il libro

È così che si uccide

Intervista a Mirko Zilahy su Tg 5
Intervista su Radio 24 a Mirko Zilahy
Per la trama del suo primo romanzo, un thriller nerissimo, Mirko Zilahy ricorre a materiali d'uso nella letteratura del genere. Ma c'è qualcosa (molto) di più in E' così che si uccide. Il più è dato dall'atmosfera di disfacimento che grava sulla città delle nuove rovine. E dalla scrittura che registra i progressivi slittamenti del terrore. Di una paura che sembra contagiare tutti i personaggi del romanzo, perché in realtà abita nel fondo oscuro di ciascuno. Anche di noi, partecipi, spaventati lettori.
Corriere della Sera
Un crescendo continuo di tensione e curiosità.
il Fatto Quotidiano
E' così che si uccide (Longanesi) è la nuova sorpresa del thriller italiano.
Elle
Libro del giorno su Fahrenheit
La tensione narrativa è un dono che pochi scrittori sono in grado di garantire. E se è vero che per un buon risultato, oltre al talento è necessaria la tecnica, l'esordiente Mirko Zilahy dimostra di possedere l'uno e l'altra.
la Repubblica
Una crime story corposa e cruenta che non risparmia ai lettori né fuoco né sangue, ma segue un filo logico di impronta anglosassone.
L'Unità
Una crime story corposa e cruenta che non risparmia ai lettori né fuoco né sangue, ma segue un filo logico di impronta anglosassone. Anche se è a Roma che il serial killer colpisce.
L'Unità
«Un thriller e molto di più: una scrittura che registra gli slittamenti della paura.»
Corriere della Sera
Il romanzo di Zilahy convince e scorre come un fiume in piena, perché il ritmo è di quelli hard, la storia ha una precisa, umana valenza emotiva, e l'affresco di una Roma settembrina offuscata da una pioggia incessante che cancella prove e ricordi, è di quelli che fanno svettare un bel noir oltre la soglia delle convenzioni.
TTL - La Stampa
Grande tensione narrativa e tre protagonisti che tengono la scena da fuoriclasse: il commissario, l'assassino e Roma.
Libero
Mancini è una creatura di Mirko Zilahy, ed è un personaggio che ha tutte le caratteristiche per diventare un successo di massa. Un crescendo continuo di tensione e curiosità. E a spiccare è soprattutto la cupa bellezza della Roma popolare e postindustriale tra Ostiense e Testaccio.
il Fatto Quotidiano
«Scorre come un fiume in piena.»
Sergio Pent, ttL, La Stampa
3 edizioni in un mese
Sempre ai primi posti delle classifiche

Questo romanzo non è solo il thriller italiano che ha conquistato gli editori internazionali prima dell’uscita. Non è soltanto un esordio travolgente, scritto con maestria inedita. Questo romanzo è una sfida irresistibile, che avvolge il lettore nell’incantesimo della più pura tensione narrativa.

La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte. Perché la morte è uno spettacolo. Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo. Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine… E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.

Mirko Zilahy ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato lingua e letteratura italiana. È giornalista pubblicista ed è stato editor per minimum fax, nonché traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tartt).


Un caso editoriale che prima dell'uscita in Italia sta già conquistando l'estero

Fine 2014: In una Roma sferzata dalla pioggia, Mirko Zilahy e il protagonista del suo romanzo, Enrico Mancini, iniziano a conoscersi. Nascono così un incipit e una prima scena folgoranti che convincono un’importante agente letteraria: quella storia va raccontata fino in fondo.
Gennaio 2015: Mirko Zilahy decide di ascoltare la voce di Enrico Mancini… E la Longanesi decide a sua volta con entusiasmo di pubblicare il suo romanzo.
Aprile 2015: È così che si uccide è protagonista della Fiera del libro di Londra, la più importante al mondo per quanto riguarda la compravendita dei diritti editoriali. Il libro viene subito venduto in Spagna: è soltanto l’inizio. In Germania è oggetto di un’agguerritissima asta e nelle ore seguenti si aggiungono Francia, Grecia e Turchia. Il numero di editori continua ad aumentare nel corso dell’anno.
Novembre 2015: Il testo viene dato alle stampe. L’entusiasmo dei librai è già palpabile, pari a quello di tutta la casa editrice Longanesi. L’attesa sta per terminare.
Gennaio 2016: Finalmente È così che si uccide arriva in tutte le librerie italiane.

Titolo
È così che si uccide
ISBN
9788830442009
Autore
Collana
Casa Editrice
LONGANESI
Dettagli
420 pagine, Cartonato

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recensioni

  • Interessante, già dalle prime pagine l'autore riesce subito a catturare l'attenzione del lettore, sia per i personaggi che fanno intuire delle storie personali, sia per il giallo in se. I personaggi sono umani e viene inoltre sviluppato anche un aspetto "tecnico" di facile comprensione, e questo, per me, fa si che il libro non ha nulla da invidiare a quelli degli autori stranieri che conosciamo. Inoltre, ma forse questo è un po' di parte, mi è piaciuto anche perché è ambientato in quartieri che frequento .

  • Buon thriller ma dalla pubblicità fatta pensavo meglio. La lettura scorre bene e finalmente hai ncontrato uno scrittore che usa termini desueti . Il faletti di "io uccido" rimane ancora una volta di un'altra categoria

goodreads

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