«Opera-mondo che si insinua nelle fondamenta della società, e nei nostri amori.»
Marco Missiroli, Corriere della Sera
«Foer ha trovato le parole e il modo per consolare noi… Noi che amiamo, non amiamo più, ameremo sempre, noi che sapevamo tutto, eppure a un certo punto non abbiamo capito niente. Noi che attraversiamo momenti di debolezza perché siamo esseri di debolezza.»
Chiara Gamberale,Vanity Fair
Troppo amore per essere felici, ma quanta felicità era abbastanza? Avrebbe rifatto tutto da capo?
Perché erano giovani. Perché si è giovani una volta sola in una vita che si vive una volta sola. Perché l’incoscienza è l’unico pugno che possiamo sferrare contro il nulla. Fino a che punto possiamo sopportare di sentirci vivi?
Esiste una matematica della vita? Numeri o misure che possano esprimere le emozioni, le sfide, gli effetti degli imprevisti sul corso della quotidianità? La seconda anteprima di Tempo di Libri va alla ricerca di un’equazione fra vita e letteratura con lo scrittore e saggista statunitense Jonathan Safran Foer.
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Senza amore, muori. Con l’amore, anche. Non tutte le morti sono uguali.
«Non ho intenzione di lasciarlo.» «Perché no? » «Perché il matrimonio è la cosa a cui non si rinuncia.» «No, quella è la vita.»
«Fermi tutti, è uscito “il romanzo” di Jonathan Safran Foer. Non “il nuovo romanzo”, non “l’ultimo romanzo”, non “un altro”: c’è un momento in cui uno scrittore azzera le distanze e diffidenze, schiude spudoratamente un accesso diverso alla sua letteratura.»
Nadia Terranova, IL - Sole 24 Ore
Le loro vite interiori erano schiacciate da tutto quel vivere.
La serie cominciava con l’inizio della scrittura della serie. I personaggi erano i personaggi della vita reale di Jacob: una moglie infelice (che non voleva essere descritta in questi termini); tre figli: uno sull’orlo dell’età adulta, uno sull’orlo di un’estrema coscienza di sé, uno sull’orlo dell’indipendenza intellettuale; un padre xenofobo in preda al terrore; una madre che fa e disfa in silenzio; un nonno depresso. Se un giorno l’avesse condiviso e gli fosse stato chiesto in che misura era autobiografico, avrebbe detto: «Non è la mia vita, ma sono io». E se qualcuno – chi a parte il dottor Silvers? – gli avesse chiesto quanto fosse autobiografica la sua vita, avrebbe detto: «È la mia vita, ma non sono io».
«Jonathan Safran Foer risponde “eccomi” a ogni questione aperta in materia di ebraismo e di Israele, gareggiando in bravura con Saul Bellow, Philiph Roth, Bernard Malamud, Chaim Potok, Nathan Englander, i due fratelli Singer, Isaac Bashevis e Israel Joshua.»
Mariarosa Mancuso, Il Foglio
«A chi chiederà come eravamo nel 2016, dovremmo far leggere Eccomi di Joanthan Safran Foer.»
Elena Stancanelli, D la Repubblica
«Alla fine riesci a tenerti solo quello che ti rifiuti di lasciare andare .»
«Foer agguanta il tema del confronto fra tradizione americana, ebraismo e intolleranza armata… con scrittura millimetrica dove ogni particolare è in primo piano, come in una tela di Seraut.»
Gianni Riotta, La Stampa
«Un ritorno forte, che mescola tradizione e sperimentazione, dedicato all’amore e alla sua dissoluzione.»
Antonio Monda, la Repubblica
TRE EDIZIONI IN DUE SETTIMANE «Abbiamo letto il romanzo in anteprima… va detto che il romanzo assomiglia a quelle opere di narrativa che di solito vengono definite un capolavoro.» L’Espresso «Buone notizie per tutti i fan di uno dei più talentuosi scrittori della nuova generazione americana. Il prossimo autunno uscirà il suo nuovo romanzo: Eccomi.» Huffington Post IL RITORNO DI UNO DEI MAGGIORI TALENTI DELLA NARRATIVA AMERICANA. UN LIBRO EVENTO, A 10 ANNI DALL’ULTIMO ROMANZO. IN USCITA CONTEMPORANEA IN USA E ITALIA A FINE AGOSTO «Eccomi.» Così risponde Abramo quando Dio lo chiama per ordinargli di sacrificare Isacco. Ma com’è possibile per Abramo proteggere suo figlio e al tempo stesso adempiere alla richiesta di Dio? Come possiamo, nel mondo attuale, assolvere ai nostri doveri a volte contrastanti di padri, di mariti, di figli, di mogli, di madri, e restare anche fedeli a noi stessi? Ambientato a Washington nel corso di quattro, convulse settimane, Eccomi è la storia di una famiglia sull’orlo della crisi. Mentre Jacob, Julia e i loro tre figli devono fare i conti con la distanza tra la vita che desiderano e quella che si trovano a vivere, arrivano da Israele i cugini in visita, in teoria per partecipare al Bar Mitzvah del tredicenne Sam. I tradimenti coniugali veri o presunti, le frustrazioni professionali, le ribellioni e le domande esistenziali dei figli, i pensieri suicidi del nonno, la malattia del cane, anche i previsti festeggiamenti: tutto rimane in sospeso quando un forte terremoto colpisce il Medio Oriente, innescando una serie di reazioni a catena che mettono a repentaglio l’esistenza stessa dello stato di Israele. Di fronte a questo scenario imprevisto, ognuno sarà costretto a confrontarsi con scelte a cui non era preparato, e a interrogarsi sul significato della parola casa. L’attesissimo ritorno di Jonathan Safran Foer alla narrativa dopo oltre dieci anni travolge con l’energia e l’impatto emotivo del suo libro d’esordio, confermando il talento di uno scrittore unico. Ironico e irriverente, commovente e profondo: un romanzo-mondo che affronta in una prospettiva universale i temi cari all’autore – i legami famigliari, le tragedie della Storia, l’identità ebraica – e insieme apre squarci di grande intimità. IL TOUR ITALIANO DI JONATHAN SAFRAN FOER: 31 agosto 2016: Torino - Circolo dei Lettori e Ivrea - Sala S.Marta 1 settembre 2016: Milano - Teatro Franco Parenti 3 settembre 2016: Mantova - Festivaletteratura
Titolo
Eccomi
ISBN
9788823504882
Autore
Collana
Casa Editrice
GUANDA
Dettagli
672 pagine, Cartonato

