«Un lungo racconto che sta a metà fra il thriller classico e una ricerca letteraria che abbraccia Francis Scott Fitzgerald e Jay McInerney».
Giancarlo De Cataldo, «Robinson - la Repubblica»
«Bollen ama gli scacchi e Agatha Christie: il suo libro è una partita dal meccanismo impeccabile, un puzzle esteticamente perfetto».
Raffaella Silipo, «TTL - La Stampa»
«Orient ha l’ambizione di essere un thriller, un best-seller, un’opera letteraria fine con sofisticata introspezione psicologica, oltre che il ritratto di un piccolo luogo, sineddoche di una grande nazione».
Wlodek Goldkorn, «D - la Repubblica»
«Orient è al contempo thriller e alta letteratura. Ricco di digressioni, di analisi anche sociologiche e di momenti introspettivi dei protagonisti. Un equilibrio che trascende le convenzioni di genere».
«Los Angeles Times»
«Personaggi vividi e atmosfera davvero avvolgente».
«The New York Times»
«Pieno di suspense, un’ambientazione perfetta. Orient è allo stesso tempo un page turner e un libro che si vuole centellinare».
Philipp Meyer, autore di Il figlio
Orient, Long Island. Una comunità chiusa, l’arrivo di uno sconosciuto, una lunga catena di omicidi.
Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa del South Fork, quella degli Hamptons, con relativi magnati dello show business newyorchese, attori e scrittori famosi. In questo paradiso marittimo dei falchi di mare, dei pescatori e delle fioriture selvagge, abitato dalle stesse famiglie da molte generazioni, arriva un giorno da New York Mills, un «drifter», un vagabondo, ex tossicodipendente, ex bambino abbandonato, passato da un affido all’altro. Ospite, in cambio di lavoro, di un signore che possiede una bella casa di famiglia da sgombrare e ristrutturare dopo la morte della madre, Mills viene accolto da subito con molta diffidenza nella comunità locale, tanto più che, dopo il suo arrivo, uno per volta, si cominciano a rinvenire numerosi corpi senza vita. Episodi di violenza mai visti prima nella tranquilla cittadina. Mills, con l’aiuto di Beth, ex artista e moglie in crisi di artista famoso, tornata a Orient dopo anni trascorsi a New York, decide di indagare su una pista parallela a quella della polizia, determinato a capire chi e che cosa c’è dietro il mistero, in una corsa contro il tempo prima che la piccola cittadina finisca per distruggerlo. Christopher Bollen costruisce una storia che, pagina dopo pagina, cattura il lettore e non lo lascia andare, descrivendo con estrema accuratezza paesaggio, personaggi e contesto, e dando spazio ai temi rilevanti della società americana oggi: ricchezza, gentrification, arte, omosessualità, matrimonio, divorzio, tutela ambientale, avidità. E giocando sulle numerose implicazioni della parola «Orient»: l’est americano, l’esotico, ma anche l’orientamento nello spazio e nel tempo, l’orientamento sessuale, il disorientamento delle percezioni mentali. Soffuso di tensione, Orient è insieme uno straordinario page turner, un thriller letterario e un ritratto provocatorio del lato oscuro del sogno americano: una comunità idilliaca dove nessuno è al sicuro.
Titolo
Orient
ISBN
9788833929415
Autore
Collana
Casa Editrice
BOLLATI BORINGHIERI
Dettagli
688 pagine, Cartonato
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Orient

