Ovvero: Bernard Cornwell autore di La sfida della tigre ISBN:8830419168

Il piacere di raccontare storie. E, raccontandole, la formidabile sfida a non sottrarsi al confronto con il lettore, ma anzi ad affrontarlo di petto. È la peculiare arte di tanti scrittori appartenenti all’immensa area di lingua inglese, dalla Gran Bretagna all’Australia, dal Sudafrica al Canada, dagli Stati Uniti all’India, e altri luoghi ancora. Un quasi infinito coacervo di lingue, di Storia e di storie. InfiniteStorie, dunque…

A questo genere di scrittori appartiene con pieno diritto Bernard Cornwell, maestro di serial romanzeschi, da Stonehenge alla trilogia imperniata su Re Artù, alla nuova serie basata sulla “Ricerca del Sacro Graal” e ambientata all’inizio della Guerra dei Cento Anni, che leggeremo presto anche in Italia. Ma la sua vera stoffa di autore di serial-bestseller, Cornwell l’ha dimostrata con la lunghissima serie di romanzi (17), scritti al febbrile ritmo di due all’anno (e da completarsi con altri 3), basati sull’ostinata, instancabile e adamantina figura del “soldato” Richard Sharpe. In Italia ne abbiamo già avuto un assaggio con I fucilieri di Sharpe, ma adesso possiamo finalmente leggere il primo romanzo della serie, uno dei migliori: La sfida della Tigre.

Nel romanzo, il protagonista, sfuggito a una vita di orfano ladruncolo, è appena diventato soldato semplice e si trova in India con le truppe che, agli ordini del giovane generale Wellesley – futuro Lord Wellington –, stanno per assediare la roccaforte musulmana di Seringapatam (1799). Già ferocemente provato dalla vita militare – che gli appare persino peggio del miserabile squallore in cui è cresciuto –, Sharpe medita di disertare e ha praticamente deciso di farlo quando, con una falsa accusa, viene fatto frustare a sangue da un losco sergente in combutta con il suo imbelle capitano. Tuttavia, miracolo dei miracoli, la fustigazione viene interrotta per ordine del generale. Come mai? Un colonnello che spiava i movimenti del Tippoo (il signore persiano di Seringapatam) è stato catturato e bisogna liberarlo. Dell’impresa è stato incaricato il mite tenente Lawford, che però esige di essere accompagnato da Sharpe, di cui ha potuto apprezzare l’abilità. Ecco quindi che l’aspirazione di Sharpe a “disertare” diviene realtà, sia pure soltanto per finta. Una finta che ovviamente Sharpe pensa di far diventare realtà alla prima occasione. Ma questo non avverrà mai…

I due finti “disertori” raggiungono Seringapatam e fingono di voler passare agli ordini del Tippoo, il quale, per metterli alla prova, li fa incontrare con il colonnello prigioniero e ordina a Sharpe di sparargli. Ma lui ha capito al volo che l’arma è caricata a salve, quindi esegue con gelida determinazione, non soltanto conquistandosi la fiducia del Tippoo ma riuscendo anche a farsi bisbigliare dal colonnello che le truppe inglesi non devono attaccare dal lato ovest, dove è stata preparata per loro una trappola mortale. Come far uscire la notizia dalla roccaforte? Al primo assalto degli inglesi Sharpe viene mandato a combattere contro di loro e cerca di scappare, ma non ce la fa, e anzi viene considerato un eroe infiltratosi spavaldamente oltre le linee. Nell’attacco viene però fatto prigioniero il losco sergente suo nemico, che riconosce lui e Lawford e, destinato a fungere da sacrificio umano per soddisfare il maniacale gusto del Tippoo per i riti magici, rivela tutto. Così Sharpe e Lawford si trovano chiusi in una lurida cella, tenuti a bada da una terribile tigre (quella, appunto, della “Sfida”).

Riuscirà Sharpe a far arrivare agli inglesi la notizia della terribile trappola? Non si può ovviamente raccontarlo per non rovinare il piacere della lettura. Basti spiegare che a poco a poco, di romanzo in romanzo, il disprezzato soldataccio salirà tutta la trafila dei gradi militari fino ai massimi onori. Dopo aver combattuto eroicamente contro i diversi signorotti dominatori dell’India del primissimo Ottocento, in uno dei suoi romanzi attraverserà perigliosamente a ritroso l’Oceano per andare a combattere (nei successivi) contro Napoleone in Europa. E altro ancora…

Il lettore si trova letteralmente risucchiato nella Sfida della Tigre, partecipe quasi dal vivo di eventi storici minuziosamente ricostruiti e di grandiosi scenari di variopinto esotismo, di battaglie, tradimenti ed eroismi, di amori appassionati e disperati dolori. Tutto ciò che ci vuole, insomma, per fare il grande romanzo storico-avventuroso.

[Mario Biondi]

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