali, come pure in quelle dei siti letterari): basti pensare a due rubriche come “libri di melma” della stessa Zodiaco o a “libri trash” di Matteo Fumagalli.

La maggior parte di queste figure sono giovani, “under 30”; alcune (non poche) hanno cominciato al tempo del boom dei blog letterari, altre sono partite da Facebook, e tante hanno iniziato con i video su YouTube (quindi come booktuber). Al canale di partenza, nella stragrande maggioranza dei casi si associa Facebook e negli ultimi anni si è aggiunto Instagram, che oggi, numeri alla mano, per molti bookinfluencer rappresenta la vetrina principale.

CHE IMPATTO AVRA’ COVID-19?

Nelle settimane segnate dall’#iostoacasa e dal pesante impatto dell’emergenza covid-19 su ogni settore o quasi, compresa l’intera filiera del libro, ci si è chiesti in che modo la pandemia avrebbe condizionato il lavoro (e gli introiti) degli influencer, a partire da chi si occupa di viaggi, moda e food, ambiti decisamente più remunerativi del libro. Al momento per i bookinfluencer (tra cui tanti non mancano freelance e studenti), abituati a realizzare i video e a scattare le immagini solitamente in casa, non è cambiato molto. È stato dato un po’ più spazio agli ebook, molti hanno partecipato alle tante “live” sui social, nei post e nei video si è inevitabilmente accennato a come il virus ha influito sulla quotidianità di tutto di noi. Per alcuni la lettura si confermata un rifugio, un modo per evadere e tenere lontana la mente dai cattivi pensieri sul mondo là fuori, mentre altri hanno confessato di aver faticato a concentrarsi a lungo sul libro che avevano deciso di cominciare. Di certo, raccontare di libri e scrittori di ieri e di oggi non è apparso fuori contesto. Anzi.

I NOMI PIU’ SEGUITI…

 

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Alda, anima mia.

Un post condiviso da (@battiture) in data:

E iniziamo così la nostra rassegna. Tra le pagine Instagram numericamente più seguite (con circa 140mila follower) c’è quella di Battiture. Il motto scelto da Silvia per sintetizzare i suoi scatti, in cui prevalgono le citazioni d’autore, è semplice: “dalla mia libreria… direttamente a voi!”.

 

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Parlare di viaggi – potenziali o ripescati dalla memoria – verso destinazioni ben tangibili rischia forse di intristirci, in questo periodo. Ma girovagare per mondi che, indipendentemente dalle nostre circostanze attuali, esistono già in una dimensione fantastica e sono raggiungibili, di base, solo con l’immaginazione mi pare assai meno impervio. Che cosa succede quando uno strumento “esatto” e rigoroso come una mappa cerca di descrivere un posto che non esiste? Produce plausibilità. Ci aiuta a credere a quello che non c’è e a fare nostre le tribolazioni e le avventure dei personaggi che all’interno di quella mappa camminano, scagliano incantesimi, cavalcano draghi, edificano città, esplorano paludi, si amano con svariate complicanze o si stramaledicono vicendevolmente con foga inaudita. Questo “Atlante di viaggi letterari” è una sorta di trattato illustrato a più voci – ragguardevolissime – sulla geografia delle terre immaginate più vaste e vive, da Narnia ai corridoi di Hogwarts. Un librone da leggere – e ammirare – per visitare di nuovo le storie che ormai albergano nel valigino del nostro cuore o per pianificare nuove rotte – perché c’è modo e modo di non andare da nessuna parte. #LibriniTegamini @salani_editore #ioleggoacasa

Un post condiviso da Francesca Crescentini (@tegamini) in data:

Francesca Crescentini, meglio conosciuta come Tegamini, da tempo è tra le protagoniste più citate della comunicazione online legata alla lettura. Classe ’85, da 10 anni ha un blog, omonimo, ed è attiva come traduttrice. Su Instagram è seguita da circa 100mila persone. Sui social non parla solo di libri, e collabora con aziende di altri ambiti. In rete racconta della sua vita e delle cose che le piacciono, e nel tempo ha creato un rapporto empatico con i fan, che conoscono il figlio Cesare, il gatto (siberiano) Ottone e il marito, Amore del Cuore.

 

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*** NUOVO PROGETTO DEDICATO A UN LIBRO *** L’anno inizia meravigliosamente: da questa settimana – e per le due successive – vi racconterò a modo mio “Il Museo delle Promesse Infrante” di Elizabeth Buchan (@editricenord). Il libro, che esce giovedì, vi catapulterà a Parigi, tra le sale di un museo davvero atipico. Ogni suo oggetto, infatti, non è stato donato da artisti o da collezionisti, ma da persone comuni, che associano a ogni donazione un dolore, un rimpianto, una promessa mancata di cui sono state vittime o carnefici loro malgrado. Un museo, quindi, molto più esteso della sua metratura, molto più prezioso del valore di ciò che espone. Abitato dagli ingombranti fantasmi delle nostre scelte, saturo di simboli, speranze e dolori. Il rapporto che abbiamo con gli oggetti è un tema che mi sta molto a cuore e sono davvero felice di affrontarlo con voi, ma nel libro c’è molto di più: avremo la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio e di trovarci oltre la Cortina di ferro, a Praga, nel 1986. Cosa ha voluto dire vivere sotto un regime per un gruppo di giovani ventenni affamati di vita, amore e libertà? Lo scopriremo attraverso gli occhi di Laure Carlyle, curatrice del museo e protagonista del libro. Via che si parte !!! (copertina di @gatsby_books) Progetto realizzato in collaborazione con #EditriceNord – Grazie al generoso aiuto di @controcorrentemilano per il recupero del materiale ❤️ #ad #ilmuseodellepromesseinfrante #elizabethbuchan #ilmuseodiZelda

Un post condiviso da Camilla Ronzullo (@zeldawasawriter) in data:


Anche Camilla Ronzullo, in arte Zelda was a writer, ha molta esperienza in questo settore. Ha scritto due libri (La misura di tutto e Diario dei ricordi futuri, Magazzini Salani), promuove gruppi di lettura, dal 2009 cura un blog ed è attiva sui principali social, che testimoniano la sua passione, oltre che per scrittrici e scrittori, anche per la fotografia.

Abbiamo citato prima Ilenia Zodiaco, che con oltre 40mila follower su Instagram e circa 65mila iscritti al canale YouTube, strumento attraverso cui si è fatta conoscere, è uno dei nomi più rappresentativi. Siciliana, vive a Milano, e con Valentina Tomić ha ideato Quasidì – Un podcast di (quasi) adulte. In una recente intervista a Partedeldiscorso.it ha spiegato: “Quando ho aperto il mio canale su BookTube eravamo in pochi e meno organizzati, quindi semplicemente si facevano video per hobby, per creare un luogo di discussione e condivisione. Nel frattempo, anche il mondo di YouTube stava cambiando, e quelle che erano le dinamiche che si stavano sviluppando in altre sottocommunity (come quella dei gamer o delle parodie) sono arrivate su BookTube. Alcuni esempi sono la pubblicazione regolare dei video (una volta a settimana, alle volte due) e la presenza di rubrica a tema. Ultimamente BookTube è cambiato, soprattutto perché sono arrivate più persone interessate ai contenuti inerenti alla letteratura e ai libri“.

Zodiaco (a proposito, non è uno pseudonimo), che è stata tra le prime in Italia a proporre con crescente successo video-recensioni, conferma che oggi è “più facile pubblicare contenuti istantanei su Instagram, una piattaforma che grazie alla sua usabilità ti permette di creare un contenuto formalmente grazioso ed esteticamente appagante in pochi minuti e, allo stesso tempo, di dire la tua opinione sul libro, ricevendo anche molte più interazioni e più considerazione rispetto a YouTube. Girare, editare e caricare un video richiede tanto tempo e tante competenze diverse, è un medium più da ‘smanettoni’, diciamo. È anche per questo che su YouTube ci stiamo spostando verso contenuti più approfonditi e lunghi (infatti la durata media di un video si è alzata) mentre su Instagram i contenuti rimangono brevi e granulari“.

