il libro

Eleanor Oliphant sta benissimo

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Un fenomeno che ha dato vita a un nuovo genere letterario.
The Guardian
Imperdibile. Uno degli esordi più riusciti dell’anno.
New York Times
Non ha eguali.
The Observer
Commovente e saggio. Leggetelo.
People
Indimenticabile e vero.
Daily Mail
Eleanor Oliphant è un personaggio che resta attaccato alla nostra pelle.
Gaia Manzini, Robinson - la Repubblica
Eleanor Oliphant non sta benissimo, ma è viva.
Federica Bosco, ttL - La Stampa
Un fenomeno editoriale in tutto il mondo, Italia compresa.
Ida Bozzi, Corriere della Sera
Il libro protagonista dell'estate, spinto in classifica dal passaparola.
Io Donna

IL CASO EDITORIALE DELL'ANNO, PUBBLICATO IN 35 PAESI, PER MESI IN VETTA ALLE CLASSIFICHE

Una protagonista che dice sempre quello che pensa. Diventerà un'amica di cui non potrete fare a meno.

L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all’improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo. Gail Honeyman ha scritto un capolavoro. Un libro che secondo la stampa internazionale più autorevole rimarrà negli annali della letteratura. Un romanzo che per i librai è unico e raro come solo le grandi opere possono essere. In corso di pubblicazione in 35 paesi, è il romanzo d’esordio più venduto di sempre in Inghilterra, dove è da più di un anno in vetta alle classifiche. Ha vinto il Costa First Novel Award e presto diventerà un film. Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.
Titolo
Eleanor Oliphant sta benissimo
ISBN
9788811672364
Autore
Collana
Casa Editrice
GARZANTI
Dettagli
352 pagine, Cartonato
Prezzo di questa edizione cartacea

Citazioni più amate

«Un libro stupendo, una storia che va in crescendo , una persona che trova in qualche modo la forza di uscire dai propri limiti e dalle sue difficoltà . Il lieto fine rimane un po' forzato sul finale…»

G. Honeyman

Eleanor Oliphant sta benissimo

Eleanor Oliphant sta benissimo

Eleanor Oliphant sta benis…

G. Honeyman

L’unica cosa che conta è rimanere fedeli a ciò che si è veramente Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo. Non…

recensioni

  • Da lucia.a

    Romanzo molto bello, che mostra come un percorso di crescita personale, di acquisizione di consapevolezza e di apertura al mondo possa essere anche "leggero" e lieve senza però perdere in intensità. Il vissuto della protagonista, giustamente definita un'antieroina, è decisamente particolare e grave, ma chiunque abbia affrontato un minimo di crisi esistenziale non potrà non riconoscersi anche solo in frammenti del suo vissuto. La narrazione è scorrevole e piana, confidenziale e accattivante. Consigliato per chi vuole una lettura divertente che faccia riflettere.

  • Se non si può giudicare un libro dalla copertina, si può giudicare una copertina in rapporto al libro, nonché essere irrimediabilmente attratti a livello visivo ancor prima di cominciare la lettura. La copertina di "Eleanor Oliphant sta benissimo" è perfetta: di grande impatto nella sua essenzialità, ma soprattutto aderente in toto al romanzo, per forma e contenuto. Il mondo di Eleanor è logico, lineare, minimalista, ma anche segnato da profonde cicatrici, reali e metaforiche. Casa, fuoco e "star bene" sono elementi fondamentali da ridefinire radicalmente per la protagonista e anche per i lettori, perché chi ascolta la voce di Eleanor non potrà non trovarsi scisso fra i sorrisi pur carichi di empatia che destano i comportamenti sheldoniani della ragazza, quantomeno bizzarri per chi si destreggia tranquillamente tra le tante convenzioni sociali, e la consapevolezza destabilizzante dell'illogicità di molte delle suddette convenzioni. Come si fa, per esempio, a sapere che se si riceve un invito a una festa con l'indicazione esplicita di non portare nulla, non è comunque opportuno presentati a mani vuote? Oppure: "Perché diavolo indicare un orario intendendo qualcosa di completamente diverso, e come fa la gente a saperlo?" Eh. "Non so come si sa, ora che ci penso. Si sa e basta" risponde l'interlocutore di Eleanor, che le convenzioni le conosce, anche se non sempre le rispetta. Buona parte del romanzo corre sui binari paralleli delle abitudini personali e delle consuetudini sociali, ma anche sul senso di (in)sicurezza generato dalle une o dalle altre. E poi c'è il giallo sul passato della protagonista, in parte intuibile, ma rivelato soltanto a scaglioni, fra le avventure al di fuori della comfort zone della protagonista, come una manicure, una shopping session, una festa. Il libro si legge d'un fiato, ma lo stile scorrevole evidenzia comunque l'alterità linguistico-cognitiva di Eleanor con una tecnica che filtra bene anche in traduzione. Il finale, che poteva essere rischiosissimo in un libro del genere, si chiude invece al momento giusto (che naturalmente non spoilererò), regalando chiusura e apertura al tempo stesso.

