di Guido Scarabottolo e Giovanna Zoboli autori di Una vita ISBN:8882468577

Un romanzo dal titolo Una vita può essere molte cose: può essere il romanzo di una vita dal vero, un romanzo realistico, o un romanzo sul filo della grande biografia… ma può essere anche il romanzo di un uomo che scompare, o di un uomo che non è mai vissuto. Ce ne hanno parlato gli stessi autori.

Una vita, romanzo metafisico, è l’ultima tappa di un percorso iniziato diversi anni fa. Abbiamo cominciato questo gioco in veste di autori, ma anche di microeditori, per avere qualcosa da regalare ad amici e anche, perché no, ai clienti a fine anno.

Giovanna sceglieva i disegni (già fatti) di Guido e con questi costruiva un racconto; Guido poi li metteva in pagina e così nascevano i “Libri a naso”, piccoli, di poche pagine.

Una vita nasce da questi esperimenti, ma anche dall’occasione di una mostra e dalla voglia dell’editore di realizzare anche “graphic novel”, per tentare un altro passo, più ambizioso, lungo la strada intrapresa.

Come si diceva, la nostra è una collaborazione un po’ strana, a “distanza”. Anche Una vita è nato così. Guido ha prodotto disegni per illustrare articoli, copertine di libri, annunci pubblicitari; Giovanna ne ha scelti alcuni dall’archivio senza conoscere la destinazione originale e li ha “raccontati” a modo suo, in un processo di risignificazione dell’immagine.

La stranezza, l’originalità del risultato, nel senso di esito estetico originale, primo raggiunto, dipende dal sovvertimento di nessi narrativi canonici determinato dal metodo di lavoro. Qui non c’è più niente del modo tradizionale di produrre storie illustrate; non c’è subordinazione (del disegno al testo o del testo al disegno); non c’è uniformità nello stile del disegno e non ci sono neanche personaggi riconoscibili a vista.

È un esperimento divertentissimo per chi lo fa: per chi disegna è la meraviglia di nuove, inattese sfumature di significato; per chi scrive è la gratificazione di riuscire ad orchestrare una folla disciplinata e caotica. Ma è anche un tentativo di trovare una strada economicamente praticabile per produrre storie illustrate non programmaticamente “commerciali”, una strada difficile, se non impossibile, da seguire oggi in Italia.

Questo romanzo (che per di più, come si diceva, fa da catalogo a una mostra che avrà la sua prima edizione a Udine il 28 maggio) ci ha anche permesso di scoprire (quando il nostro era in stampa) Una vita di Leo Longanesi: stesso titolo, quasi stesso editore (eppure ha dovuto segnalarcelo un amico), un racconto costruito come se di un romanzo fossero state ritrovate solo le illustrazioni (xilografie di Longanesi) e le relative didascalie.

Una vita di Longanesi racconta le vicende di un esponente della borghesia italiana fra ipocrisie e drammi del periodo fra guerra e dopoguerra. Il nostro personaggio, invece, si muove nel mondo astratto e, insieme, ipermaterialista di oggi, un mondo che reifica e insieme estrania l’uomo dalla sostanza originale di cui è fatto, iperindividualizza la vita dei singoli e ne massifica l’identità. In questo orizzonte si muove l’uomo scomparso, il nostro eroe, alla ricerca di sé, circondato da simili – presenze reali, ma anche virtuali – che disconoscono la sua identità mondana e insieme il suo ingresso nella realtà oltremondana, per consegnarlo all’immobile misura del pensiero economico dove è la mano invisibile del mercato a determinare i destini.

Morendo (ma di una morte la cui presenza non è mai pronunciata) questo uomo senza nome fa la propria fortuna: liquida se stesso e contemporaneamente spunta dall’azienda-mondo di cui è parte il prezzo più alto. In questo ordine, dove tutto appare possibile, niente in verità è realmente possibile: la mancanza di arbitrio, di libertà come autentica possibilità di scelta, precipita il protagonista in una dimensione di confusione senza scampo, agita da simulacri che esercitano il linguaggio unicamente come potere, perfetto e, paradossalmente, comico strumento di insignificanza e morte.

Guido Scarabottolo e Giovanna Zoboli
luglio 2005

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