Spettri è molto più di un amarcord nel terrore. È un mettere l'Occidente con le spalle al muro. Ricordargli, ricordarci, che gli spettri sono un monito costante ai nostri errori. Non sono un incubo che dura una notte ma presenze reali anche quando svaniscono lontano dalle cronache di tutti i giorni. Carlo Baroni, Corriere della Sera
Sinossi
Abbiamo scelto di dimenticarli.
Prima o poi torneranno perché sono la cattiva coscienza dell’occidente.
Nella consapevolezza che la storia, e i suoi protagonisti più ambigui, tornano sempre a presentarci il conto delle scelte e degli errori compiuti, Monica Maggioni riscrive le storie interrotte di cui non parliamo e che minacciano il nostro futuro e la nostra idea di sicurezza. Dal capo spirituale di Hamas alla giovane italiana trascinata nel gorgo dell’Isis, dall’addestratore di kamikaze Tawalbe, al neonazista americano Kreis, al fanatico antimusulmano Breivik; da Occidente a Oriente, riappaiono i volti degli incubi che attraversano la contemporaneità. La verità è che la storia non ammette scorciatoie e in ogni suo anfratto, rimasto in ombra per convenienza o pavidità, trovano dimora gli spettri: persone che hanno creato una frattura, tracciato un segno. Il mondo magari li ha sconfitti, in alcuni casi uccisi, altrimenti sorpassati e dimenticati, ma la loro eredità si è radicata, ha sfruttato il tempo per crescere sottotraccia e ha infranto l’equilibrio su cui credevamo di poterci poggiare.