La  sindrome da workaholism è protagonista del romanzo d'esordio di Massimiliano Costa, “Me non più”. Un libro generazionale che affronta questioni molto attuali...

La chiamano sindrome da workaholism, cioè dipendenza da lavoro. Un disturbo ossessivo-compulsivo che sembra stia prendendo piede anche tra i giovani, come scrive il New York Times. E come racconta la storia di Massimiliano Costa, nel suo romanzo d’esordio Me non più (Pequod), in cui un giovane consulente strategico rimane barricato in un grattacielo per ventiquattro ore di lavoro massacrante, in previsione di una riunione la mattina seguente.

Me non più costa

Lo sforzo per raggiungere l’eccellenza, la voglia di dimostrare di essere all’altezza, stress, capi, ambizione, slide, molti caffè e nessuna ora di sonno. Così il protagonista di Me non più arriva allo sfinimento. La musica di Bach fa da sfondo alle riflessioni sulla sua vita, passato e presente: la sera in cui, anni prima, Jacopo si è trovato dinanzi al primo bivio determinante della vita. Continuare a dedicarsi allo studio del violino oppure trasferirsi all’estero per frequentare una prestigiosa università?

L’autore, 33enne, è il direttore di ShareTheMeal, un’app con cui le Nazioni Unite (tramite il World Food Programme) hanno potuto raccogliere fondi per oltre 20 milioni di dollari aggiudicandosi prestigiosi premi. Dal 2011 al 2014 ha lavorato nel campo della consulenza strategica in una delle più grandi aziende mondiali specializzate in questi servizi, proprio come il protagonista del suo libro. Un romanzo di formazioneautobiografico – che racconta non soltanto una generazione ma una vera e propria classe, quella dei millennials e delle loro illusioni.

Un viaggio che parte dalle colline delle Langhe (terra d’origine di Costa) e arriva agli uffici di gigantesche multinazionali. Jacopo si affaccia alla vita adulta scoprendo che crescere comporta inevitabilmente fare delle scelte. Proprio come quelle prese da Costa, trasferitosi a New York per frequentare un master alla Columbia University, dopo la laurea in Lettere all’università di Torino.

 

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