“Guido e il bandolo della matassa”, il nuovo romanzo dello scrittore romano Romolo Giacani, ha per protagonista un postino dei giorni nostri...

Dalla direzione generale dell’Eur all’altra parte del mondo, in Argentina. È questo quello che succede in un batter di ciglia al goffo Guido Civitani, impiegato oblomoviano delle Poste – comodo, ma non indolente, seducente ma poco fantasma. Guido e il bandolo della matassa – Storie di un postino (Bonfirraro), ironico romanzo di Romolo Giacani, ne racconta le gesta.

Guido e il bandolo della matassa

A tessere la storia, nel vero senso della parola, visti i continui rimandi a quel filo che lega due diverse vicende tra loro distanti nel tempo e nello spazio, è Giacani, dirigente delle Poste Italiane che, dopo una breve pausa, ritorna nel panorama editoriale con un racconto insolito e poco autobiografico (in realtà i due hanno in comune soltanto la professione).

Guido, il protagonista, è uno sportellista senza alcuna aspirazione, è pago di quanto ha raggiunto, non desidera un guadagno più alto, un avanzamento di carriera o, peggio, un’avventura imprevista. La sua tranquilla vita di postino, o meglio, sportellista innamorato dei suoi clienti, sta per cambiare. Su di lui incombe infatti un trasferimento: a imporgli i cambiamenti sono sempre le donne: il suo “Boss”, Patrizia Letizi, e l’inquieta sorella Claudia, soprattutto. Lui, d’altra parte, è fatto così, di fronte a una richiesta femminile, cede perché è nella sua natura farlo. Eppure il destino, capace di annodare le matasse delle vite altrui, ha in serbo tutto ciò che lo sportellista ha sempre scrupolosamente evitato…

“Sulla figura del ‘postino’, le arti ci tramandano molti riferimenti, pensiamo all’amico barbuto di Van Gogh o all’ancora più famoso film di Michael Radford con la grande interpretazione di Massimo Troisi – dichiara l’editore Salvo Bonfirraro – se ci fermiamo a riflettere, infatti, si tratta di una figura eroica, estremamente interessante, è il messaggero che annulla le distanze, è il tramite che lega gli opposti. Il nostro postino si colora di sfumature letterarie e contemporaneamente risulta gradevolissimo per le sue infinite gag che lo portano a somigliare a un personaggio della commedia all’italiana. Pubblicare un testo di così alto spessore non può che essere stato un onore”.

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