"La vita va vissuta con amore qualsiasi cosa accada": lo scrive la giornalista e conduttrice de "Le Iene" Nadia Toffa, venuta a mancare lo scorso 13 agosto, nel libro postumo "Non fate i bravi". La mamma Margherita ne annuncia l'uscita sui social: “Per me è importante poter condividere con voi questa iniziativa a cui Nadia teneva tanto. I proventi delle vendite saranno devoluti in beneficenza” - I particolari

Prima di morire, Nadia Toffa ha combattuto contro il cancro con tutte le sue forze, spronando tutti quelli che si trovavano nella sua stessa condizione a non nascondersi, a non vergognarsi e ad affrontare la malattia a testa alta. Da questa esperienza era nato Fiorire d’inverno (Mondadori), in cui la celebre conduttrice de Le Iene parlava della sua malattia come “occasione di rinascita” e motivo di speranza.

A pochi mesi dalla sua scomparsa, la mamma Margherita annuncia su Facebook l’uscita di un nuovo libro della figlia, giornalista e conduttrice, venuta a mancare il 13 agosto 2019: “Per me è importante poter condividere con voi questa iniziativa a cui Nadia teneva tanto. I proventi delle vendite saranno devoluti in beneficenza. Dopo avere scoperto di essersi ammalata, Nadia decise di scrivere il suo primo libro, Fiorire d’inverno. In quelle pagine raccontava la scoperta della malattia e il modo ottimistico in cui aveva deciso di affrontare quanto le era capitato in sorte”.

nadia toffa non fate i bravi

Non fate i bravi (Chiarelettere) rivela i pensieri degli ultimi mesi di Nadia, tra il gennaio e il giugno del 2019, quando, dopo i molti attacchi subiti sulla rete in seguito alla decisione di rendere pubblica la sua condizione, ha scelto di rimanere in silenzio, mettendo fine alle polemiche. Il suo desiderio era che i testi da lei scritti fossero pubblicati, per non nascondere nulla e continuare a essere sé stessa fino alla fine.

“Non permettere a niente o a nessuno di stravolgere la tua serenità. La vita va vissuta con amore qualsiasi cosa accada. Non aver paura; vivi semplicemente con amore. La serenità non ha nulla a che vedere con la felicità”, si legge tra le prime pagine del libro. E ancora: “La vita è una! Faccio solo ciò che mi diverte; il mio presente è perpetuo; movimento incessante del pendolo; ogni mio istante ti appartiene. Un filo invisibile ci tiene uniti”.

Grazie alla sua professionalità, alla sua simpatia e autenticità, Toffa – che nel 2015 vinto il premio Ischia Internazionale di Giornalismo come migliore giornalista televisiva – si è imposta all’attenzione di milioni di persone. La malattia che l’ha colpita l’ha avvicinata alla sofferenza di tanti malati che hanno potuto rispecchiarsi in lei e sentirsi meno soli, e più capiti. Tanto che, a seguito di una petizione online che ha raccolto più di centomila firme, è stato deciso che il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto porterà il suo nome.

Tutta l’Italia ha partecipato al dolore dei familiari per la morte di Nadia Toffa (nata a Brescia nel 1979), che per anni ha condotto inchieste coraggiose su temi difficili e scabrosi, senza mai tirarsi indietro. Famosi i suoi servizi dedicati alle truffe compiute ai danni del servizio sanitario nazionale, alla proliferazione delle slot machine, allo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania per mano della camorra, al crescente tasso di tumori nel “triangolo della morte” tra Napoli e Caserta e nella “terra dei veleni” a Crotone, alla prostituzione minorile.

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