Bruno Tognolini, autore di culto della letteratura per ragazzi (e non solo), torna ad aiutarci a curare tutti i mali con la magia delle filastrocche

Bruno Tognolini, autore di culto della letteratura per ragazzi (e non solo), è in libreria per Salani con Rime Rimedio. L’autore di Rime di Rabbia torna così ad aiutarci a curare tutti i mali con la magia delle filastrocche.

Le formule magiche, gli scongiuri, i proverbi hanno sempre funzionato. Chi non ci crede li dice e li fa lo stesso, sorridendo di sé: “non si sa mai”. La sospensione dell’incredulità apre le porte al gioco, alla leggerezza, e infine al conforto. Le Rime Rimedio partono da questo gioco di scaramanzia per azzardare la poesia. E la poesia rimedia davverosempre, ma a qualcos’altro rispetto a ciò che dice, appena fuori dallo sguardo, un po’ più in là; e noi ci muoviamo nel cuore verso questo barbaglio, e così ci lasciamo alle spalle ciò per cui avevamo detto quella rima. Che così ha funzionato.

Tognolini, nato a Cagliari nel ’51, ha studiato al DAMS di Bologna nel ’79. Dopo un decennio di teatro negli anni Ottanta, è ormai da oltre trent’anni autore “per i bambini e i loro grandi”. Ha scritto poesie, romanzi e racconti, programmi televisivi (quattro anni di Albero Azzurro e undici di Melevisione), testi teatrali, saggi, videogames, canzoni e altre narrazioni. È stato premio Andersen, e non solo.

A proposito del nuovo libro, spiega: Rime Rimedio perché anche i bambini, quando glielo chiedo, ammettono che le filastrocche contro il mal di pancia non lo fanno passare, ‘però…’. E sorridono, non sanno continuare; ma dietro quel “però” incompiuto occhieggiano misteri antichi di poesia e magia. Rime Rimedio perché me le chiedono, queste cinquanta me le hanno chieste quasi tutte; quindi si fidano che io sappia scriverle, e che siano buone; quindi io devo scriverle, e bene. Rime Rimedio perché dopo Rima Rimani, Rime di Rabbia e Rime Raminghe era il loro turno: la logomantica delle Erre lo esigeva. Rime Rimedio perché sono un buon rimedio. E fossero pure un Placebo, che in latino significa “piacerò”, per un libro non sarebbe un motto improprio. E infine Rime Rimedio perché è meglio rischiare di leggere poesie col pretesto delle ricette, che ricette col pretesto delle poesie”.

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