 

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Oggi vi parlo della nuova collana RBA, STORIE SENZA TEMPO, dedicata ai grandi classici che tutti noi abbiamo letto e amato. La prima uscita, “ORGOGLIO E PREGIUDIZIO”, la trovate già in edicola. A questa seguiranno “CIME TEMPESTOSE”, “PICCOLE DONNE”, “JANE EYRE”, fino a un totale di 60 volumi! Io sono stato subito attratto dalla grafica. Le copertine sono delle reinterpretazioni a colori e con stampe in oro di quelle del XIX secolo che facevano parte della serie CRANFORD, una collezione di libri rilegati splendidamente che furono concepiti per la prima volta come oggetto da regalare. Se avete qualche domanda sulla collezione scrivetemi nei commenti o andate sul sito RBA (link in bio). P.S. spero che il mio pavone fatto di foglie vi piaccia – #orgoglioepregiudizio #StorieSenzaTempo #book #narrativa #libro #libri #reading #readtolive #bookreview #readers #recensionilibri #love #bookstagram #read #bookworm #bibliophile #instabook #library #ilovebooks #leggere #RBA #lettura #romanzo #bookcover #JaneAusten

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Si occupa di grafica in ambito editoriale ed è molto forte su Instagram, con oltre 52mila follower:  Giuseppe Quattrocchi (Gatsby Books) punta su immagini curate, che fanno risaltare le copertine e che sono il frutto di un evidente lavoro creativo. Attivo anche su Facebook, nei suoi contenuti si nota la presenza di generi molto diversi.

Quasi 50mila follower su Instagram per mhannodettodifareunblog, pagina a cura di Giulia Mazzoni, che da Prato dà spazio a “tutto quello che mi passa per la testa e a tanti libri”. Il blog è online dal 2012. Lei stessa ricorda: “Ho iniziato a scrivere le mie opinioni sui libri che leggevo e a pubblicare i miei racconti, mettendo a nudo una parte di me che era sempre rimasta nascosta. Ma il passo più grande l’ho fatto nel 2016, quando ho deciso di aprire il mio canale YouTube e di iniziare a parlare direttamente con i lettori…”. Con il tempo ha ampliato i temi trattati, aprendo al lifestyle.

Punta sull’ironia (ma non solo) il già citato Matteo Fumagalli, filmmaker con alle spalle studi in new media e sceneggiatura. Anche lui, come Zodiaco, autore di recensioni per ilLibraio.it, è particolarmente forte su YouTube, dove il suo vivace canale può contare su quasi 100mila iscritti (mentre i follower su Instagram sono circa 33mila): alterna letture d’autore a “libri trash” e propone diverse altre rubriche, in cui trovano spazio serie tv, cinema e altri argomenti.

Nei suoi video (oltre 82mila iscritti al canale YouTube) e nei sui post (circa 40mila i follower su Instagram) Giulia De Martini (conosciuta come Julia Demar) parla di libri e delle sue altre passioni. Genovese, si è trasferita a a Milano per studiare Design della Comunicazione alla NABA, dove ora tiene un corso. Anche lei, come Fumagalli, è partita da YouTube.

 

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Leggere, leggere, leggere. In questi giorni difficili di permanenza forzata a casa, abbiamo l’opportunità di scoprire, o riscoprire, titoli e autori che magari avevamo “messo un po’ da parte”. Stiamo tutti rivalutando molti aspetti della nostra Italia, e tra di essi, anche il ruolo della cultura e della letteratura. Pensando proprio alla letteratura, è facile pensare a veri e propri capolavori frutto di un genio letterario che difficilmente trova eguali. Dovendo pensare all’autore italiano più amato, io e Chiara concordiamo sul nome di Italo Calvino. Lei, poi, esprime una preferenza (pensando ai contemporanei) per Donato Carrisi; io invece, a Calvino, aggiungo il nome di Alberto Moravia. E voi? Qual è il vostro autore italiano preferito di sempre? (Valgono anche due preferenze…) #libri #lettura #libribelli #libridaleggere #letteraturaitaliana #letteratura #books #igbooks #instabooks #read #igreads #instareads #bookphotography #bookblogger #bookstagram #libriamociblog

Un post condiviso da Chiara Boniardi & Matteo Taino (@libriamociblog) in data:

“Fotografiamo libri, raccontiamo emozioni”: Chiara Boniardi & Matteo Taino animano il blog Libriamoci e l’omonima pagina Instagram, che viaggia verso i 50mila follower: “Libriamoci è lo strumento (che curiamo e coccoliamo ogni giorno) attraverso il quale vogliamo rendervi partecipi delle nostre letture, condividendo recensioni, scambiando pareri e condividendo emozioni“, spiegano.

 

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«I bambini hanno una mente plastica » dichiarò l’esperto. «A volte creano falsi ricordi, ma non sono propriamente bugie: loro sono sinceramente con- vinti di aver vissuto certe esperienze, anche le più assurde. La loro fantasia è così vivida da fargli sembrare vere cose che non lo sono, ma è anche così acerba da non permettergli di discernere ciò che è reale da ciò che non lo è.

Pietro Gerber non è solo uno psicologo come gli altri. La sua specializzazione è l’ipnosi e i suoi pazienti hanno una cosa in comune: sono bambini. Molto spesso protagonisti di eventi drammatici o in possesso di informazioni importanti sepolte nella loro memoria. Pietro Gerber, anche noto con il nome de l’addormentatore di bambini, è il protagonista di La casa delle voci, il nuovo romanzo di @donatocarrisi, pubblicato da @longanesi_editore. Pietro si troverà alle prese con un caso anomalo: Hanna, orami adulta, è convinta di aver assistito a un omicidio e forse potrebbe essere un’assassina. Hanna viveva con i genitori in un luogo incantato, chiamato «la casa delle voci». Poi tutto si è incendiato. Il compito di Pietro sarà tirare fuori la bambina che c’è in lei e fare i conti con vicende apparentemente inspiegabili per l’umana ragione. . ✍ Vi è mai successo di trovarvi davanti a qualcosa di cui non vi siete dati una spiegazione, qualcosa di apparentemente soprannaturale che vi lascia straniti e, forse, vi spaventa? . Se avete voglia di raccontarmelo ‪il 10 dicembre‬ sarò al @circololettori per la presentazione di La casa delle voci e racconterò alcune delle vostre storie a Donato Carrisi Il resto è tutto ancora da scoprire.

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Stefania Soma, in arte Petunia Ollister, è stata tra le prime a proporre immagini di libri in contesti particolari (l’immagine in alto è tratta dalla sua pagina, ndr). E lei l’imitata ideatrice dei #bookbreakfast. Si può dire che le sue colazioni letterarie, che nel tempo si sono evolute negli abbinamenti proposti, pian piano hanno “imposto” una sorta di “canone” estetico, ripreso da altre influencer, come pure dalle stesse case editrici sui propri spazi social.

Soma, che con Slow Food editore ha pubblicato due volumi, Colazioni d’autore e Cocktail d’autore, e che vanta diverse collaborazioni, è attiva da tempo, come conferma una delle sue prime interviste, rilasciata a ilLibraio.it nel 2015, in cui rivelava: “I #bookbreakfast sono il riassunto ironico ed esteticamente gradevole di alcune mie ossessioni. Sono nati per caso una mattina in cui mi sono trovata a sfogliare un libro appena comprato bevendo il caffè da una tazza dello stesso colore della copertina: la mania per gli accostamenti cromatici, il rigore per le disposizioni simmetriche e la compulsione allo scatto dall’alto hanno fatto il resto”.

PROMUOVERE LA LETTURA FOTOGRAFANDO I LIBRI?