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recensioni

  • Da jorail

    Perché leggere HERE I AM di Jonathan Safran Foer? Perché è un Romanzo in cui la Letteratura torna prepotentemente a fare il suo Mestiere: Costringere il lettore a fare i conti con la sua Esistenza. E poichè l'Esistenza è fatta anche di momenti in ombra, crisi, certezze franose, diventa inevitabile porsi delle Domande. Ho parlato di Letteratura anche per via della cura che l'Autore dedica all'aspetto linguistico. In un'epoca in cui il pensiero sembra impoverito, in cui il linguaggio verbale è contaminato dalla velocità della comunicazione digitale e si perdono parole e sfumature di significato, Foer scardina il "sistema" con la forza dirompente della sua lingua minuziosa e attenta. Ne consegue una scrittura densa, originale, ricca, ma non sovraccarica. Tutt'altro: ogni termine sembra trovare il suo posto e descrivere, con precisione chirurgica, ogni lieve passaggio di pensiero. Ma la grandezza di Foer non sta solo nell'uso delle parole, dislocate spesso dal senso comune, nè solo nella combinazione originale delle scene che tessono la struttura narrativa, sta soprattutto nella profondità con cui si scandagliano sentimenti, ricordi, riflessioni. Jacob, Julia ed i loro ragazzi sono una famiglia, ma sono innanzitutto Persone in continua Evoluzione. Ciò che ne deriva è la narrazione di un Universo Umano ricco di Intelligenza e vibrante di vita, in cui la crisi ed il crollo delle sicurezze segnano il punto di svolta per l'acquisizione di una maggiore Consapevolezza di Sè. La parola chiave è Autenticità ... Non c'è compiacimento, solo la "necessità autentica" di Raccontare la realtà nei suoi aspetti più reconditi. Una radiografia dell'esistenza umana e delle relazioni che ne scandiscono il tempo. Foer non fa sconti alla "crudezza della verità" quando analizza le ragioni della "crisi", quando accende i riflettori sul "terremoto" nel rapporto di coppia, o su quella insaziabile voglia di Felicità che fa perdere di vista l'essenza delle cose. Il suo modo di approcciare le questioni è particolareggiato, e questo non sembra essere semplicemente un tratto stilistico, credo sia frutto di un atteggiamento mentale legato all'uomo più che allo scrittore. Anche in ECCOMI si percepisce fortemente l'esigenza di andare Oltre le cose, la necessità di non subire gli avvenimenti, ma di Leggerli, di comprenderli. Così, l'attenzione ai "dettagli", ad esempio gli aggettivi possessivi che cambiano dopo una separazione (ciò che era Nostro, diventa Mio o Tuo), ha a che vedere con qualcosa di profondo, sofferto e tagliente. Non c'è voglia di stupire, e se c'è, l'autore è bravissimo a camuffarla. Ciò che si percepisce è il senso della Ricerca, l'abitudine ad analizzare e sviscerare gli accadimenti... La Curiosità per tutto ciò che ci tocca come esseri umani nell'intimità, nel privato, così come nello strato più esteriore della nostra quotidianità. Citando Salinger, Foer è uno di quegli Autori "che vorresti come Amico", che desidereresti incontrare per prendere un caffè e con cui andresti volentieri al cinema, a bere qualcosa... perché dà l'idea di uno che non si lascia sfuggire i giorni, ma ci affonda dentro e ne esce con il "peso" dei minuti addosso. (As Salinger said, Foer is one of those authors Who You would like to have as a friend... because he seems to be Someone Who doesn't waste his days, on the contrary he seems to "plunge in" and "emerge from them" carrying the weight of all those days on.)

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