La mente in fiamme presenta un modo innovativo ed entusiasmante di affrontare la malattia mentale mettendo
al contempo in evidenza l’essenza di un filone nuovo e potente nello studio scientifico del cervello. A ciò si aggiunge che il libro è facile da leggere senza che il tema trattato venga eccessivamente semplificato.sir Philip Campbell, direttore editoriale di Nature
«La mente in fiamme presenta un modo innovativo ed entusiasmante di affrontare la malattia mentale mettendo
al contempo in evidenza l’essenza di un filone nuovo e potente nello studio scientifico del cervello. A ciò si aggiunge che il libro è facile da leggere senza che il tema trattato venga eccessivamente semplificato».sir Philip Campbell, direttore editoriale di «Nature»
«Non molto tempo fa la psiconeuroimmunologia veniva derisa nei circoli medici. Il prof. Bullmore è l’uomo che ci ha mostrato quanto ci sbagliavamo. Tra i primi a definirsi “immuno-psichiatra”, ci ha condotto fuori dal tunnel e ci ha mostrato chiaramente – grazie anche al linguaggio ampiamente accessibile di questo libro –
il nesso cruciale tra l’infiammazione sistemica e la malattia mentale. Questa intuizione sta provocando un cambio di paradigma che porterà a un nuovo campo di studi incentrato sulla psichiatria personalizzata, proprio come avviene nel campo dell’oncologia».sir Robert Lechler, presidente della Academy of Medical Sciences
Edward Bullmore propone una teoria affascinante che mette in relazione la depressione con l’infiammazione e non, come si è fatto finora, con lo squilibrio della serotonina. Qualunque sia la verità, La mente in fiamme è una lettura stimolante e molto interessanteWendy Burn, presidente del Royal College of Psychiatrists
«Edward Bullmore propone una teoria affascinante che mette in relazione la depressione con l’infiammazione e non, come si è fatto finora, con lo squilibrio della serotonina. Qualunque sia la verità, La mente in fiamme è una lettura stimolante e molto interessante».Wendy Burn, presidente del Royal College of Psychiatrists
Sinossi
La depressione è la bestia nera delle patologie mentali. In un futuro molto prossimo sarà con tutta probabilità la più grave causa di invalidità a livello mondiale; eppure i trattamenti per migliorarne l’approccio terapeutico sono cambiati ben poco negli ultimi trent’anni.
Alla terapia della parola, particolarmente in voga fino a qualche decennio fa, si è gradatamente sostituita, e affiancata, una terapia empirica basata su farmaci inibitori del riassorbimento della serotonina – i cosiddetti SSRI –, che mostrano da tempo effetti terapeutici consolidati e in parte soddisfacenti, ma anche effetti collaterali impossibili da sottovalutare.
Con La mente in fiamme Edward Bullmore presenta per la prima volta a un pubblico non specialistico una nuova teoria sulla cura della depressione dalle conseguenze potenzialmente dirompenti.
Bullmore mette in discussione le terapie finora utilizzate e propone un quadro teorico e sperimentale del tutto innovativo, che mette in relazione la depressione con gli stati infiammatori del corpo e del cervello, legando strettamente questa condizione e altri disordini mentali al funzionamento del sistema immunitario. È un vero e proprio cambio di paradigma nell’accostarsi a questa malattia debilitante e causa di molte sofferenze, ma non solo: delinea la rivoluzione futura in cui le cure potranno essere calibrate individualmente per riuscire a spezzare il circolo vizioso che unisce stress, infiammazione e depressione.
La mente in fiamme si spinge oltre l’ambiente ospedaliero e del laboratorio proponendo un modo interamente nuovo di interpretare le complesse interazioni che avvengono tra mente, cervello e corpo, e per aiutarci a sopravvivere in un ambiente ostile.