Vincenzo Malinconico è il personaggio più amato dai lettori dello scrittore napoletano Diego de Silva. In occasione dell'uscita della nuova avventura, su ilLibraio.it ripercorriamo le vicende dell'avvocato, alle prese con perenni difficoltà con la vita, ma sempre capace di analisi argute e tragicomiche delle proprie sventure - L'approfondimento

“Un modo di giocare con l’io e per prendermi tantissime libertà che prima non avevo”: così Diego De Silva descrive, in un’intervista a Mangialibri, cosa rappresenta per lui la scrittura delle vicende di Vincenzo Malinconico, il personaggio più celebre dei suoi romanzi. Avvocato precario, alle prese con una vita instabile su ogni fronte –amoroso, familiare, lavorativo ed economico-, Malinconico affronta l’instabilità prendendola sul ridere, soprattutto quando si tratta delle proprie disavventure: riflette a lungo, divaga, si distrae, trovando sempre una nota umoristica nell’amarezza dei suoi pensieri.

Forse la caratteristica più amata dai lettori di Malinconico è proprio il suo essere rappresentativo di molte inadeguatezze in cui riconoscersi, trattate sì con ironia, ma accompagnate anche da riflessioni sui grandi temi, come l’amore, la famiglia, la criminalità. Le traversie di Malinconico traggono materiale nelle radici di ciò che è umano, sinonimo di imperfetto ma anche di buffo.

Diego De Silva, la mente e la penna alla base delle vicende di Malinconico, è un ex avvocato nato a Napoli. Ha collaborato con giornali come Il mattino, L’Espresso e la Stampa, ed è anche sceneggiatore e drammaturgo. Nel 2001, il suo libro Certi Bambini (da cui è stato tratto un film di Andrea e Antonio Frazzi) è arrivato alla selezione del premio Campiello e nel 2008, con Non avevo capito niente (entrambi editi da Einaudi) è stato in cinquina al premio Strega.

L’esordio nel mondo della narrativa di De Silva non è legato a Malinconico, ma a romanzi scritti in terza persona, in cui troviamo anticipati alcuni temi che poi si intreccieranno alle avventure dell’avvocato, come la complessità delle storie sentimentali e dei rapporti familiari: La donna di scorta è un romanzo che riflette sui ruoli che si instaurano nelle relazioni tra amanti; Certi bambini la storia di Rosario, undicenne, che ripensa al percorso che l’ha condotto alla sua prima uccisione di camorra; Voglio guardare, la storia malata di un assassino e di colei che ne studia le mosse e Da un’altra carne, in cui l’arrivo improvviso di un bambino senza radici nella famiglia Traversari provoca sconvolgimenti sia nell’animo dei personaggi che nelle dinamiche familiari.

Anche dopo l’esordio sulla carta di Malinconico, De Silva non ha smesso di scrivere anche di altro: Mancarsi, una storia d’amore che il lettore attende ma che sembra sempre non riuscire a nascere, Terapia di coppia per amanti, un romanzo a due voci da cui è stato tratto l’omonimo film – a cui De Silva ha partecipato nella stesura della sceneggiatura – e Superficie, un insieme di luoghi comuni e aforismi ribaltati di senso, in cui si riflette sul significato delle parole attraverso l’inevitabile nota comica di Diego De Silva.

Il suo ultimo libro, I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) (Einaudi) è anche un nuovo episodio delle vicende di Vincenzo Malinconico. Ecco allora, per chi vuole arrivare preparato alla lettura, le avventure di Malinconico che hanno preceduto l’ultima pubblicazione:

Non avevo capito niente (2014)

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Questo romanzo rappresenta la prima apparizione in libreria dell’avvocato Vincenzo Malinconico. Precario, da poco lasciato dalla moglie, si barcamena tra difficoltà lavorative e familiari. In tribunale si trova a essere nominato difensore d’ufficio di “Mimmo ‘o burzone”, figura legata alla camorra, mentre nasce una storia con Alessandra, pm conosciuta in tribunale.

Mia suocera beve (2015)

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Continuano le disavventure di Malinconico, che oltre alle complessità della vita privata da semidivorziato, si trova ad affrontare il sequestro di persona architettato da un ingegnere informatico che ha per vittima un boss di camorra. Anche questa volta le sue vicende si intrecciano con divagazioni e riflessioni personali che mescolano tragico e comico.

Sono contrario alle emozioni (2014)

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In questo libro Malinconico non è immerso nelle proprie disavventure, ma nel rimuginare, riflettere e divagare che lo ha contraddistinto nei romanzi precedenti. Reduce dalla fine di un amore per la quale non riesce a darsi pace, Malinconico passa da domande al limite del filosofico a fare analisi testuali di canzoni popolari, in un insieme di pensieri che, oltre a spingere il lettore a ragionare sugli stessi temi, gli permette di relazionarsi con la solitudine provata dall’avvocato.

Divorziare con stile (2017)

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Malinconico in questo romanzo si ritrova alle prese con due casi da affrontare in tribunale: il risarcimento di un naso, rotto dal suo proprietario schiantandosi contro la vetrata di una tabaccheria, e la causa di separazione che vede come protagonista l’avvocato Ugo Maria Starace Tarallo, che vuole separarsi dalla moglie a causa di un tradimento avvenuto nel mondo digitale. A Malinconico spetta la difesa della moglie, un caso in cui si troverà coinvolto più del dovuto.

I valori che contano (avrei preferito non scoprirli) (2020)

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Una ragazza in intimo bussa alla porta di Malinconico: sta scappando da una retata avvenuta al quarto piano del suo palazzo. Un inizio rocambolesco, come le vicende che spesso accompagnano l’avvocato. Questa volta le  sue riflessioni sono focalizzate sulla malattia che si trova ad affrontare. Nel frattempo Malinconico scopre che la ragazza che ha bussato alla sua porta è la figlia del sindaco, con tutti gli inconvenienti che ne derivano.

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