Come ha riepilogato due anni fa sempre su ilLibraio.it Ilenia Zodiaco“fotografare i libri è un’arte relativamente recente (nel passato forse si tendeva a rappresentare più l’atto stesso della lettura, che l’oggetto), che si sta affinando in modi sempre più creativi e inaspettati. Complice il fatto che la community di bookstagram (letteralmente: libri su instagram) sta crescendo esponenzialmente, gli utenti più abili tentano di differenziarsi utilizzando anche strumenti fotografici professionali che in qualche modo ‘tradiscono’ (ma con risultati felici) lo spirito dell’app che pretenderebbe delle ‘istantanee’. È il caso ad esempio di lorisinthebook e gatsbybook, che reinterpretano ogni libro a livello visivo, creando delle composizioni uniche e personalizzate per ogni universo letterario da loro visitato”. E a chi, davanti a questo quotidiano diluvio di immagini (spesso simili tra loro) raffiguranti libri abbinati ad altri oggetti, si è chiesto se c’è il rischio che il libro diventi semplicemente “un complemento d’arredo all’interno di una composizione fotografica il cui obiettivo – almeno quello primario – forse non è sempre quello di comunicare il contenuto del libro”, la stessa Zodiaco ha replicato così: “A prescindere dalla polemica, si solleva una questione interessante: può un medium diverso – nella fattispecie, visivo, a due dimensioni – promuovere la lettura, che invece ha dimensioni infinite e non si ‘guarda’ ma si decifra? E ancora: la fotografia ha un tipo di comunicazione sintetica che prescinde dalle parole, mentre il libro fa della parola l’unico mezzo a sua disposizione, c’è quindi una contraddizione in termini? È una domanda che prorompe anche nel momento in cui si decide di parlare di libri in tv, operazione che, soprattutto in Italia, ha sempre trovato ostacoli insormontabili e che di fatto ha relegato la discussione sui libri a spazi minori. Probabilmente è un quesito destinato a rimanere aperto, anche perché strettamente soggettivo: chi si lascia convincere, chi no”.

A una conclusione, però, sempre secondo la bookinfluencer catanese si può giungere: “L’attività di #bookstagram è una pratica ‘attorno’ ai libri che non sostituisce, né forse arricchisce, l’atto della lettura. Forse il fatto di scattare una foto a un libro non ci dirà qualcosa in più su quel testo, così come forse la didascalia sotto la foto – che leggono in pochi – non è il mezzo ideale per scrivere una recensione. Eppure non si può pensare che chi dedica ore e ore alla cura del proprio profilo bookstagram non sia un appassionato lettore. Fotografare i libri è certamente una pratica indipendente rispetto a quella di leggere (anche per il banalissimo motivo che se stai scattando una foto e la stai commentando sullo smartphone non puoi leggere contemporaneamente), ma anche se è appunto qualcosa che sta fuori dal testo, o meglio, attorno al testo come direbbe Genette, comunque lavora in funzione di esso. Perché ne amplifica il raggio d’azione”.

L’IMPEGNO FEMMINISTA

 

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Può succedere che il con il tempo il significato di una ricorrenza sbiadisca. Può succedere quindi che un giorno importante come questo diventi la brutta copia di festicciole da cioccolatini e mazzetti di fiori comprati in fretta al supermercato. Può succedere. Era il 1946 quando in Italia si riprese a celebrare la “Giornata Internazionale della Donna” dopo una pausa dovuta alla guerra. L’8 marzo non era un anniversario, non c’era nessuna ricorrenza o avvenimento da ricordare, solo una data scelta fra tante per puntare l’attenzione sulle rivendicazioni salariali e sociali delle donne, e sul lungo percorso che ci stava portando a guadagnare spazio in un mondo gestito e governato solo da uomini. Una “festa” politica, più vicina al primo maggio che a san valentino. Non era un punto d’arrivo. All’epoca esisteva ancora il delitto d’onore, non c’era la parità di diritti fra i coniugi, non esisteva una legge che sancisse la parità retributiva tra uomini e donne, e se venivamo violentate quello che si compiva non era un reato contro di noi, ma contro la morale. Però l’aria cambiava. Si sentiva. Si sperava. E bisognava mettere un picchetto prima di raggiungere la cima. Un punto sotto il quale non scendere. E così si stabilì che l’8 marzo ci saremmo tutti ricordati che i diritti delle donne erano un tema attuale e sul quale si doveva tornate a tornare ancora, e poi tornare e tornare. Serviva un fiore, qualcosa che simboleggiasse la ricorrenza, e furono Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei a proporre la mimosa. Tre donne comuniste, tre donne della resistenza, tre donne per cui anche una come me, che manca completamente di spirito patriottico, si sente fiera di essere italiana. Per far passare la proposta, Teresa Mattei arrivò a inventare che secondo una leggenda cinese, la mimosa era il simbolo della femminilità. Una frottola che funzionò perfettamente e che fece preferire la mimosa alla raffinatissima e costosissima orchidea. (Continua giù )

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Un caso che ci permette di allargare il discorso è quello di Carolina Capria. Nata a Cosenza nel 1980, Carolina vive a Milano e da più di dieci anni lavora come autrice di libri per ragazzi e televisiva. Circa un paio di anni fa ha ideato la pagina L’ha scritto una femmina, che punta a promuore la parità di genere in ambito letterario, e che ha dato il nome all’omonimo bookclub. Al sito Partedeldiscorso.it ha spiegato che L’ha scritto una femmina “è un posto nel quale racconto – non mi permetterei mai di dire ‘recensisco’, perché non ne ho le competenze – libri scritti da donne che, per un motivo o per un altro, credo debbano godere di maggiore attenzione. Nel mio piccolissimo, provo a porre rimedio. È un’idea che è maturata negli anni, quindi non saprei dire quando sia nata. Credo semplicemente che a un certo punto alcune mie passioni – leggere, raccontare – e alcune mie esigenze – combattere per la parità e portare avanti un discorso di uguaglianza – si siano incontrate, e abbiano iniziato a camminare l’una accanto all’altra”.

Quando le viene domandato se il nome che ha scelto per la sua pagina non è già una piccola forma di discriminazione, lei risponde: “Potrebbe esserlo se uomini e donne avessero le stesse possibilità e godessero degli stessi riconoscimenti, ma non è così. I libri scritti dalle donne sono meno letti, ottengono meno premi, banalmente sono meno visibili. Quindi no, non è una discriminazione: è solo dire ‘Guardate che ci sono anche io!'”.

Si tratta di un tema ampio, a cui ilLibraio.it dedica da anni costante attenzione, basti pensare alla serie di riflessioni cominciate con quella, che ha fatto discutere anche oltreoceano, dell’editore Luigi Spagnol dal titolo “Maschilismo e letteratura, cosa ci perdiamo noi uomini?”, pubblicate a partire da novembre 2016. Scrive il presidente della Salani: “È vero, si pubblicano tantissime donne, ma i loro libri vengono presi nella stessa considerazione con cui vengono presi i libri dei maschi? Riconosciamo, il mondo letterario e la società in generale riconoscono alle opere scritte dalle donne la stessa importanza che viene riconosciuta a quelle scritte dagli uomini? Siamo altrettanto pronti, per esempio, a considerare una scrittrice o uno scrittore dei capiscuola, ad accettare che una donna possa avere la stessa influenza di un uomo sulla storia della letteratura? D’istinto, la risposta che mi sono dato è: no, non lo siamo. Quanti scrittori maschi abbiamo sentito citare tra i loro maestri, tra gli autori a cui si ispirano o che li hanno maggiormente influenzati, delle donne? Sempre d’istinto, direi pochi”. E più avanti aggiunge: “Sono nato maschio e, come dice Albinati, nascere maschi è una malattia incurabile. E mi chiedo: perché? Perché lo facciamo? Perché ci ostiniamo a non voler leggere il mondo attraverso, anche attraverso, gli occhi di grandissime artiste che hanno l’unico difetto di appartenere a un sesso diverso dal nostro?”.

