"Non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del Salone del libro": dopo le defezioni del collettivo di scrittori Wu Ming e del saggista Carlo Ginzburg, arriva quella del fumettista Zerocalcare... - Gli aggiornamenti sulla polemica legata alla presenza di Altaforte al Lingotto

“Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del Salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così. Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello”.

Mentre sui social, con l’hashtag #iovadoatorino, in tanti (lettori, autori, editori, addetti ai lavori) sostengono la necessità di prendere parte al Salone del libro di Torino al via giovedì, al centro di una polemica legata alla presenza tra gli stand del Lingotto di Altaforte, casa editrice vicina a Casapound, c’è chi invece ha deciso di non esserci: dopo le defezioni del collettivo di scrittori Wu Ming e del saggista Carlo Ginzburg, arriva quella del fumettista Zerocalcare, che sulla sua pagina Facebook scrive: “(…) Oggettivamente sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro…”.

La sua casa editrice, Bao Publishing, in una nota sottolinea: “Ci dispiace moltissimo, per i lettori che contavano di incontrarlo, ma comprendiamo e rispettiamo la sua decisione, così come speriamo che tutti rispettino quella di Bao Publishing di non rinunciare al proprio stand al Salone. Siamo un operatore editoriale le cui battaglie culturali si combattono facendo conoscere e apprezzare i libri che pubblica”.

 

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