Incontro con Catherine Dunne autrice di Tutto per amore ISBN:9788860884145

Nel suo nuovo libro Tutto per amore, Catherine Dunne racconta la storia di Julia Seymour, un medico in pensione, gentile e brillante. Ha tutto ciò che una signora di sessant’anni può desiderare: una vita felice, un compagno che la ama e una figlia che la cerca sempre, nonostante siano a volte in conflitto. Ma non è abbastanza. Una mattina Julia decide di rinunciare a tutto e senza voltarsi indietro, se ne va. Una fuga pianificata e fortemente desiderata: ma cosa spinge Julia ad andarsene? Mentre Julia vaga tra Dublino, Londra e la lontana India, William, invece, non vuole rinunciare a lei e non si darà pace fin quando non l’avrà ritrovata. Un romanzo che esalta l’amore e l’amicizia, profondo e anche commovente. Due storie parallele che inevitabilmente si incontrano. Abbiamo incontrato l’autrice.

D. Lei è una scrittrice che, come è noto, sa parlare delle donne ma ancor più alle donne. In Tutto per amore invece la vera rivelazione è il personaggio di William, l’uomo che tutte le donne vorrebbero al loro fianco.

R. William è certamente un uomo buono, una figura positiva ed è molto innamorato di Julia. Si incontrano nel momento giusto, quando entrambi sono pronti a reinnamorarsi, avendo avuto relazioni precedenti alle spalle. William è intelligente e sensibile ed è questo che lo rende così irresistibile, l’uomo dei sogni. E’ un uomo che si adegua ai cambiamenti e sa affrontare le difficoltà, per questo persevera nell’inseguire Julia. Se sia l’uomo ideale non lo so ma certo gli si avvicina molto.

D. Un particolare che colpisce del libro è il fatto che un amore così appassionato e totalizzante sia attribuito a due persone ormai mature e non a due giovani innamorati all’inizio di una storia d’amore. Come mai questa scelta?

R. Purtroppo noi tendiamo ad associare l’amore, la passione, l’impegno e il coinvolgimento a persone giovani. Avevo in mente questi versi di una canzone quando ho iniziato il libro “Mantieniti giovane e bello se vuoi essere amato”: ritengo sia ingiusto attribuire un sentimento a un’età piuttosto che a un’altra, è un pregiudizio puro e semplice. Erroneamente diamo per scontato che a un certo punto della vita la capacità di crescere e amare possano finire. Se due persone sono aperte al cambiamento tutto può succedere! Quando ho pensato al personaggio di Julia l’ho immaginata sessantenne, la tematica della fuga è arrivata dopo. Ho affiancato volutamente un personaggio simile a lei, che fosse in grado di capirla, e la coppia è nata un po’ per caso… William ha insistito per imporsi alla mia attenzione. La magia della scrittura!

D. Importante è il tema della fuga. Cosa può spingere un donna così realizzata e soddisfatta a lasciare tutto e i suoi affetti?

R. Quando ho iniziato il libro avevo davanti a me un’immagine molto chiara: una donna che se ne va, senza voltarsi mai. Ogni lettore può trovare diverse ragioni ma per me Julia è spinta da motivi etici e personali: vuole proteggere e tutelare i propri cari, la sua famiglia. Inconsciamente però lascia degli indizi dietro di sé per essere trovata, se la relazione con William è davvero così forte in qualche modo la scoverà.

D. La fortuna di Julia è quella di avere attorno a sé tante amiche che la supportano e la sostengono nel momento del bisogno. Anche lei ha questa fortuna?

R. Si sono molto fortunata. L’amicizia ha svolto e svolge un ruolo fondamentale nella mia vita. Ho ancora amici dai tempi della scuola e dell’università. Ho una folta schiera di conoscenze ma pochi amici veri e la cosa bella è che non faccio affidamento per tutto su tutti ma so scegliere la persona giusta per ogni momento difficile e lo stesso fanno i miei amici con me. Amo molto la capacità di mantenere i segreti, la discrezione, la fiducia è importante in qualsiasi rapporto. Poi mai giudicare, nella vita non si può mai sapere, non si è perfetti. Il libro è un omaggio all’amicizia. Senza le amiche Julia non potrebbe sopravvivere al suo allontanamento volontario.

D. Come mai Julia si rifugia in India?

R. Ho scelto questa località sia come scrittrice e per Julia che doveva arrivare lontano, in un posto difficile da trovare e dove essere trovata. L’India, come l’Africa e il Sud America permettono lo smarrirsi, il perdersi. Io sono stata in India personalmente ma non volevo esagerare con la familiarità con quei luoghi. Ho deciso che quello che avevo visto in India, la povertà, le condizioni disagiate di vita potevano essere lo sfondo ideale per Julia, in quanto medico competente e compassionevole.

D. Tutto per amore è un romanzo davvero profondo perché tratta con molta sensibilità il tema della malattia, della morte, dell’assistenza alle persone bisognose. Ciò che emerge è l’importanza di non affrontare i problemi da soli.

R. Questo libro parla principalmente della storia d’amore tra William e Julia. Ma allo stesso tempo avevo bisogno di confrontare questo amore così felice con la drammaticità, con il dolore. Ho voluto mostrare le varie facce della sofferenza: c’è chi accetta la malattia, chi non riesce a convivere con il dolore, chi sceglie per la propria vita o morte e chi non lo può fare, c’è anche chi dedica la propria vita alle persone che soffrono. Non volevo rischiare però che questi temi prevalessero sulla storia dei due protagonisti ma accennare quello che un medico deve saper affrontare con lucidità ogni giorno. Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Lo chiedo ai lettori.

D. Quando scappiamo ci portiamo dietro le nostre preoccupazioni. Come Julia, immagino che anche lei senta l’esigenza qualche volta di evadere dalla routine quotidiana, dai problemi. Se dovesse scegliere dove vorrebbe andare?

R. Galoppiamo sempre con la fantasia e quante vorremmo volare via! Se dovessi scegliere andrei in un luogo pieno di sole, visto che in Irlanda piove sempre! È importante essere contenti e soddisfatti di ciò che si fa. Ora mi sento pienamente coinvolta nel lavoro creativo che svolgo e a volte non riesco a staccare perché mi piace moltissimo. Io cerco il sole, il cielo azzurro e un luogo tranquillo dove poter leggere in pace. In fondo non ho grandi pretese!

Intervista a cura di Matilde Danzi

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