All’intervento di Spagnol, sono seguiti diversi altri, tra cui quelli delle scrittrici Michela Murgia, Giusi Marchetta ed Elena Varvello. Si tratta di problematiche ovviamente molto sentite anche sui social (basti pensare all’altrettanto ampio e complesso dibattito degli ultimi anni legato al #metoo), e tra le bookinfluencer italiane, che in più occasioni si sono schiarete contro atteggiamenti maschilisti che hanno coinvolto i media e il mondo culturale.

ALTRE PAGINE DA SCOPRIRE…

E proseguiamo così a parlare di queste figure, nei casi più interessanti capaci, attraverso i libri, di parlarci anche d’altro, oltre che di sé: Emanuela Sorrentino, da Napoli, anima la pagina Instagram di manumomelibri, che viaggia verso i 40mila follower, oltre al blog Cinderella col Bazooka  Tra le sue passioni, la letteratura russa.

 

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English caption down below⬇ AD – Non badate a me, sono solo una donna che cerca di non lasciarsi sfuggire nulla di mano! Ammettiamolo, riuscire a gestire tutti gli impegni, senza trascurare le proprie passioni, ci rende tutte un po’ speciali. Perché la vita ci chiede tanto, quindi noi ci trasformiamo in eroine ed eroi che fanno del multitasking uno stile di vita. Lo sa bene Aba Abate, protagonista di “Una donna normale” uscito ieri per @longanesi_editore Aba salta dall’essere mamma e moglie amorevole, al suo lavoro top secret, di cui non parla a nessuno. Lei si finge impiegata, mentre in realtà in ufficio veste i panni di “Ice”, funzionario dei servizi segreti. Andando sul link in bio fino al 7 febbraio, potrete condividere il vostro gesto eroico quotidiano e ricevere una copia del romanzo e un buono da spendere su @ibs.it ♥️ #unadonnanormale ___ Don’t mind me, I’m just a woman who tries not to let anything get out of hand! Let’s face it, being able to take care of each aspect of every day life, without neglecting our hobbies and passions, make us all a bit special. Life is very demanding, so we have to turn ourselves into super heroes. For me multitasking is a way of life, what is your super power? Picture inspired by the amazing @allthatisshe

Un post condiviso da Fabiola (Fabi) | Italy (@glindaizabel) in data:

Piuttosto seguita la pagina L’angolo dei Libri (circa 38mila follower su Instagram, e oltre 1.100 iscritti su YouTube), come pure quella gestita da Fabiola, che ha scelto di chiamarla glindaizabel, e che ha uno stile riconoscibile, non solo perché in molti casi è lei stessa protagonista delle immagini che pubblica. Questa scelta la accomuna ad altre bookinfluencer, come ad esempio Annamaria, “prof di lettere travestita da alunna”, che gestisce lacontessarampante.

Proseguiamo questa rassegna con Fabi (nota come Glinda Izabel), content creator e fotografa, che cura dal 2010 il blog Atelierdeilibri.com: sui suoi canali oltre ai libri trovano casa altre passioni, tra cui cibo, lifestyle e moda.

 

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“Dracula” – Bram Stocker (Mondadori) Regalare un classico della letteratura, per Natale, è una delle azioni più belle che possiate fare. Ancora più belle se invece che un libro solo ne regalate due. E cosa c’è di meglio, da abbinare al Conte Dracula, che il libro dove si racconta come tutto abbia avuto inizio? “Dracul” di Dacre Stoker & J.D. Barker (Nord) parte proprio dalle origini, per capire come un incontro quasi fortuito abbia dato vita a un romanzo che è diventato leggenda. #anatalesololibri #avventolibri #libridaregalare #libridaregalarsi #libridaregalareanatale #libribelli #dracula #libridaleggere #libridaleggereprimadimorire #libridaleggereassolutamente #libriconsigliati #consiglilibri #reading #leggere #reading #libri #books #bookstagram #bookagram #instabook #instalibri #leggereiclassici #libriclassici #classicidellaletteratura

Un post condiviso da L’angolo dei Libri (@langolodeilibri) in data:

Altra pagina che merita un passaggio, non solo per la storia della sua genesi, è quella di microcosmi_itineraridilettura_, legata all’ominimo blog: “Microcosmi nasce dalla condivisione di una passione comune – quella per la lettura – di due ragazze che hanno avuto la fortuna di incontrarsi come colleghe tra gli scaffali di una libreria. Lettrici ossessive compulsive, ci siamo ritrovate a scambiarci consigli di lettura, impressioni, emozioni, e ad affidare al tanto temuto foglio bianco i nostri pensieri…”, scrivono Federica e Francesca.

Su Instagram sono oltre 31mila i follower di Elisa Gioia“scrittrice di giorno e lettrice di notte”. Sul suo sito si presenta così: “Diplomata in lingue, dopo un corso biennale di giornalismo si trasferisce a Milano per lavorare per la casa editrice San Paolo. Ritornata a casa, nell’Upper East Side, complice una malattia che la costringe a letto, scrive in pochissimo tempo la storia di Gioia e Kelly, che pubblica sugli store online con il titolo di So che ci sei…”.

Da citare anche il caso di Marta Perego, giornalista televisiva (si occupa principalmente di cinema e libri) e autrice, che su Instagram e Facebook parla spesso delle sue letture. In particolare, nelle settimane del lockdown ha realizzato diverse dirette social coinvolgendo scrittrici e scrittori. Undici di queste interviste le ha trascritte e raccolte nel volume Case di Carta.

Libriccino (“piccole foto di grandi libri) è gestita da Alessia e su Instagram viaggia verso i 30mila follower. L’autrice tende e fotografare gruppi di libri; c’è poi Sara (“lettrice perennemente in ritardo, viaggiatrice curiosa, pendolare per scelta”) che su lequazionedeilibri  immortala libri e librerie con uno stile sognante.

Manolo Trinci, autore per Giunti de Le basi proprio della grammatica. Manuale di italiano per italiani (materia che divulga su TikTok) su Instagram ha quasi 30mila follower: alterna post dedicati alla grammatica, citazioni e foto di libri; Filippo Taddia è l’artefice di leggoecammino (circa 23mila follower): tende a mostrare i libri in contesti naturalistici. E non potrebbe essere altrimenti, visto il nome scelto per la pagina.

 

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Un thriller per la quarantena! Buonasera amici lettori, Con oggi diamo il via a una serie di consigli thriller da leggere in questo periodo. Ecco qui la #quarantenathriller ! ⠀ La inauguriamo proprio con uno dei thriller psicologici più belli che abbiamo letto. La protagonista è Amber Reynold, una donna che a seguito di un incidente si trova in uno stato di coma. Non ricorda nulla della dinamica dell’incidente, ma ben presto capisce che forse un incidente non è. ⠀ “Mi chiamo Amber Reynold. Ci sono tre cose che dovreste sapere di me: Sono in coma. Mio marito non mi ama più. A volte dico le bugie.” ⠀ È un thriller psicologico in cui l’autrice calibra bellissimi colpi di scena sia finali, ma anche in lettura in corso. Ma soprattutto è un libro in cui il lettore è messo continuamente alla prova, perché appena penserà di avere qualche certezza, subito dopo dovrà ricredersi, fino a un finale spiazzante! ⠀ Lo avete letto? Se ancora non lo avete fatto, correte ai ripari ⠀ Buona serata a tutti ⠀ #sistersbooks #libri #libro #consigli #lettura #romanzo #thriller #book #library #instalibri #instabook #libribelli #libridaleggere #booklover #bookstagram #bookshelf #read #igbooks #romanzi #letture #leggere #libreria

Un post condiviso da Chiara & Laura (@sisters.books) in data:

Chiara e Laura sono due sorelle: la loro pagina, sisters.books, che ha oltre 22mila follower, conferma la passione di entrambe per gialli e thriller; anche marianna_locci_books, appassionata dei romanzi di Stephen King, dà molto spazio a questi generi. E lo stesso King è presente in più occasioni nella pagina serisop, insieme a molte altre opere narrative di genere (e non solo). Dal canto suo Marina su internostorie (e sul blog omonimo) “veste i libri”, e con l’hashtag #altrisettentrioni racconta letture e viaggi nordici.

