Incontro con Minette Walters autrice di Il corpo del nemico ISBN:8830419184

Indossa con disinvoltura un cappello bianco a larghe tese, ha un sorriso luminoso e occhi molto espressivi, 52 anni ben portati, un marito (“ancora lo stesso”) e due figli. Vive nel Dorset e scrive libri gialli, anche se rifiuta l’etichetta e le sue formule (nei suoi libri non c’è mai un detective, non c’è serialità e la lunghezza dei romanzi è superiore alla norma canonica). La Walters è tradotta in tutto il mondo e nella sola Germania ha venduto 4 milioni di copie. Arriva ora in Italia per il lancio del libro intitolato Il corpo del nemico: una brevissima pausa rubata alla stesura dell’ultimo romanzo che deve consegnare di corsa all’editore inglese. E’ stata giornalista, ha scritto oltre una trentina di novelle romantiche per riviste. A 38 anni si è cimentata con il suo primo giallo, con successo (vincendo un premio prestigioso e infilando altri due riconoscimenti importanti con i due libri successivi).

«Quando uno sa scrivere può scrivere di tutto», dice. «Un buon scrittore tende a scrivere ciò che ama leggere. Io ho sempre amato i gialli, i libri d’azione, quelli che ti tengono sulla pagina sino alla fine, con un inizio d’effetto e una conclusione altrettanto forte. Adoro Graham Greene, Daphne Du Maurier. Questo mio romanzo appartiene a un genere di difficile classificazione : è giallo soltanto perché c’è un morto, una donna, un assassinio. Ma il mio obiettivo era far muovere persone intorno a tale evento, per descrivere e sviluppare dei caratteri psicologici. Un giallo psicologico più che un poliziesco, e questo è un passo avanti nell’invasione del mondo maschile. Le donne sono più adatte a scrivere libri psicologici. Le donne amano i libri gialli. E in questo libro per la prima volta ho usato un io narrante femminile, e ho inserito immagini, fotografie, una sorta di documentazione reale, cronachistica.»

“Annie la matta” , la protagonista nonché vittima del romanzo, è una donna di colore, odiata da tutti nel quartiere londinese dove vive. Siamo nel 1978, l’epoca dei grandi scioperi in Inghilterra. Annie muore per strada, in solitudine, tra cumuli di spazzatura, nell’indifferenza generale, ma la signora Ranelagh, che lega indissolubilmente la sua vita al destino disgraziato di Annie, ne raccoglie l’ultimo flebile sospiro. Da quel momento per vent’anni, tra alterne vicende, non smetterà di condurre la sua meticolosa indagine alla ricerca di una verità che la tocca da vicino.

«Nei miei libri parto sempre da una idea, uno spunto. Ho sempre nutrito curiosità e interesse per la cronaca nera. Mi aveva colpito la storia di un ragazzo nero, ucciso in Inghilterra, picchiato a sangue da un gruppo di bianchi alla fermata di un autobus. La polizia aveva svolto le indagini nell’indifferenza più totale, il processo si era svolto nell’identico modo. I genitori del ragazzo hanno chiesto giustizia per sette anni, senza mai arrendersi. Sono partita da questo spunto : cercavo qualcuno che difendesse la dignità della persona ammazzata, dell’essere umano, una sorta di “paladina” della giustizia. La giustizia di per sé non si muove e non smuove nulla, è più comodo dare un verdetto di morte accidentale. Mi interessano gli studi di criminologia, seguo le riforme del codice penale, utilizzo spesso temi sociali nei miei libri».

I primi cinque libri della Walters sono stati adattati dalla BBC; per Il corpo del nemico sono in corso trattative con una compagnia britannica.

«Non voglio dire nulla, per scaramanzia. Ho avuto offerte dagli Stati Uniti, ma resisto. Preferisco il cinema inglese, i registi europei. Io adoro andare al cinema, amo Ridley Scott, vado pazza per Blade Runner. Odio i film lacrimosi, come Titanic, mi annoiano a morte. Adoro Il Gladiatore, Schwarzenegger, mi piacciono i film d’azione, divertenti, allegri. Una bella risata è quello che ci vuole, nella vita.»

E Minette Walters ci lascia con una serie sorprendente di irresistibili barzellette su Margareth Thatcher.

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