L'unica libertà che sembra essere rimasta all'uomo è la fuga dalla città. "Il silenzio delle pietre", nuovo libro dello scrittore e psichiatra Vittorino Andreoli, è un romanzo distopico

Il protagonista de Il silenzio delle pietre (Rizzoli), nuovo romanzo (distopico) dello psichiatra e scrittore Vittorino Andreoli (autore, tra gli altri, di Requiem, L’uomo senza identità e La gioia di pensare), ormai segregato tra le quattro mura della sua abitazione, terrorizzato anche solo dall’idea di aprire la porta, decide di andarsene. Siamo nel 2018 e l’unica libertà che sembra essere rimasta all’uomo è la fuga dalla città. Lontano da tutti, dai rumori, dal caos, da un mondo dove è diventato impossibile vivere. Lontano da chi occupa abusivamente ogni spazio intorno a lui.

 Il silenzio delle pietre Vittorino Andreoli

Andreoli immagina un futuro che somiglia molto al nostro presente, ma dove le ingiustizie si sono ancor più esasperate e, nonostante il benessere raggiunto grazie alle grandi scoperte, tutto parla di una situazione a un passo dal baratro.

Una casa isolata, affacciata sull’oceano del Nordovest della Scozia sembra il luogo ideale per ritrovare un po’ di pace: baia abitata soltanto da uccelli marini e, a ridosso, montagne che nel tempo si sono trasformate per l’azione del vento. È qui, osservando la perfezione di un ambiente rimasto invariato dal giorno della creazione, nel silenzio delle pietre, che il protagonista del libro riesce finalmente ad analizzare con maggiore distacco le contraddizioni che lo hanno spinto a cercare la solitudine estrema.

Inebriato da tanta bellezza, si lascia tentare dall’idea di non tornare mai più, trasformando quella che doveva essere una parentesi temporanea in una scelta definitiva. Eppure anche l’idillio, visto più da vicino, rivela lati meno luminosi. Ma soprattutto, nella più completa solitudine, si cancella ogni possibile relazione umana, ogni sentimento si spegne. La distanza poi cambia la prospettiva e apre uno spiraglio di luce e di speranza sui mali della metropoli. Quest’uomo può forse tornare a indossare gli eleganti abiti di città che aveva chiuso in un armadio al suo arrivo in Scozia? O invece, chissà, un’altra libertà è possibile?

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