 

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I took my Power in my Hand – And went against the World – ‘Twas not so much as David – had – But I – was twice as bold – I aimed by Pebble – but Myself Was all the one that fell – Was it Goliath – was too large – Or was myself – too small? [Emily Dickinson] I’m in the manic moment of my anxiety (second time this year), so i tend to sabotage myself and all the good things that have happened or are going on in my life. I tend to work 20 hours straight for weeks and then burn out, procrastinate and just hide myself because i can’t take it anymore. What frustrate me the most about my anxiety is that while most of the time it makes me extremely functional and active (well, i mean, anxiety makes me anxious for not being as productive as a machine), it makes me completely useless when i get too tired. And you may assume that it’s quiet logical but right now i’m so anxious because my mind is stuck and i can’t make it work and i’m a creative so i need my damn mind to work. After 20 years of dealing with this shit, i can tell when this is about to happen way before i fall down, because it starts with tiny thoughts about how useless or not talented, how unworthy of anything i’ve accomplished in my life and how undeserving of anything good i am. Believe me, the same thoughts for 20 years. I know them because they are old friends but they still hurt me and bring me down. I am my best friend and at the same time my own worst enemy. So if you ever feel that way, just know that you are not what your heads tells you to be. You are not just the worst moments. I talk about my mental disorder because it’s something i’m not ashamed of anymore, it’s not something that defines me but makes me see things through a different spectrum. It has taught me a lot about empathy and compassion and about feeling in someone else’s shoes, some feelings that i hardly ever get back. Most of the times, mental illness is invisible, in behind a smiling face, someone who looks healthy and satisfied, and maybe meanwhile is dying inside and struggling deep down. It may sound useless to so many people but sometimes even just a ‘how are you?’ means the world to someone. #makeitvisible

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E veniamo alla pagina di miss.fiction, che su Instagram, dove ha cominciato, si sta avvicinando ai 20mila follower, e che su YouTube è seguita da oltre 10mila lettrici e lettori. Tiffany, appassionata di fantasy (Harry Potter in particolare), vive a Bologna, dov’è art director digital e fotografa. Tra i suoi format #FeministFriday, a proposito di quanto si diceva prima sull’impegno femminista dell’universo dei bookinfluencer.

Francesca Marson, che lavora nell’editoria, si è fatta conoscere con il blog Nuvole d’inchiostro in cui parla di libri, naturalmente, ma anche di serie tv, “posticini belli” e #vitadapendolare. Su Instagram è seguita da 18mila follower.

Lavora nel settore la stessa Elisa Impiduglia, nata e cresciuta a Milano, “digital marketing specialist, social media manager e digital pr” per mestiere, e lifestyle blogger e lettrice appassionata per piacere. Su Instagram la seguono in 12mila. È conosciuta per il blog Devilishlystylishe oltre che di libri si occupa di cosmetica.

Nathascia Severgnini cura la rubrica #Instantanee per la Lettura del Corriere della Sera, dedicata al rapporto tra Instagram e i libri.

Pure Giorgia Russo (jo.reads), attiva su YouTube e Instagram, ha fatto della sua passione un lavoro, diventando social media specialist di Ibs e Libraccio.

Se non mancano i casi di chi, partendo dall’impegno sui social, si è fatto notare al punto da riuscire a trovare lavori o collaborazioni con case editrici o altre aziende del mondo editoriale, è giusto anche chiedersi quanto (e se) si guadagna parlando di libri su YouTube (a parte le copie gratuite che in alcuni casi inviano gli uffici stampa degli editori o gli stessi negozi online): a questo proposito, in un articolo del sottoscritto pubblicato da Robinson un paio d’anni fa, che si concentrava sui booktuber, si spiegava che le cifre dipendono dal numero di visualizzazioni, dalla quantità di video pubblicati e dal tempo di permanenza. In quell’occasione Ilenia Zodiaco aveva specificato che gli introiti “variano in relazione al periodo di caricamento e agli investimenti in advertising delle aziende in quel preciso momento”. E così, per intenderci, a Natale si ricava più che in un mese standard. In genere, per un video che contiene una sola pubblicità, si ottiene circa un euro ogni mille visualizzazioni. Più un video è lungo, più inserti adv possono essere aggiunti. Ma i videorecensori guadagnano anche tramite le affiliazioni con i portali di ecommerce, che per i libri oscillano tra il 5 e il 7%. Nell’articolo si sottolineava che nei mesi più proficui chi ha un grande seguito su YouTube (vale dunque per pochissimi nomi) può arrivare a 700 euro.

 

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«Non è vero che non ricordo più niente, i ricordi sono ancora là, nascosti nel grigio gomitolo del cervello, nell’umido letto di sabbia che si deposita nel fondo del torrente dei pensieri: se è vero che ogni grano di questa sabbia mentale conserva un momento della vita fissato in modo che non si possa più cancellare ma seppellito da miliardi e miliardi d’altri granelli». Un giorno della primavera del 1985, #ItaloCalvino diceva a Chichita, sua moglie, che avrebbe scritto altri dodici libri: «Anzi – aggiungeva – forse quindici». Di lì a qualche mese, però, ci avrebbe lasciati, e sulla sua scrivania sarebbero rimaste soltanto alcune di quelle pagine in cantiere. Ben meno conosciuta rispetto alle “Lezioni americane”, la raccolta “Passaggi obbligati” avrebbe dovuto contenere degli «esercizi di memoria», di cui oggi possiamo leggere cinque brani, scritti tra il 1962 e il 1977, e pubblicati nel 1995 con il titolo “La strada di San Giovanni”. ⏳ Un ritratto del padre, il suo legame con il cinema, un ricordo di guerra, una metafora insolita del rapporto con la scrittura, frammenti di una riflessione sull’atto di richiamare le cose alla memoria: leggendo questa raccolta si avverte che non ci sia stato il tempo di lavorarla di cesello come le sue altre opere, ma chi conosce Italo Calvino almeno un po’ potrà ritrovare alcune delle sue pose migliori, come a sfogliare un vecchio album di fotografie dimenticato per anni dentro un cassetto. «Dal fondo dell’opaco io scrivo, ricostruendo la mappa d’un aprico che è solo un inverificabile assioma per i calcoli della memoria, il luogo geometrico dell’io, di un me stesso di cui il me stesso ha bisogno per sapersi me stesso, l’io che serve solo perché il mondo riceva continuamente notizie dell’esistenza del mondo, un congegno di cui il mondo dispone per sapere se c’è». ️ Capita anche a voi o sono solo io che, in questi giorni più forte che mai, mi imbatto in letture che alimentano un bisogno di ricordare? #librispaiati #lastradadisangiovanni @librimondadori #icalzinispaiati #iorestoacasa #stoleggendo

Un post condiviso da Veronica Giuffré (@icalzinispaiati) in data:

Chiusa la parentesi “economica”, torniamo a raccontare le proposte dei bookinfluencer. Veronica Giuffré su calzinispaiati (oltre 17mila follower) fa “incontrare libri e persone“, ed è attiva con il blog Ilcassettodeicalzinispaiati.com. Lavora nell’editoria dal 2013 e ha un sogno: “Un mondo di parole povere ma buone, libero da apostrofi dritti e orrori di ortografia, dove le uniche gabbie ammesse siano quelle dietro le pagine. La cosa che mi riesce meglio è far venire voglia di leggere”.

Libri, ma anche film e serie colorano la pagina di Instagram di eri_gibbi. Correttrice di bozze e copyeditor, ha un blog; suo Il Podcast dei Cattivi, in cui “farete la conoscenza di personaggi reali e di fantasia, le cui vite sono state riportate nei libri, nei film o nelle serie tv. Guardatevi le spalle, perché il cattivo è sempre dietro l’angolo“.

Sono in oltre 21mila a seguire su Instagram Saschia Bettio, presente anche con il sito Emozioniincarta.it.

