Nel 2009 è scomparsa Pina Bausch, ballerina, coreografa, danzatrice senza tempo. Ora a raccontarcela è Beatrice Masini, nel libro "Quello che ci muove", illustrato da Pia Valentinis

Chiunque abbia la passione per la danza conoscerà sicuramente il nome Pina Bausch, ballerina, coreografa, danzatrice che, con le sue performance, ha trasformato la fatica del ballo in leggerezza e ha tradotto il linguaggio universale del corpo. Con la sua compagnia Tanztheater Wuppertal ha messo in scena spettacoli indimenticabili: con lei la danza si supera e diventa qualcosa di altro, impetuoso istinto, teatro, parola e azione, magari sotto la pioggia che cade inaspettata sul palco. Perché, come diceva l’artista, l’intento era quello di portare in scena gli esseri umani con i loro stati d’animo “per parlare di noi” attraverso la danza, “una tortura piena di grazia”.

pina bausch masini

E a scriverne, dopo la sua morte avvenuta nel 2009, è Beatrice Masini nel libro Quello che ci muove. Una storia di Pina Bausch (rueBallu), illustrato da Pia Valentinis. Masini ne tratteggia la vita, in un omaggio alla donna che, con il suo nuovo modo di intendere la danza – interpretazione con il corpo, vero autore della coreografia, che non si lascia intimidire da improvvisazioni ed effetti speciali -, ne ha cambiato l’intero paradigma, superando la tradizione del balletto.

Philippine detta Pina possiede “il corpo di una danzatrice senza tempo, come immagini che debba essere, né maschio né femmina, vestita in modo semplice senza fronzoli. Da giovane un elfo, da donna matura, e poi anziana, una maga”: danzatrice nata, studia alla Folkwang Hochschule di Essen dove perfeziona la tecnica con il maestro Kurt Jooss. Il suo talento fuori dal comune le farà vincere, a diciotto anni, una borsa di studio per la storica Juilliard School e si trasferisce negli Stati Uniti. Il ritorno in Europa, nel 1970 segna la svolta: Pina accetta la direzione del teatro e della compagnia di danza di Wuppertal, facendola di fatto diventare la capitale mondiale della danza contemporanea. Ha danzato in tutto il mondo, ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti alla carriera, ha lavorato anche al cinema – con Fellini e Almodòvar. Un’icona che Masini, direttore editoriale di Bompiani, giornalista, editor e traduttrice, ha riportato in vita dopo la sua prematura scomparsa.

 pina bausch masini 

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