Orient

C. Bollen

Orient, sulla punta del North Fork di Long Island, affacciata sul braccio di mare che separa l’isola dal Connecticut. Meno famosa…

recensioni

  • Orient è la tipica piccola città sulla costa orientale dove tutti si conoscono. O almeno era così prima che fosse presa d'assalto da ricchi newyorkesi, artisti soprattutto, alla ricerca di una pittoresca location per i loro weekend e le vacanze. Si, Orient non è più quella di volta, soprattutto perché qualcuno continua ad uccidere i suoi abitanti... Quasi settecento pagine non è una scelta comune per un giallo, dove la narrazione è spesso stringata e concentrata principalmente sui "fatti". Scoprire l'assassino, però, non è il vero cardine su cui si regge Orient di Christopher Bollen: è la città con le sue dinamiche ad essere il fulcro di tutto. Ecco così le vecchie famiglie che si vedono pian piano sottrarre la terra, i nuovi arrivati guardati con sospetto, se non addirittura con astio, il tuttofare sempre ubriaco che potrebbe aver scoperto chissà cosa, l'anziana allevatrice d'api che non si lascia convincere dall'idea di una semplice casualità... Christopher Bollen si concede il lusso di 700 pagine per descrivere tutto questo e molto più, concentrandosi soprattutto su Beth e Mills, investigatori improvvisati, loro malgrado sempre più coinvolti nei delitti che continuano a insanguinare Orient, dapprima bollati come semplici incidenti, ma che piano piano assumono i connotati di un macabro disegno, realizzato da qualcuno che, inesorabilmente e spietatamente, continua indisturbato a muoversi nell'ombra, seminando morte e panico. Beth è tornata da poco nella sua città natale. Dopo anni a NewYork, dove aveva cercato di intraprendere, senza successo, la carriera di artista, ha deciso di abbandonare ogni velleità e di limitarsi al ruolo di moglie di un artista. Suo marito, Gavril, è infatti sulla cresta dell'onda, e i due si sono trasferiti a Orient, nella casa della madre di Beth, per mettere su famiglia, considerandolo un ambiente molto più sicuro rispetto alla caotica metropoli. Mills viene da Modesto, in California. Abbandonato alla nascita dai genitori, la sua infanzia, così come la sua adolescenza, è stato un continuo passare da una famiglia affidataria all'altra. Alla ricerca di qualcosa di diverso, lascia tutto e si trasferisce A New York, dove finisce però schiavo delle droghe. A 19 anni sembra già non avere più un futuro. L'incontro con Paul sembra essere la svolta tanto attesa: l'uomo gli offre un tetto sopra la testa e gli propone di seguirlo ad Orient, dove deve far ordine nella vecchia dimora di famiglia. Il resto degli abitanti della città, però, non vede di buon occhio quel ragazzo senza famiglia che nasconde chissà quale oscuro passato. Non aiuta neanche il fatto che Mills sia gay e che nutra un certo interesse per il figlio dei vicini, Tommy, finendo nel mirino dell'oppressiva e intransigente Pam, la perfetta moglie-madre-casalinga americana, sempre alla ricerca di una crociata da portare avanti. L'arrivo di Mills coincide anche con l'inizio della