  • Eleanor Oliphant si racconta, ci racconta. Taciturna e solitaria, Eleanor narra un'apparente vita monotona fatta di lavoro impiegatizio-casa e viceversa, con una nota di dispiacere quando arriva il fine settimana, momento in cui non riesce a collocarsi né come senso, né come tempo. La conoscenza con un giovane collega, sgangherato e insignificante, li porta entrambi a comportarsi "come fanno tutti i coetanei" (darsi appuntamenti per pranzo, andare insieme ad una festa) e grazie a questa parvenza di normalità, sono spinti a conoscere, di loro stessi, la parte migliore. Gail Honeyman scava senza mezze misure nell'infanzia, non solo in quella del suo personaggio Eleanor ma in quella di ognuno di noi. C'è una parte, che non mostriamo a nessuno, dove le parole del libro fanno eco con quello che custodiamo. Sbattono come porte all'arrivo di un vento improvviso. E fanno male. Il passato non è poi così cattivo e grave se siamo disposti a non farlo più entrare nel nostro presente. A dirgli addio. E così, sempre grazie alla Honeyman, si riaprono piano, e quelle porte mostrano ad Eleanor, e a tutti noi, che è possibile stare bene. Anzi, benissimo.

  • Ci sono giorni in cui i miei legami con la terra mi sembrano così labili che i fili che mi tengono fissata al pianeta sono sottili come una ragnatela, come zucchero filato." "Mi rendevo conto che sarebbe stato utile parlarne con qualcuno. Lo ricordavo dal passato. A quanto pareva, parlare faceva bene e aiutava a dare alle preoccupazioni la giusta prospettiva." "Dovevo far succedere qualcosa, qualsiasi cosa. Non potevo continuare a passare accanto alla vita, sopra, sotto, attorno." Caso editoriale internazionale, edito in Italia da Garzanti,"Eleanor Oliphant sta benissimo" è l'opera prima della scrittrice scozzese Gail Honeyman. Narrato in prima persona proprio dalla protagonista Eleanor, trentenne con una vita ordinaria fatta di ufficio, casa, routine e tanta solitudine, rischia di essere una storia piuttosto triste e piatta, ma appunto rischia soltanto. Eleanor è un personaggio pieno di contraddizioni, soprattutto all'inizio può risultare persino insopportabile con la sua apparente ristrettezza mentale, con le sue paranoie, le sue insopportabili pignolerie, il suo dire sempre ciò che pensa anche se assurdo e per niente rispettoso. Eleanor è anche dissacrante, spiritosa e leggera nonostante la sua vita tutt'altro che semplice; affronta tutto con uno spirito fondamentalmente ottimista, si crogiola nella sua solitudine ma in realtà aspetta solo di essere salvata. Come una normale trentenne single, Eleanor lavora, interagisce quel poco che basta con colleghi con cui non condivide nulla e che anzi la trovano stramba e pure piuttosto sfigata, torna a casa, beve vodka e non ha nessun tipo di vita sociale, anzi perlopiù ignora la maggior parte delle convenzioni sociali. L'incontro con Raymond, un suo coetaneo e collega da lei ignorato e mal considerato, e in seguito con l'anziano Sammy, segneranno lentamente un punto di svolta nella sua vita, fatta di ricordi incompleti e tragici che hanno segnato la sua complessa personalità. La gentilezza e la capacità di ascoltare sono ciò di cui Eleanor aveva bisogno, doti sempre più rare nella nostra scoietà, dove non soltanto chi è vedovo, anziano, malato, può essere vittima di una spietata solitudine senza sbocchi, pur vivendo ogni giorno in mezzo a migliaia di persone. Proprio scoprendo che esistono anche persone gentili, in grado di ascoltare e di non giudicare, Eleanor riuscirà pian piano ad aprirsi e a svelare i segreti che si celano dietro le sue manie e dietro alle spietate conversazioni telefoniche con la madre detenuta. Una protagonista indimenticabile, che incarna perfettamente il signifcato della parola "resilienza". Una scrittrice di sensibilità rara, che sa scavare nell'anima di individui spesso invisibili, ritenuti strani o disprezzati per il loro non conformismo. Sa dargli voce e sa andare oltre alle apparenze, alla superficialità collettiva, usando una scrittura minuziosa e delicata. Un romanzo straordinario, perchè Eleanor Oliphant non sta benissimo, ma ha un insegnamento per tutti noi, anzi più di uno.

goodreads

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