In migliaia hanno partecipato al contest ispirato a "Quasi niente", il nuovo libro di Mauro Corona scritto con l’amico Luigi Maieron - Ecco le immagini vincitrici e i commenti degli autori

Migliaia di lettori in rete hanno celebrato nelle scorse settimane il proprio #QuasiNiente che riempie la vita, fotografando e postando su Instagram piccole cose, gesti, persone, paesaggi che fanno sentire davvero vivi… Un contest ispirato appunto a Quasi niente, il nuovo libro di Mauro Corona scritto con l’amico Luigi Maieron e pubblicato da Chiarelettere, balzato subito in classifica dei libri più letti e già alla terza edizione a poche settimane dall’uscita.

Le foto postate da tutta Italia hanno riempito la rete (tutte le immagini con l’hashtag #QuasiNiente si possono comunque guardare su Instagram. E a tutti i partecipanti vanno i ringraziamenti di Corona e Maieron). Per questo ci sono voluti almeno 15 giorni perché gli autori riuscissero a guardarle tutte e a selezionare le 10  vincitrici. Le pubblichiamo qui sotto, con il commento degli autori dopo ogni scatto.

Sceglierle non è stato affatto facile, perché ciascuno scatto rispecchia a modo suo – intimo, personale, vero – l’intensità del libro, un’immersione in una cultura antica, montanara, lontana dalla trappola dell’apparire…

Ogni mattina dovremmo partire con la speranza che ci vada bene. Dobbiamo imparare a fare le cose come se fossero le ultime. La nostra vita è piccolissima, sta nel palmo di una mano, sta a noi decidere se chiuderla a pugno o tenerla bene aperta.

Mauro Corona

C’è un aspetto sul tema dell’educazione che per me è importante: non abbiate paura che i bambini si trovino in difficoltà, è dalle difficoltà che emerge il carattere. Sono piccoli ricordi che ti segnano, costruiscono quello che sei.

Mauro Corona

Ognuno di noi ha bisogno di un angolino dell’anima in cui riparare. Un giardino è un luogo ideale, quasi niente eppure…

Mauro Corona e Luigi Maieron

Alberi come giganti che trattengono il respiro aspettando la primavera. Le viti quasi niente eppure…

Luigi Maieron

#QuasiNiente @chiarelettere @illibraioit @igersitalia

Un post condiviso da Elga (@elgabirs) in data:

Una signora piena di vita, una donna alla finestra, forse una nonna amatissima… Commenta Mauro Corona: il mio rapporto personale con le donne è stato molto conflittuale perché ho capito fin da piccolo che la donna è più forte del maschio. Provando a vedere la vita con lealtà devo schierarmi dalla parte della donna. In queste valli sono stato uno dei primi a dire che era uguale al maschio, forse meglio. Nei libri ho dato alla donna il valore che ha e che merita. Donne che sanno superare tutto e uscirne con dignità.

Mauro Corona

#QuasiNiente @chiarelettere, @igersitalia e @illibraioit #ilmiopane #pane

Un post condiviso da Valeria Vezzani (@valeriavezz) in data:

Per apparecchiare una tavola a volte basta quasi niente: il pane fatto in casa assomiglia a un dono dei giorni di festa.
Abbiamo dedicato ‘Quasi niente’ anche a Carlo Sgorlon. Sgorlon a tavola, mentre spezzava il pane, pareva che eseguisse un rito. Staccava un piccolissimo pezzo e lo portava al piatto, quasi per una forma di rispetto del poco, del consumare con misura e presenza. Prima di lasciarci disse che uno dei doveri degli uomini è capire il proprio destino, cosa non facile perché gli uomini sono specialisti nell’alzare barriere tra loro e la verità. Se ci si lasciava andare al destino, la vita avrebbe avuto un senso. Anche se sembrava bizzarro o impossibile bisognava procedere con fede. Siamo nati per seguire un determinato sentiero e dobbiamo farlo, senza farci domande o comparazioni, senza valutare convenienze o altre possibilità.

Luigi Maieron e Mauro Corona

Eh questa bellissima donna, ci ricorda la gioia del lavoro manuale, della vicinanza alla natura, del distrarsi da pensieri avvitati.
Quasi niente. E funziona.

Mauro Corona e Luigi Maieron

2. #QuasiNiente .Solo noi. @igersitalia @chiarelettere @illibraioit

Un post condiviso da francymoo (@francymoo) in data:

Questa foto mi piace perché non si vede quasi niente e mi ricorda mio nonno.
Sono cresciuto con mio nonno paterno dai sei ai tredici anni; ho vissuto con lui, mia nonna e una vecchia zia sordomuta. Ero ancora ragazzino che lui mi portava nei boschi a imparare. Quando cercavamo funghi mi arrabbiavo se non li trovavo. Il nonno diceva: «Guardati intorno, contentati che siamo nel bosco a camminare. Poi se capitano i funghi…». Il nonno mi ha insegnato questa etica molto concreta, mi ha educato a gratificarmi da me attraverso le cose che facevo e che vedevo.

Mauro Corona

La famiglia associata alla lotta ci piace. Da noi in famiglia ognuno capiva che non poteva bastarsi, che era fondamentale aprirsi agli altri. Oggi la parola misericordia, usata pochissimo, è confinata quasi esclusivamente in ambito religioso. Ma c’è un lato umano, laico, della misericordia che porta a considerare l’altro e a rispettarlo con tutti i suoi limiti. C’è un detto in Carnia molto efficace in questo senso: «Ognun al bale cun sò agne», è diventato anche il titolo di una mia canzone. «Ognuno balla con sua zia.» La spiegazione è questa: crescevi in una comunità in cui ballo e musica erano molto sentiti. Tutti volevano ballare però non c’era così tanta confidenza in famiglia perché il papà o la mamma ti insegnassero i passi di danza, quindi alle feste paesane imparavi magari con una zia e siccome non sapevi muoverti le pestavi i piedi. Ognuno insomma impara a ballare come può. Allo stesso modo ognuno impara a vivere come può. «Ognun al bale cun sò agne»! Questo generava un’accettazione totale dell’altro, ecco la misericordia montanara.

Luigi Maieron

Porto bambini nei boschi a camminare, cerco d’insegnare loro a riconoscere alberi e animali, a divertirsi. Ma nello stesso tempo gli insegno i pericoli, le attenzioni che si devono avere a muoversi in un ambiente che non è cattivo, non è ostile ma è composto da elementi che se ne tocchi uno nel momento sbagliato sei morto. Un conto è la poetica, un altro è viverci. Pessoa disse una frase molto azzeccata: «La natura mai si ricorda e perciò è bella”. Sono vivo perché ho imparato a muovermi. Ci vuole intuito, istinto e tanta esperienza.

Mauro Corona

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