Prende spunto dalla lettura di "Babilonia" di Yasmina Reza la riflessione della scrittrice Ilaria Gaspari, che su ilLibraio.it si sofferma sul ruolo "narrativo" che possono giocare gli oggetti nei romanzi: "Perché le parole astratte, i concetti, le teorie, certe cose non le possono raccontare: non possono raccontare le consuetudini che nascono senza intenzione, le scelte che nessuno formula, l'intimità involontaria che si crea fra le persone, senza un motivo preciso..."

Una delle ragioni per cui ho cominciato a scrivere, penso qualche volta, era che dovevo assolutamente trovare una scusa che giustificasse la mia curiosità scalpitante e tormentosa per tutto quello che mi succede intorno, per i segreti, i silenzi, le vite degli altri, le luci alle finestre di case intraviste dietro le tende.

Ma ci sono, dietro le finestre delle case sconosciute, nelle vite degli altri, quelle reali e quelle immaginate, coni d’ombra che nemmeno la curiosità più tenace può arrivare a indagare. Ci sono segreti che rimangono inviolati; pomeriggi e serate che trascorrono senza lasciare segni, magari immortalati in qualche fotografia di cui nessuno saprà mai la vera storia, dissolta nel momento in cui veniva scattata. Ci sono oggetti che testimoniano di momenti trascorsi e subito trascoloriti nella risacca del tempo, frasi non dette che restano sospese per essere dimenticate immediatamente, oggetti che rimangono e sopravvivono. Quando li trovo raccontati in un libro, questi segreti sfuggenti, quando compaiono all’improvviso in una storia, mi danno l’impressione miracolosa che sia stato superato e vinto, per un attimo appena, quel confine oltre il quale c’è solo l’oblio – ordinario e giusto, a modo suo – della vita quotidiana, dei giorni che si succedono e in cui non succede niente.

Yasmina Reza
Credo che sia proprio fra questi oggetti mezzo dimenticati, mezzo insignificanti, che si tesse la ragnatela dell’intimità fra due persone. Non tanto nel senso del sesso; ma in quello, forse ancora più difficile da raccontare, della consuetudine tranquilla e magari anche monotona che si crea fra le persone che si conoscono e si vogliono bene per molto tempo, che si capiscono secondo segnali indecifrabili al mondo. Yasmina Reza ha scritto un libro, Babilonia (Adelphi, traduzione di Maurizia Balmelli), che racconta la storia di una piccola catastrofe proprio tessendo una tela fitta fitta fra i tanti minuscoli, enigmatici attimi della vita quotidiana di una coppia di mezz’età, di due sorelle, di una madre appena morta e di una figlia che sopravvive, e soprattutto, di due amici, un uomo e una donna non più giovani, soli nell’esilio di una periferia nemmeno troppo triste. Racconta un’amicizia fra due solitari, e lo fa da una prospettiva sghemba e inusuale, eppure sorprendentemente vera. La racconta, senza retorica e senza troppe parole, come un patto silenzioso che si trova a far fronte a una tragedia domestica, un patto che non si può spiegare e neppure mettere in scena agli occhi del mondo; perché nasce dall’intuizione, per metà inconsapevole, di una vita segreta, di una debolezza, di una solitudine. Bicchieri di plastica, sedie pieghevoli, una giacca di pelle sintetica, dei boxer rosa, una valigia rossa, un pigiama, una cavigliera – sono gli oggetti, quelli che stanno sullo sfondo di tutti i nostri giorni, quelli che usiamo per vivere e che dimentichiamo subito, quelli che formano la vita delle case, di cui dalla strada al massimo si intravede un’ombra, a raccontare questa storia. Perché le parole astratte, i concetti, le teorie, certe cose non le possono raccontare: non possono raccontare le consuetudini che nascono senza intenzione, le scelte che nessuno formula, l’intimità involontaria che si crea fra le persone, senza un motivo preciso; la vita segreta di tutte le nostre vite, quella a cui non facciamo caso.

Ilaria Gaspari - foto di Angelo Palombini
Ilaria Gaspari – foto di Angelo Palombini

L’AUTRICE – Ilaria Gaspari, classe ’86, si è diplomata in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa e ha debuttato nel romanzo con Etica dell’Acquario (Voland).
Qui i suoi articoli per ilLibraio.it.

Commenti