Sia con la pagina a_tuttovolume_libri_con_gabrio sia con il sito Atuttovolumelibri.it l’autore offre consigli letterari e pareri su romanzi e saggi.

A chi cerca “classici e opinioni impopolari”, suggeriamo la pagina clarissaquestionedilibri, che va verso i 17mila follower. Clarissa Neri, correttrice di bozze e consulente editoriale, oltre a correggere testi altrui, mette in contatto autori e case editrici.

Nata circa 6 anni fa, ti_racconto_un_libro (15mila follower su Instagram) dà spazio a libri di generi diversi. La gestisce Riccardo Vaccari, promotore di un gruppo di lettura, che in quest’intervista ha chiarito: “Non ho veicoli promozionali per promuovere la mia gallery, solo il passaparola“.

Valeria Benincasa, pugliese, è l’anima di readvlogrepeat . Sin dal 2015 si è fatta conoscere su YouTube, dove gestisce un canale da oltre 22mila iscritti. Nei suoi video discute non solo di letture, ma pure di lifestyle e viaggi, e con #FattiValere offre consigli “per prendere di petto la vita”.

 

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Il peso della lettura. Quante volte vi hanno chiesto: “Ma come fai a leggere?” A volte con tono incredulo, altre come se chi legge stia facendo qualcosa di sconvolgente – o impossibile -ed altre ancora con ammirazione. Come si fa a leggere…ma come si può rispondere a questa domanda in modo esauriente? Come si può spiegare una passione senza risultare banali, noiosi o esagerati? I libri possono diventare una bolla di protezione all’interno della quale è possibile respirare, una spada con cui affrontare le difficoltà della vita, un comodo cuscino da utilizzare per fare i sogni migliori, uno scudo per difendersi ed una enciclopedia che ci rende critici e meno passivi di fronte alle argomentazioni altrui. Con i libri si possono fare mille mila metafore e forse nessuna si rivelerebbe adeguata ma tutte, nessuna esclusa, sono in grado di esprimere l’amore immenso che ognuno di noi prova verso i libri. #bookstagram #bookstagrammer #bookofinstagram #bibliophile #read #reading

Un post condiviso da Rosy Lo Baido – Bookblogger (@bibliorosy) in data:

Rosy Lo Baido, palermitana, come altre “colleghe” è spesso presente nelle immagini che pubblica su bibliorosy (oltre 12mila follower); vale anche per Stefania Mangiardi, che gestisce laragazzacheannusavailibri.

Non tutti queste ambasciatrici e ambasciatori della lettura, però, amano mostrare il proprio volto. Ad esempio, negli scatti pubblicati da Ilenia Caito su lalibraiamisteriosa, sono proprio le copertine dei libri a nasconderlo.

La 33enne Stefania, una laurea in Psicologia e una passione sfrenata per la parola scritta, ha un blog e ha fondato su Facebook la comunità letteraria Cose da lettori (oltre 32mila fan).

 

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: ✨ . ❓Quando scegliete di leggere un libro quanto conta per voi l’ambientazione? . Ormai tutti voi (o quasi) sapete che studio Medicina. In molti spesso mi avete chiesto “quale tipo di medico” vorrei diventare. Be’, il mio sogno è diventare una psichiatra. Questo perchè la mente umana mi affascina molto di più di qualsiasi altra cosa al mondo. Sono attratta come una calamita anche dalla storia della psichiatria in generale. Ricordate i cari vecchi manicomi? Quanto dolore, quanta sofferenza inflitta a quelle povere anime che non avevano nessuna colpa. Unendo quindi la mia passione per la lettura e per tutto ciò che riguarda la psichiatria sono sempre alla ricerca di romanzi ambientati, appunto, in manicomi e di testimonianze di chi ha vissuto l’orrore. . Oggi vi mostro questo libro, “La sala da ballo” di Anna Hope. È una storia intensa che, unendo testimonianza sociale, mistero e una pericolosa storia d’amore, getta uno sguardo spassionato sul trattamento delle malattie mentali nel secolo scorso. E che è stato definita dal The Times come la versione moderna di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Vi lascio la trama così che possiate farvi un’idea. . Inghilterra, 1911. In un manicomio al limitare della brughiera dello Yorkshire, dove uomini e donne vivono separati gli uni dagli altri da alte mura e finestre sbarrate, c’è una sala da ballo grandiosa ed elegante. In questo luogo sognante e raffinato, i pazienti si ritrovano una volta alla settimana per danzare: qui hanno la possibilità di sentirsi liberi, di mostrare i sentimenti, di muovere i loro corpi in libertà. I desideri lungamente messi a tacere tornano ad agitare con prepotenza i cuori dei protagonisti. Proprio nella sala da ballo Ella Fay, una giovane operaia ricoverata contro la sua volontà per una crisi isterica, conosce John Mulligan, un uomo dalla sensibilità fuori del comune, che soffre di depressione in seguito a un trauma. A occuparsi di loro c’è il dottor Fuller, un medico ossessionato dall’eugenetica e fermamente convinto che la musica e la danza possano aiutare nelle malattie psichiatriche.

Un post condiviso da Elisa ✨|Serial book-eater ♥️ (@reading_dreams) in data:

Elisa (“Serial book-eater”) è la curatrice della pagina reading_dreams e del blog Readingdreams09 (che è arrivato dopo Instagram). Sulla sua passione per la lettura rivela: “Il mio amore per i libri è praticamente nato con me, fin da quando ero bambina entrare in una libreria mi cambiava l’umore, un senso di pace e calma mi pervadeva, gli odori che la permeavano mi estasiavano, non volevo più uscire se non con qualche libro da portare a casa con me. Poi guardavo quell’acquisto squisito che riposava sul mio comodino fremendo di entrarci dentro così da poter visitare quei luoghi incantati che la trama sul retro copertina mi aveva promesso. Sono passati anni ma io non sono cambiata, rimango sempre quella piccola fanciulla che appena vede una libreria vi entra con entusiasmo e occhi sognanti alla ricerca di altri mondi da esplorare…”.

“Per me, la lettura è un modo di essere”: Fabiola Maria Falcone gestisce @laparolaailibri e l’omonimo blog; Silvia D’Eustacchio è l’ideatrice di @leggeretisalva e di un sito che ospita diverse rubriche; “Innamorarsi dei libri e del mondo, giorno dopo giorno”: è questo lo spirito che anima Teresa e la sua pagina: fallinbooks.

Su Instagram sono in circa 11mila a seguire chiara.piara: spesso nei suoi scatti a tema letterario si vedono le sue mani; emiliano-romagnola, “ragazzina negli anni ’80”, Elena Giorgi si è trasferita a Milano nel 2008. Si occupa di libri per passione. Sua la pagina lettricegeniale. Non solo: Elana modera incontri letterari, ha ideato la rassegna Segreta è la notte e conduce un gruppo di lettura tra le pareti de La Scatola Lilla, la libreria milanese di Cristina Di Canio.

 

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Ciao dal mio posto preferito del mondo 🌍🧡🏠 #iorestoacasa #ioleggoacasa #leggiamoacasa

Un post condiviso da Jo Reads Books – Leggo Libri (@jo.reads) in data:

“Leggo fantasy, ma non disdegno il resto”: parola de la_spacciatricedilibri, che sul blog omonimo pubblica recensioni e altre rubriche; Donatella Principi (su Instagram chibiistheway), di stanza a Milano, si presenta come una “cat mom amante del Giappone. Libri e fumetti sono i miei accessori preferiti”.

