In "Notte a Caracas" Karina Sainz Borgo racconta il suo paese, il Venezuela, attraverso gli occhi di una donna che ha perso la madre e la sua casa. Catastrofi che in realtà si dimostrano cruciali per il futuro della donna... - L'approfondimento

“Ecco il motto patrio: apparire. Non importava che il denaro scarseggiasse, non importava che il paese cadesse a pezzi: la questione era abbellire, aspirare a una corona, diventare la regina di qualcosa… del carnevale, del paese, dello Stato”. Questo è il Venezuela che racconta la giornalista Karina Sainz Borgo in Notte a Caracas (Einaudi Stile Libero Big, traduzione di Federica Niola), il suo esordio letterario.

Un paese che dopo anni di prosperità e crescita economica, grazie al petrolio, da ormai un trentennio vive una crisi economica e sociale che spesso sfocia nella violenza, come del resto sta accadendo proprio in questi mesi.

notte a caracas

Nel romanzo – che è per l’appunto un’opera di finzione, ma che come cornice ha un paese non dissimile dal Venezuela che ultimamente spesso trova spazio nei media italiani – il lettore incontra Adelaida, una donna che ha appena perso la madre, l’unico genitore che abbia mai conosciuto.

Adelaida ripercorre il passato, le vacanze a casa delle zie al mare, i racconti dei parenti che non ha mai incontrato ma, soprattutto, si trova a pensare al suo futuro in una terra che è ormai caduta nel baratro della violenza: “La guerra era il nostro destino, già molto prima di sapere che sarebbe arrivata”.

Intanto, la donna sta anche cercando di fare ordine nell’appartamento in cui ha vissuto con la madre, sbarazzandosi degli oggetti che la legano alla sua gioventù e alla genitrice scomparsa. Uno sforzo che si dimostra vano: un giorno Adelaida torna a casa e la trova occupata da una banda di donne, che con la violenza le impediscono di entrare.

La porta dell’appartamento della sua vicina, anche lei sola da quando ha perso la madre, è aperta. Adelaida s’impossessa della casa vuota e scopre una vita simile, ma in alcuni aspetti contrapposta alla sua, che però potrebbe permettere di accedere a un futuro migliore, in Europa. La vicina, infatti, era una dei tanti europei arrivati in Venezuela nel periodo del boom delle migrazioni: “Sarti, panettieri, muratori, idraulici, commessi, commercianti. Spagnoli, portoghesi, italiani e qualche tedesco che erano andati a cercare alla fine del mondo un posto in cui reinventare il ghiaccio”. E che ora vogliono tornare nel paese dei loro genitori, per sfuggire alla crisi del Venezuela.

Notte a Caracas è un romanzo estremamente moderno, che racconta la situazione di uno stato che in tre decenni si è trasformato da uno dei più fiorenti del Sud America a una terra dilaniata dalla crisi economica e politica. Ma è anche un classico che riflette sulla condizione umana e gioca con il tema del “doppio”.

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