Zelbio, caratteristico paesino di 200 abitanti a 800 metri d’altezza tra i monti, le grotte e i boschi di castagno del Triangolo Lariano, ospita per l’ottavo anno il festival curato da Armando Besio - Il programma e gli ospiti

Zelbio, un caratteristico paesino di 200 abitanti a 800 metri d’altezza tra i monti, le grotte e i boschi di castagno del Triangolo Lariano, ospita per l’ottavo anno il festival “Zelbio Cult – Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como”, organizzato dalla Pro Loco e dalla Biblioteca comunale, curato da Armando Besio, responsabile delle pagine culturali milanesi de La Repubblica.

Il festival si apre sabato 18 luglio con Stefano Boeri, protagonista dell’incontro “Nel cielo sopra Milano. Il mestiere dell’architetto raccontato dal progettista del Bosco Verticale, “il grattacielo più bello e innovativo del mondo”.

Dall’architettura all’arte: dopo Flavio Caroli, Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio, ospiti delle scorse edizioni di Zelbio Cult, sabato 25 luglio sarà protagonista Pietro C. Marani, uno dei più importanti studiosi di Leonardo. L’occasione è la grande mostra “Leonardo da Vinci 1452- 1519” al Palazzo Reale di Milano, curata da Marani (anche direttore del restauro del Cenacolo) con Maria Teresa Fiorio. Lo storico dell’arte terrà una conferenza con immagini dedicata ai segreti e ai molteplici talenti del genio Da Vinci, disegnatore, pittore, scultore, architetto e ingegnere (civile e militare) che visse la sua stagione più feconda nell’ultimo ventennio del Quattrocento nella Milano di Ludovico il Moro.

Ferruccio de Bortoli, uno dei più famosi e autorevoli giornalisti italiani, venerdì 31 luglio parlerà della sua esperienza nell’incontro intitolato “Il Corriere in una sera. Il mondo dei giornali raccontato da un grande direttore”. De Bortoli ha diretto il “Sole 24 ore” e per due volte il “Corriere della Sera”, oggi è presidente della casa editrice Longanesi.

Sabato 8 agosto sarà la volta di una delle voci più nuove e originali della letteratura giallo noir italiana, Alessandro Robecchi, rivelazione nel 2014 con “Questa non è una canzone d’amore” (pubblicato da Sellerio), in classifica tra i libri più venduti per numerose settimane, uno dei casi editoriali dell’anno. Un successo replicato dal nuovo romanzo “Dove sei stanotte”, di cui ci parlerà nell’incontro “Amore, thriller e ironia in un giallo milanese, tra l’Expo e la periferia multietnica”.

Sabato 15 agosto ancora una serata in giallo, ma al femminile, e con un’ospite davvero speciale. Elda Lanza, splendida novantenne, è stata la prima presentatrice della Rai degli anni Cinquanta, ha lavorato a vari programmi sperimentali in quegli anni, diventando esperta di costume e galateo. Ha pubblicato il manuale “Signori si diventa” per Mondadori. Nel 2012 ha esordito come giallista con Niente lacrime per la signorina Olga (edizioni Salani), prima tiratura esaurita in tre settimane, molte lodi da parte di autorevoli critici, tra cui Umberto Eco. Nel 2013 il Presidente Napolitano la nomina Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Docente di storia del costume, viene a parlarci di sé e del suo ultimo romanzo, appena uscito da Salani, nell’incontro: “La cliente sconosciuta. Una nuova inchiesta della “Camilleri in gonnella”.

Sabato 22 agosto sul palcoscenico di Zelbio, ritorna il teatro con lo spettacolo “Gioànn Brera, l’inventore del centravanti” di e con Sabina Negri e con Bebo Storti, accompagnamento musicale alla chitarra di Simone Spreafico. Al centro della pièce Gianni Brera (1919-1992), il più grande giornalista sportivo (e non solo) italiano, inventore di un nuovo linguaggio capace di raccontare con originalità e competenza l’epica popolare del calcio, del ciclismo, dell’atletica. Lo spettacolo, fra parole e musica (le canzoni di Enzo Jannacci riproposte da Bebo Storti) rievoca la sua figura umana e professionale sullo sfondo della storia italiana del Novecento.

Chiusura musicale, sulle note di due violini, domenica 30 agosto con l’Ensemble Baroccolario, composto dai violinisti Chiara Zanisi e Stefano Barneschi che propone un repertorio poco frequentato ma di grande suggestione – quello appunto per due violini – con musiche di Genimiani, Vivaldi, Telemann, Pugnani, Bartok, Stamitz, Graaf.

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