 

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Chiusura, giorno 33. Giorni di angoscia, paura, attesa. Divoro film, leggo libri e distruggo canzoni. Mi abbuffo di social, chiacchiero del nulla su Tinder con persone che probabilmente mai incontrerò. Mi alleno come posso, in spazi ristretti. Esco di casa solo per parlare al telefono con la mia terapeuta; 30 metri per raggiungere l’auto e chiudermici dentro per un’ora di sfogo e privacy. Un’ora di caldo infuocato che pare comunque aria fresca. È un equilibrio fragilissimo, ma mi basta. • • • #ioleggo #igbook #igreads #libribelli #continuiamoaleggere #librichepassione #leggeresempre #bookblogger #booklover #reading #bookaholic #bookcover #copertina #libri #leggere #lettura #books #booklovers #libreria #bookshop #libridaleggere #bookcolors #ilovebooks #discoverbook #ddr #iorestoacasa

Un post condiviso da Il Recensore Ignorante (@il.recensore.ignorante) in data:

Ai suoi 10mila follower Giovanni Belcuore (il.recensore.ignorante) parla di letteratura, e a volte di cinema e musica; “ogni mese un nuovo libro e ogni giorno una nuova ispirazione”: è il motto de leragazze.bookclub, gruppo di lettura nato direttamente sui social.

Merita uno sguardo loris_inthebook, giocosa pagina di Loris Insinna, siciliano classe ’97, che sul blog omonimo si presenta come studente universitario presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino e aspirante creativo: “Intraprendente nel mettersi in gioco, se questo gioco è fonte di stimoli. Cerco di stare alla larga dalle situazioni che non riguardano ciò che mi può beneficiare. Nel tempo libero lavoro come ricercatore scientifico dei punti di vista e dipingo la noia nel mio atelier. Sono leader del PDF (Partito della Felicità) da tempo immemore. Ho scoperto insieme al piacere della lettura, quello della scrittura…”.

Ha superato quota 10mila follower la pagina di mmarti_nao, “problematica sniffatrice di libri”, che su YouTube ha un canale da ben 40mila iscritti: la 25enne Martina parla di libri, serie tv, fumetti. Non solo: “Mostro gadget, abbigliamento e accessori fandom”. E, come si vede dal video sopra, i suoi fan conoscono bene il suo cane

Per chi cerca consigli su chicklit e romance c’è la pagina @chicklit.italia, che va verso i 10mila follower. A gestirla, Lea Landucci.

A chi ama la cultura nipponica proponiamo, tra le altre, la pagina di Carmen (lilyj2202), studentessa di inglese e giapponese all’Orientale di Napoli (presente su YouTube).

 

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Un libro con un libro in copertina è bello. Ma un libro con un libro in copertina che parla (anche) di libri è qualcosa di meraviglioso. Karen è un’aspirante scrittrice convinta che la scrittura sia l’unico modo per esorcizzare la sofferenza che la perseguita da quando il suo mentore, ed un tempo suo professore di scrittura, si è tolto la vita. Karen lo ha amato tanto, vivendo all’ombra delle mogli (la n. 1,la n. 2 e la n. 3) e delle (tante) fidanzate occasionali di lui. Tra i due c’è sempre stato qualcosa di speciale che andava aldilà dell’amore reciproco per la letteratura. Lui le aveva insegnato che nessuna pagina scritta è mai sprecata, perché anche se viene gettata via, l’autore ha imparato qualcosa e che se uno può fare a meno di scrivere non è il caso che faccia lo scrittore. Ora che lui non c’è più a lei non è rimasto niente. Se non fosse che di punto in bianco di ritrova ad accudire l’alano di lui e le parole che non aveva mai avuto il coraggio di scrivere arrivano… Ho iniziato questo libro nel weekend (sto già leggendo altri quattro libri, vuoi non iniziarne un quinto???) e mi ha preso subito. La scrittura di Sigrid Nunez è intensa e tagliente. A tratti delicatissima e a tratti cruda. È una storia di sofferenza, sì, ma ci sono anche tante chicche letterarie. So cose di Simenon che avrei preferito non sapere!!!! «Una lettura obbligatoria da una delle migliori penne del momento.» The Times @garzantilibri #prodottoofferto

Un post condiviso da Serena Otterton (@ilcaffegatto) in data:

Serena Otterton offre “supporto psicologico per bibliofili, golosi e gattari” sulla pagina ilcaffegatto, che dà anche nome al blog. L’autrice gestisce un gruppo di lettura; Gaetano Lamberti, conosciuto come mr.tannus, ha un blog in cui propone recensioni; appassionata lettrice è anche Giada (itsgiadss).

 

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Ve ne ho già parlato, ci sono già stata, ma mi è piaciuto tanto che ci torno. Stavolta con uno scopo ben preciso: cercare di aprirmi al mondo dei gialli! So che piacciono a moltissimi di voi e voglio cominciare a esplorarli. Con grande gioia, mercoledì 4 dicembre sarò nuovamente ospite dello Zacapa Noir Festival! Immaginate la scena: siete seduti a un tavolo del Memo Restaurant, vi state gustando un cocktail a base di Zacapa con sottofondo di musica jazz e sul finire della cena, arrivano sul palco Ilaria Tuti e Cristina Cassar Scalia che chiacchierano di libri, narrativa, storie. Sinceramente riesco a immaginare poche serate migliori! Se siete della mia stessa scuola di pensiero, prenotate il vostro posto e vediamoci lì! Vi aspetto. ❤ Trovate tutto al link in bio. . #zacapanoirfestival #ad #libraiamisteriosa #ilariatuti #CristinaCassarScalia #einaudi #longanesi #zacaparum #libriovunque #libromania #igreaders #librodelgiorno #letturadelgiorno #leggodiverso #libriconsigliati #leggerefabene #leggeresempre #leggererendeliberi #instalibri #libridaleggere #letturachepassione #leggeremania #bookstagrammer #instabooks #consiglidilettura #libribelli #leggereovunque #ioleggo #librosulcomodino #bookstagram

Un post condiviso da Ilenia Caito LibraiaMisteriosa (@lalibraiamisteriosa) in data:

Tra le tante pagine dedicate ai libri su Instagram che, pur con un seguito ancora limitato, presentano spunti d’interesse, troviamo poi storie_effimere, lalibridinosa, con Laura che si occupa principalmente di narrativa, thriller, storici, o quella curata da Antonio Lombardifederica.sherwood ama occuparsi di fantascienza, western e classici; a sua volta, Gabriele Pallonetto sceglie la chiave ironica per sirgabrylobAzzurra Sichera spazia tra letture diverse tra loro su susilenziostoleggendo e sull’omonimo blog; Chiara Martini “annusa, legge e parla di libri” sulla sua pagina e su YouTube; Giusi Dell’Abadia dice la sua sulle letture fatte su libridimarmo; Piera è presente sia su Instagram con pieradeglispiriti, sia su YouTube; e l’elenco potrebbe continuare, con pagine come ragazzochelegge di Michele Del Vecchio, leggereinsilenzio di Cristina Borghesi, la pagina di gaetanopagano_  (attivo su YouTube) o quella di Marco Cantoni. Oltre a tante altre che, seppur con numeri per ora bassi, si divertono e si impegnano in questa attività di promozione dell’universo libro.

QUANDO LE INFLUENCER PARLANO (ANCHE) DI LIBRI…

Da pagine con un numero di follower limitato a profili di grande successo. Ci soffermiamo infatti sulle influencer, seguite da decine o centinaia di migliaia di fan a seconda dei casi, che parlano di libri sporadicamente, ognuna con il proprio stile. Qualche esempio? Giulia Valentina, con i suoi 750mila follower, oppure Camihawke, più di 1milione di follower, che tra una “rece umile” e una ricetta di “cotto e buttato nel cesso”, di tanto in tanto racconta anche i libri che le sono piaciuti di più.

Ma non è finita qui, perché sono svariati i nomi di chi non ha fatto della lettura il proprio marchio di fabbrica, eppure si lascia andare a commenti su romanzi e saggi letti: tra le più amate, Chiara Cecilia Santamaria (machedavvero), Giulia Torelli (rockandfiocc), Daniela Collu (stazzitta) e Caterina di conoscounposto, che sul suo blog, dove parla di posti belli da non perdere a Milano, ha avviato anche la rubrica conoscounlibro.

