Sinossi
Ecco come non funziona l'università italiana: "- Se non vengo io, tu non sarai nominato preside.
- Che cosa vuoi in cambio?
- Due miei parenti falli entrare"
(Ricostruzione di un dialogo tra docenti, dalla deposizione di Massimo Del Vecchio, professore di Matematica, Bari).
Questo libro racconta l'università dei privilegi e anche l'università di chi lavora seriamente tutti i giorni e per pochi soldi. Le storie e le testimonianze di chi si è ribellato contro i concorsi truccati rivelano un sistema fortissimo, basato molto sull'obbedienza e molto meno sul merito: esistono delle vere e proprie gerarchie nazionali per ogni disciplina, chi occupa il vertice comanda su tutti.
Bisogna fare così nell'università dei baroni: presentarsi al colloquio con il prof muniti di un registratore portatile e memorizzare su nastro "le regole del gioco". Negli ultimi anni numerosi casi di intercettazioni fai da te hanno portato a più di un'inchiesta in tutta Italia. Contro prepotenze e abusi.
Un sistema tanto chiacchierato, e oggetto di generale indignazione, ma che fino a oggi tutti hanno accettato. Importante era non fare i nomi. E poi le lobby: "bianche", "rosse" e "nere" (senza dimenticare Comunione e liberazione e l'Opus Dei). Chi non sta alle regole, è fuori.
Studenti, dottorandi e ricercatori, magari dopo una vita di studio, esperienze all'estero e pubblicazioni in riviste autorevoli, aspettano il loro turno. Ma non è detto che ce la facciano. Anzi. Nascono blog e siti internet che danno voce alla loro frustrazione: per difendere l'università pubblica e la voglia di un futuro più onesto e più giusto.
Paolo Bertinetti, preside della facoltà di Lingue e letteratura, Torino.
"Non ho mai conosciuto nessuno che sia diventato professore solo in base ai propri meriti."
Un paese di baroni
- ISBN: 8861900151
- Casa Editrice: Chiarelettere
- Pagine: 336
- Data di uscita: 15-01-2009