catena di omicidi che getta Orient in un incubo senza fine. Sia Beth sia Mills si sentono dei pesci fuor d'acqua in quella città tanto chiusa, nonostante la prima sia nata lì; i due non ci mettono molto a stringere amicizia, e il loro legame viene rafforzato dal trovarsi casualmente a sapere ben più di quanto dovrebbero sui delitti e su chi potrebbe trarne vantaggio; anzi, Beth è la prima, dopo essere stata messa in guarda dalla vecchia Magdalena, a sospettare la mano di un unico assassino dietro a tutte quelle morti inaspettate. Però, oltre all'indagine, ci sono anche tanti problemi personali da affrontare. Beth è incinta, ma non è più tanto sicura di volere il bambino, nonostante la sua sia una gravidanza fortemente cercata; non l'ha ancora detto a suo marito, né tantomeno a sua madre, ossessionata dalla chirurgia plastica, dai debiti e dal desiderio di diventare nonna. Mills sogna di essere adottato da Paul, e spera di aver finalmente trovato una casa; peccato non si possa dedicare solo a quello: ci sono anche le turbe ormonali dell'adolescenza, e quello strano rapporto che si instaura con Tommy, il tutto complicato dalla diffidenza della gente di Orient. Quando finalmente è a tutti chiaro che c'è un assassino a piede libero, chi potrebbe essere un migliore capro espiatorio? Il meccanismo della paura e del sospetto, anche nei confronti di chi si conosce da una vita, una volta innescato, non può più essere fermato: il vicino diventa un possibile omicida, e non c'è più nessuno di cui potersi fidare. Tutti sospettano di tutti, e segreti tenuti nascosti per tanto, tanto tempo cominciano ad affiorare. C'è del marcio ad Orient, e pare che nessuno possa davvero dirsi senza uno scheletro nell'armadio, e mentre la lista dei papabili killer si allunga, lo fa anche quello delle vittime. Il ritmo della narrazione è molto buono: non ci sono sbavature e tutto appare avere il suo perché, anche le digressioni sul passato di alcuni personaggi. Le pagine sembrano chiedere di essere divorate quanto più velocemente possibile. Se ci limitiamo solo all'aspetto "giallo", capire chi sia il responsabile dei delitti non è poi così difficile; il lettore di narrativa poliziesca sa che quando ci sono tanti sospettati, il colpevole non può che essere colui che, per qualche ragione, si era tenuto al di sopra di ogni sospetto, soprattutto se i primi cominciano a morire l'uno dopo l'altro. Ci sono diversi colpi di scena, alcuni forse un po' scontanti, altri, purtroppo, del tutto inattesi e che fanno male. La soluzione finale, infatti, non dà il senso di catarsi che ci si aspetterebbe: lungo la strada si è smarrito troppo perché la verità possa davvero essere una consolazione. Orient è un romanzo spietato, che lascia ben poco alla speranza (solo un piccolo, piccolissimo barlume). Non vuole rassicurare né illudere: l'ordine è stato perso per sempre e non potrà essere ristabilito; il ritratto che emerge della provincia e del sogno americano, ormai infranto da tempo, è così efficace e veritiero da lasciare attoniti. Un romanzo sicuramente da consigliare.