Accanto a loro, meritano di essere citati anche i personaggi del mondo dello spettacolo – attori, cantanti, conduttori televisivi, registi, giornalisti – che hanno affiancato al loro mestiere una fervida attività sui social. E tra riflessioni, aggiornamenti sui prossimi lavori, brevi stralci di vita, trovano spazio anche consigli di lettura. Per farvi un’idea date ad esempio uno sguardo alle pagine di Alessandro Cattelan e Daria Bignardi (scrittrice a sua volta).

IL CASO VENTI

Cosa significa avere vent’anni oggi? Una domanda non scontata, a cui prova a rispondere (a volte dando spazio ai libri) Venti, che rappresenta un caso interessante di sperimentazione, per l’approccio stilistico scelto e il target che prova a raggiungere (un pubblico tra i più difficili da conquistare) attraverso contenuti (soprattutto video) non scontati. Il progetto è ideato da Sofia Viscardi, tra le youtuber italiane più famose (giù autrice di bestseller), affiancata da Irene Graziosi, e vive su YouTube (l’ex canale di Viscardi, che è stato rinominato a seguito del lancio dell’iniziativa nel febbraio di un anno fa, può contare su oltre 800mila iscritti) e Instagram, dov’è partito da zero e in poco più di un anno ha superato quota 80mila follower. Nella presentazione si legge: “A vent’anni un giorno ti senti più grande di tutto, quello dopo tutto ti sembra più grande di te e non c’è niente che tu possa fare se non imparare a convivere con sbalzi d’umore improvvisi e sensazioni che fino a poco tempo fa ti erano sconosciute. Ti sembra che il mondo intero si aspetti costantemente qualcosa da te mentre tutto quello che vorresti fare è una maratona della tua serie tv preferita. Ma quindi: come si fa ad avere vent’anni? Mistero. Ma possiamo andare a tentoni insieme…”.

E FACEBOOK?

In questa guida che non pretende di essere esaustiva si sarà notato che lo spazio riservato a Facebook è più che limitato. Questo non significa che praticamente tutti i bookinfluencer non abbiano una pagina sul social di Mark Zuckerberg (nel frattempo diventato proprietario, tra gli altri, di Instagram e WhatsApp…), e che non la tengano aggiornata. Alcuni, tra l’altro, sono partiti proprio da Facebook. E non significa che per scrittori, editori, librai, negozi online, siti letterari, festival, fiere di settore, associazioni e inserti culturali Facebook, in pieno 2020, non resti un canale di comunicazione più che importante. Lo si è visto nelle lunghe e difficili settimane dell’emergenza covid-19, in cui in ambito editoriale molte iniziative sono state sviluppate oltre che su Instagram anche su Facebook.

Allo stesso tempo, da ormai qualche anno gli algoritmi di quello che a lungo è stato il social dall’impatto più significato tendono a penalizzare le pagine che non sponsorizzano i post. Al contrario, Instagram, pur non essendo da parecchio tempo più la “novità del momento”, ma un social dal potenziale consolidato, e pur privileggiando a sua volta l’adv, garantisce un po’ più di più visibilità ai post organici. Per ora…

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MENTRE SU TWITTER…

Da Facebook a Twitter: è vero, da molto tempo non può certo essere definito un social in ascesa, ma in Italia, in ambito cutural-editoriale (e non solo, a dire il vero, basti pensare alla quantità di tweet e hashtag su politica, tv o sport), resta piuttosto animato. E su Twitter da anni sono particolarmente attivi nella promozione della lettura, tra gli altri, Maria Anna Patti con @CasaLettori (oltre 81mila follower) e il giornalista Francesco Musolino con @StoLeggendo (circa 30mila follower). Molto attivo anche Paolo Armelli, freelance per diverse testate, social media manager, attivo anche su Instagram e autore di una newsletter in cui parla di serie tv, cinema e offre consigli di lettura. Nel suo lavoro di giornalista, tra l’altro, Armelli si è spesso occupato di bookinfluencer.

NEI VIDEO IRONICI DI TIKTOK C’E’ SPAZIO PER I LIBRI?

E TikTok? Il social network “generazionale” del momento (già musical.ly) che spopola tra i ragazzini (e non solo) di mezzo mondo, che hanno la possibilità di caricare brevi video all’insegna dei filtri, dell’ironia, delle coreografie scanzonate e delle scenette giocose, può in qualche modo (inevitabilmente nuovo) porsi come vetrina per i libri? Può diventareun altro mezzo digitale attraverso cui promovere la lettura? Guardando all’Italia, per ora sull’app fondata in Cina l’interesse per romanzi e saggi appare limitato, con pochi contenuti e hashtag a tema. La cosa non dovrebbe sorprendere: TikTok è nato con altri intenti.

Tra l’altro, come del resto è stato fatto notare altrove, al di là del tema lettura, in generale il rischio è che i tentativi del mondo adulto di “invadere” anche questo spazio allontanino gli utenti più giovani, in cerca di un luogo tutto per loro e i loro linguaggi, di uno spazio di libertà. Ecco perché, nel caso, sarà importante che siano proprio adolescenti e giovani italiani a parlare spontaneamente (o quasi) dei libri che li hanno colpiti.

Non stupisce che tra le letture più citate nel nostre Paese ci sia proprio la saga più amata da generazioni di lettori: Harry Potter.

@gvhslibraryThat’s ##exactlyhowifeel ! ##tiktoklibrarian ##tiktokteacher ##tokstarlibrarians♬ original sound – cook_in_the_classroom

Va un po’ meglio quando dall’italiano si passa all’inglese: il sito letterario americano Bookriot nel novembre scorso ha dedicato un approfondimento proprio alla presenza su TikTok di video sui libri: anche qui il numero di contenuti non è elevato, ma neppure così basso. Spesso si tratta di video episodici, magari pubblicati da utenti che in un singolo video hanno mostrato una lettura fatta a scuola. Qualche profilo “specializzato”, però, nella sua ricerca Abby Hargreaves l’ha individuato: come @pixie.duck, con una biblioteca personale niente male, che include merchandising legato all’onnipresente e sempre molto amata saga nata dalla fantasia di J.K. Rowling; o come @emmmabooks. C’è poi @gvhslibrary, account ufficiale della Great Valley High School Library; animata anche @fandoms.librarian, gestita dalla 18enne Mana. Sempre a tema Harry Potter, c’è poi il profilo della cosplayer @tinywebs. E aggiungiamo noi le pagine di @CaitsBooks, @the.ones.about.books e @bookishlibrarian.

LE SPERIMENTAZIONI DI PENGUINTEEN SU TIKTOK

E gli editori, come si muovono su questa nuova piattaforma? Se in Italia per il momento i tentativi sono stati sporadici, oltreoceano c’è invece una sperimentazione che sta dando discreti frutti: quella avviata da PenguinTeen. Come ha raccontato la rivista specializzata Publishersweekly, il profilo di PenguinTeen si sta infatti dimostrando capace di proporre contenuti adatti a uno spazio come TikTok. Il canale ha 143mila follower, e propone principalmente titoli young adult. Il gruppo editoriale si è mostrato consapevole del fatto che sull’app degli adolescenti non ha senso proporre contenuti video tradizionali, che possono invece funzionare su Facebook e YouTube: per avere un certo successo, è fondamentale parlare di libri in modo “stravagante, divertente”. L’intento è quello, ambizioso, di raggiungere potenziali lettrici e lettori di età compresa tra 13 e 25 anni. Ma come devono proporsi gli scrittori su TikTok? Anche in questo caso, la premessa è che l”autore di turno deve accettare l’idea di lasciarsi un po’ andare e di essere giocoso.

@penguin_teenPls don’t let this flop it’s a miracle i still have a job ##foryou ##fyp ##fy ##dominos ##books ##officelife ##viral♬ original sound – penguin_teen

nota 1: i dati relativi alle pagine e ai canali YouTube si riferiscono al 15 marzo 2020.

nota 2: l’articolo è, ineluttabilmente, in aggiornamento

nota 3: l’immagine in alto è tratta dal profilo Instagram di Petunia Ollister

 

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