"Lale cerca di non alzare lo sguardo. Allunga la mano e prende il pezzo di carta che gli viene porto. Deve trasferire le cinque cifre sulla ragazza che lo stringe. Quando ha terminato, la trattiene per un braccio un attimo più del necessario e la guarda negli occhi. [...] Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più". Il romanzo d'esordio di Heather Morris, scrittrice neozelandese, "Il tatuatore di Auschwitz", ha una storia particolare...

Una storia particolare si cela dietro la nascita del romanzo d’esordio di Heather Morris, Il tatuatore di Auschwitz (Garzanti, traduzione di Stefano Beretta). L’autrice, neozelandese di nascita e che ora vive in Australia, ha incontrato nel 2003 un anziano signore che avrebbe avuto piacere di “raccontarle la sua storia”. Così Heather conobbe Lale Sokolov, il “tatuatore di Auschwitz”. Il libro alterna alle pagine scritte anche alcune immagini originali.

Mappa di Birkenau/Auschwitz II, 1944

Auschwitz sotto a un cielo grigio: Lale si trova davanti alla fila di donne che stanno per perdere la loro identità a causa sua: è infatti il tatuatore, anch’egli ebreo, e sostituirà i nomi delle donne con una sequenza di numeri tatuati sul braccio. Lavora a testa bassa, evita di incrociare gli sguardi dolorosi, schifato dal mondo e da se stesso. Ma quel giorno, alza gli occhi e incontra quelli di Gita. E capisce subito che il suo sarà un nome che ricorderà.

“Lale cerca di non alzare lo sguardo. Allunga la mano e prende il pezzo di carta che gli viene porto. Deve trasferire le cinque cifre sulla ragazza che lo stringe. Quando ha terminato, la trattiene per un braccio un attimo più del necessario e la guarda negli occhi. […] Lale abbassa lo sguardo verso il suolo che oscilla sotto i suoi piedi. Quando risolleva lo sguardo, lei non c’è più”.

Ad Auschwitz, però, non c’è tempo, né spazio per l’amore: in una situazione in cui si lotta come bestie per un pezzo di pane, annientati dalla crudeltà degli uomini, Lale e Gita dovranno proteggere e nascondere quel poco che hanno: un sogno. E quando il destino vuole separarli, nella gola rimangono strozzate quelle parole che hanno solo potuto sussurrare. Cercando di non dimenticare che forse, un giorno, potranno essere solo un ragazzo e una ragazza che vogliono stare insieme.

il tatuatore di auschwitz

Originariamente la storia è stata concepita come una sceneggiatura – che ha ricevuto alti punteggi in concorsi internazionali – prima di essere riadattata nel romanzo.

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