Sono tante le parole ricche di sfumature ed espressività che stanno finendo nel dimenticatoio perché nella lingua corrente si privilegiano i loro sinonimi più comuni. L'iniziativa di Zanichelli #laculturasifastrada

Una campagna di sensibilizzazione di successo, #laculturasifastrada, anche sui social. L’iniziativa, ideata da Zanichelli, è dedicata alle parole da salvare. In cosa consiste? In queste settimane, da Milano a Torino, passando per Padova o Torino, ci si può imbattere nei graffiti urbani legati alla campagna. La tecnica usata è quella dei green graffiti, che utilizza una miscela completamente naturale per realizzare disegni sull’asfalto. Quando la campagna sarà finita, i messaggi verranno cancellati usando soltanto acqua.

laculturasifastrada

Come si spiega sul sito della Zanichelli, particolare attenzione è stata data alle “parole da salvare”, cioè “voci ricche di sfumature ed espressività ma che stanno finendo nel dimenticatoio perché nella lingua corrente si privilegiano i loro sinonimi più comuni; diciamo infatti profumo anziché fragranza, chiacchierone anziché garrulo, diligente anziché solerte, saporito e non sapido”. Sono parole che rendono “il lessico più variopinto e più interessante, la lingua italiana più ricca e completa: può forse l’italiano permettersi di perdere parole affascinanti come ghiribizzo o beffardo? Come faremmo a cucinare certe pietanze senza usare il pane raffermo? Esiste una parola più onomatopeica di ondivago? Che cosa ruberanno i banditi d’ogni crime-story che si rispetti se sarà scomparso il malloppo? Quale aggettivo descriverebbe Zio Paperone meglio di taccagno?”.

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La campagna non si limita alle “parole da salvare”: vengono tradotti in graffiti anche figure retoriche, “falsi amici”, parole di altre lingue che non hanno un corrispondente diretto in italiano e richiedono, per la traduzione, una lunga perifrasi.

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