Domenica 28 giugno, a Castiglioncello, l'edizione 2015 del premio legato alla rivista diretta da Goffredo Fofi - I particolari

È un premio decisamente diverso dagli altri, quello che i redattori e collaboratori della rivista di “arte, cultura, scienza e società” Lo straniero attribuisce ogni anno, sin dal lontano 1992. Il premio ha cambiato nome nel tempo, perché ha seguito le vicende delle riviste dirette da Goffredo Fofi, chiamandosi dapprima “Premio Linea d’ombra”, poi “Premio La terra vista dalla luna” e infine “Premio Lo straniero”. Con questo ultimo nome è nato nel 1997, e si è spostato, irrequieto e “straniero” per definizione, tra Sud e Nord, da Santa Cesarea Terme (Lecce) a Città di Castello (Perugia), da Roma a Napoli, da Santarcangelo di Romagna (Rimini) a Castiglioncello (Livorno), e quindi dalle rive dell’Adriatico a quelle del Tirreno, anche se sempre all’interno di grandi festival teatrali.
La vocazione dei collaboratori di “Lo straniero” è quella di non rispettare le barriere disciplinari. Ogni anno il riconoscimento va ad autori e gruppi spesso apprezzati soltanto dai “pochi ma buoni” per la qualità delle loro opere e dei loro interventi, delle loro azioni – siano essi saggisti o romanzieri, editori o giornalisti, registi cinematografici o gruppi teatrali, fumettisti o illustratori, pittori o fotografi, e infine gruppi di intervento sociale, pedagogico, culturale o religioso, nei loro specifici modi, testimoni rigorosi del proprio tempo. Se dapprima il premio puntava a far conoscere giovani talenti (e a sostenere la loro affermazione) e si chiamava per questo “Scommesse sul futuro”, col tempo si è deciso di non considerare l’età dei premiati un criterio determinante, e si è cercato di richiamare l’attenzione su autori, opere e iniziative che se ne ritenessero degne, su personalità oneste e imprese alte, preferibilmente controcorrente, indipendentemente dalla loro età. Si sono segnalati in tal modo anche grandi nomi del nostro presente, e nomi di personalità non sufficientemente riconosciute dalla pigrizia, ottusità o ostracismo del sistema dell’informazione e dagli schieramenti intellettuali e politici.
Si è fatto forse qualche errore (di generosità) nei confronti di alcuni giovani artisti che non hanno mantenuto le promesse iniziali, ma chi in futuro volesse avere le giuste indicazioni su ciò che di meglio si è fatto in Italia tra la fine del Novecento e i primi lustri del Duemila, potrebbe trovare nell’elenco dei premiati di “Lo straniero” una guida significativa ai nomi e gruppi più validi e autentici che hanno agito all’interno di una società in mutazione, frastornata e manipolata. Fuori da ogni logica corporativa, da ogni opportunismo settoriale, da ogni combutta professionale, da ogni cordata politica.
Lo stesso accadrà quest’anno, nell’ambiente ospitale e fraterno del festival teatrale di Castiglioncello dove i premi verranno consegnati domenica 28 giugno alle ore 11.

Così, la redazione della rivista diretta da Goffredo Fofi, riassume il percorso del premio, che quest’anno è stato assegnato a:

-Rosellina Archinto, editore;
-Laura Bispuri, regista;
-Vinicio Capossela, musicista e scrittore;
-Saverio Costanzo, regista;
-Roberto Keller, editore;
-Saverio La Ruina, regista;
-Paolo Mereghetti, critico cinematografico;
-Tullio Pericoli, artista;
-Alba Rohrwacher, attrice;
-Maurizio Torchio, scrittore;
-No-Tav, movimento di disobbedienza civile;

 

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