"Rien ne va plus" è il nuovo libro di Antonio Manzini (tra gli autori italiani più amati dai lettori) e fa parte dell'amata serie sul vicequestore Rocco Schiavone (protagonista anche in tv). Lo scrittore in un'intervista ha raccontato di essersi avvicinato tardi alla lettura: “Papà leggeva tanto, io da ragazzo 4 libri l’anno, soprattutto King, di nascosto. Lui invece mi voleva coi racconti di Cechov in mano..."

Rien ne va plus (Sellerio) è il titolo del nuovo libro di Antonio Manzini (tra gli autori italiani più amati dai lettori) con protagonista il vicequestore Rocco Schiavone. In questa occasione, Schiavone va alla ricerca di un portavalori rubato, un’indagine che lui segue contro il parere dei capi della questura e della procura, che vorrebbero libero il campo per un’inchiesta più altisonante. Ma c’è qualcosa, un “odore” – così Schiavone definisce le sue intuizioni – che gli fa capire che c’è qualcosa che a sorpresa collega tutto a un caso precedente che continua a rodergli dentro. Il vicequestore si lancia allora nella raccolta di indizi su indizi, verso una verità che, come spesso accade nella sua esperienza, pone interrogativi esistenziali pesanti.

I suoi metodi non sono esattamente ortodossi anzi, sono molto oltre quello che dettano le regole, ma la sua vita è piena di contraddizioni. Forse per un represso desiderio di paternità, il rapporto con il giovane Gabriele, suo vicino di casa solitario, è sempre più vincolante. Lupa “la cucciolona” si è installata stabilmente nella sua giornata. Ma le ombre del passato si addensano sempre più minacciose: la morte del killer Baiocchi, assassino della moglie Marina, e il suo cadavere mai ritrovato; la precisa, verificata sensazione di essere sotto la lente dei servizi, per motivi ignoti.

Rien ne va plus Antonio Manzini

Antonio Manzini, classe ’64, dopo 25 anni di carriera da attore teatrale, è diventato uno dei giallisti più letti d’Italia, dopo Camilleri, del quale è stato allievo ed è tuttora amico, come da lui stesso raccontato in un’interessante intervista a Repubblica. La sua serie di romanzi su Rocco Schiavone è  diventata una serie tv di successo, in onda su Rai2, con protagonista Marco Giallini.

Manzini ha raccontato che da ragazzo non amava molto la lettura: “Papà leggeva tanto, io da ragazzo 4 libri all’anno, soprattutto King, di nascosto. Lui invece mi voleva coi racconti di Cechov in mano. […] Non poteva crederci che lasciassi a metà Anna Karenina. Ma nei ragazzi deve scattare il libro giusto. Il mio fu I fratelli Karamazov, un’estate in Calabria, a 16 anni. Capii che ogni volume era un universo”.

Manzini è un autore di cui si sa tuttavia poco, che nonostante la fama tra i lettori preferisce passare inosservato: “Ho imparato a non prendermi sul serio in casa con mio padre, fra i libri di Calvino e Pavese. La scrittura mi ha regalato la libertà.”

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