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Sinossi

Introduzione e note di Marziano Guglielminetti

La delicata finzione dell’Aminta (1573), idillio bucolico ambientato nel tempo mitico dell’Arcadia in cui a governare gli uomini è la legge del piacere; la tenebrosa storia di un incesto messa in scena nel Re Torrismondo (1586-87), dove un tetro paesaggio nordico diventa emblema di una desolata condizione esistenziale: l’invenzione teatrale di Torquato Tasso spazia dalla favola boschereccia alla tragedia di stampo senecano, anticipando il gusto barocco con la sua scrittura fitta di metafore e l’esuberanza scenografica. A dare respiro lirico a questi testi, costretti entro le convenzioni del genere, è la sensibilità inquieta del poeta, la sua anima tormentata e sempre all’affannosa ricerca di certezze; e se l’atmosfera d’incanto dell’Aminta, libera dagli impacci della morale e ben riassunta nel motto «S’ei piace, ei lice», sembra esprimere una giovanile ansia di evasione, la consapevolezza dell’infelice destino dell’uomo segna cupamente la tragedia della maturità.

Il volume comprende: Aminta, Il Re Torrismondo; in appendice: Galealto Re di Norvegia, Prologhi, Intermedi, Amor fuggitivo, Dialoghi.

  • ISBN: 881136292X
  • Casa Editrice: Garzanti
  • Pagine: 400

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€12,00

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