Ha raggiunto il successo come creatrice dell’“alfabeto del crimine”: si è spenta a 77 anni la scrittrice americana Sue Grafton

Lo scorso 29 dicembre si è spenta in California la scrittrice bestseller americana Sue Grafton i cui romanzi, che hanno tenuto col fiato sospeso fino all’ultima pagina milioni di lettori, esono stati pubblicati in 28 Paesi e 26 lingue – in Italia da Mondadori, Salani e TEA.

Nata a Louisville, in Kentucky, nel 1940, dove si è laureata in lettere, per molti anni è stata sceneggiatrice a Hollywood e ha lavorato, fra l’altro, sull’adattamento di due romanzi di Agatha Christie. Dopo cinque anni di rifiuti ha scritto sette romanzi non di genere prima di raggiungere la fama e il successo come creatrice dell’“alfabeto del crimine”, una serie di polizieschi dal ritmo incalzante e ad alta tensione con protagonista l’investigatrice privata Kinsey Millhone, confusionaria, imperfetta, ironica, ma soprattutto divertente.

Sue Grafton è conosciuta per il vezzo di utilizzare nei titoli dei suoi libri una lettera dell’alfabeto (A come Alibi, B come Bugiardo, C come Cadavere, D come Delitto…). Tale vezzo le è stato ispirato, come lei stessa ha rivelato al New York Times, dal libro di rime The Gashlycrumb Tinies, pubblicato nel 1963 da Edward Gorey, in cui 26 bambini incontrano una fine bizzarra. Il nome di ogni piccolo protagonista inizia con una diversa lettera dell’alfabeto: A come Amy, B come Basil, C come Clara, D come Desmond…).

Sue Grafton ha vinto numerosi premi tra cui quello della British Crime Writers’Association. Il Washington Post ha scritto di lei: “Pochi autori sono in grado di miscelare in maniera tanto convincente la scoperta di un delitto, l’energia narrativa e l’osservazione culturale”.

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