  • Orient è la tipica piccola città sulla costa orientale dove tutti si conoscono. O almeno era così prima che fosse presa d'assalto da ricchi newyorkesi, artisti soprattutto, alla ricerca di una pittoresca location per i loro weekend e le vacanze. Si, Orient non è più quella di volta, soprattutto perché qualcuno continua ad uccidere i suoi abitanti... Quasi settecento pagine non è una scelta comune per un giallo, dove la narrazione è spesso stringata e concentrata principalmente sui "fatti". Scoprire l'assassino, però, non è il vero cardine su cui si regge Orient di Christopher Bollen: è la città con le sue dinamiche ad essere il fulcro di tutto. Ecco così le vecchie famiglie che si vedono pian piano sottrarre la terra, i nuovi arrivati guardati con sospetto, se non addirittura con astio, il tuttofare sempre ubriaco che potrebbe aver scoperto chissà cosa, l'anziana allevatrice d'api che non si lascia convincere dall'idea di una semplice casualità... Christopher Bollen si concede il lusso di 700 pagine per descrivere tutto questo e molto più, concentrandosi soprattutto su Beth e Mills, investigatori improvvisati, loro malgrado sempre più coinvolti nei delitti che continuano a insanguinare Orient, dapprima bollati come semplici incidenti, ma che piano piano assumono i connotati di un macabro disegno, realizzato da qualcuno che, inesorabilmente e spietatamente, continua indisturbato a muoversi nell'ombra, seminando morte e panico. Beth è tornata da poco nella sua città natale. Dopo anni a NewYork, dove aveva cercato di intraprendere, senza successo, la carriera di artista, ha deciso di abbandonare ogni velleità e di limitarsi al ruolo di moglie di un artista. Suo marito, Gavril, è infatti sulla cresta dell'onda, e i due si sono trasferiti a Orient, nella casa della madre di Beth, per mettere su famiglia, considerandolo un ambiente molto più sicuro rispetto alla caotica metropoli. Mills viene da Modesto, in California. Abbandonato alla nascita dai genitori, la sua infanzia, così come la sua adolescenza, è stato un continuo passare da una famiglia affidataria all'altra. Alla ricerca di qualcosa di diverso, lascia tutto e si trasferisce A New York, dove finisce però schiavo delle droghe. A 19 anni sembra già non avere più un futuro. L'incontro con Paul sembra essere la svolta tanto attesa: l'uomo gli offre un tetto sopra la testa e gli propone di seguirlo ad Orient, dove deve far ordine nella vecchia dimora di famiglia. Il resto degli abitanti della città, però, non vede di buon occhio quel ragazzo senza famiglia che nasconde chissà quale oscuro passato. Non aiuta neanche il fatto che Mills sia gay e che nutra un certo interesse per il figlio dei vicini, Tommy, finendo nel mirino dell'oppressiva e intransigente Pam, la perfetta moglie-madre-casalinga americana, sempre alla ricerca di una crociata da portare avanti. L'arrivo di Mills coincide anche con l'inizio della catena di omicidi che getta Orient in un incubo senza fine. Sia Beth sia Mills si sentono dei pesci fuor d'acqua in quella città tanto chiusa, nonostante la prima sia nata lì; i due non ci mettono molto a stringere amicizia, e il loro legame viene rafforzato dal trovarsi casualmente a sapere ben più di quanto dovrebbero sui delitti e su chi potrebbe trarne vantaggio; anzi, Beth è la prima, dopo essere stata messa in guarda dalla vecchia Magdalena, a sospettare la mano di un unico assassino dietro a tutte quelle morti inaspettate. Però, oltre all'indagine, ci sono anche tanti problemi personali da affrontare. Beth è incinta, ma non è più tanto sicura di volere il bambino, nonostante la sua sia una gravidanza fortemente cercata; non l'ha ancora detto a suo marito, né tantomeno a sua madre, ossessionata dalla chirurgia plastica, dai debiti e dal desiderio di diventare nonna. Mills sogna di essere adottato da Paul, e spera di aver finalmente trovato una casa; peccato non si possa dedicare solo a quello: ci sono anche le turbe ormonali dell'adolescenza, e quello strano rapporto che si instaura con Tommy, il tutto complicato dalla diffidenza della gente di Orient. Quando finalmente è a tutti chiaro che c'è un assassino a piede libero, chi potrebbe essere un migliore capro espiatorio? Il meccanismo della paura e del sospetto, anche nei confronti di chi si conosce da una vita, una volta innescato, non può più essere fermato: il vicino diventa un possibile omicida, e non c'è più nessuno di cui potersi fidare. Tutti sospettano di tutti, e segreti tenuti nascosti per tanto, tanto tempo cominciano ad affiorare. C'è del marcio ad Orient, e pare che nessuno possa davvero dirsi senza uno scheletro nell'armadio, e mentre la lista dei papabili killer si allunga, lo fa anche quello delle vittime. Il ritmo della narrazione è molto buono: non ci sono sbavature e tutto appare avere il suo perché, anche le digressioni sul passato di alcuni personaggi. Le pagine sembrano chiedere di essere divorate quanto più velocemente possibile. Se ci limitiamo solo all'aspetto "giallo", capire chi sia il responsabile dei delitti non è poi così difficile; il lettore di narrativa poliziesca sa che quando ci sono tanti sospettati, il colpevole non può che essere colui che, per qualche ragione, si era tenuto al di sopra di ogni sospetto, soprattutto se i primi cominciano a morire l'uno dopo l'altro. Ci sono diversi colpi di scena, alcuni forse un po' scontanti, altri, purtroppo, del tutto inattesi e che fanno male. La soluzione finale, infatti, non dà il senso di catarsi che ci si aspetterebbe: lungo la strada si è smarrito troppo perché la verità possa davvero essere una consolazione. Orient è un romanzo spietato, che lascia ben poco alla speranza (solo un piccolo, piccolissimo barlume). Non vuole rassicurare né illudere: l'ordine è stato perso per sempre e non potrà essere ristabilito; il ritratto che emerge della provincia e del sogno americano, ormai infranto da tempo, è così efficace e veritiero da lasciare attoniti. Un romanzo sicuramente da consigliare.

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