Il caso – Se nei mesi scorsi a far discutere era stata la presenza tra gli stand di Passaggio al Bosco, in vista della 25esima edizione di Più libri più liberi, in programma a dicembre, a dividere è l’introduzione di una “dichiarazione di antifascismo”, da firmare per prendere parte alla Fiera della piccola e media editoria. Interviene anche la premier Meloni, parlando di “censura”: “Le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero…”. Arriva la replica della Fiera: “Non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza… L’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale” – I particolari

Dalla polemica dei mesi scorsi per la presenza tra gli stand di Passaggio al Bosco, casa editrice “il cui catalogo si basa in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita“, stando all’appello firmato da numerosi editori e autori (tra cui Zerocalcare, che a sua volta aveva rinunciato a partecipare all’edizione 2025 della manifestazione), alla querelle di questi giorni, seguita all’annunciata “stagione di profonda evoluzione strategica” di Più libri più liberi, in vista della 25esima edizione, in programma a Roma dal 4 all’8 dicembre 2026.

Le novità di Più libri in vista della 25esima edizione

Tra le altre cose, l’Associazione Italiana Editori ha annunciato “una nuova squadra curatoriale“, coordinata da Paolo Di Paolo, che coinvolge Nadeesha Uyangoda, Licia Troisi e Giorgio Zanchini, e “una nuova governance” per Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria (“il nuovo organismo nasce con l’obiettivo di garantire una visione coerente con le trasformazioni del mercato editoriale contemporaneo e di presidiare gli obiettivi fondanti della fiera: il sostegno concreto alle case editrici e la loro massima valorizzazione“).

“Un nuovo processo di ammissione degli espositori”

Non solo, e qui arriviamo alla nuova polemica: è stata infatti “avviata una complessiva riprogettazione della pianta espositiva per rendere ancora più efficace la presenza degli espositori e migliorare l’esperienza del pubblico: l’obiettivo è di dare a tutti quelli che parteciperanno la visibilità che meritano”, hanno spiegato gli organizzatori. Al tempo stesso, questi cambiamenti “rendono necessaria una riduzione del numero complessivo degli stand, che si accompagnerà a un nuovo processo di ammissione degli espositori, che rispecchi l’evoluzione che ha interessato il mondo della piccola e media editoria rispetto a 25 anni fa. L’intento è quello di valorizzare in modo più adeguato i soggetti a carattere imprenditoriale, che effettuano investimenti, che creano e danno lavoro, portatori di un progetto editoriale solido e aderente alle finalità della manifestazione. Sarà la Fiera a farsi carico di queste valutazioni, nella convinzione che ciò le permetterà di continuare a rappresentare il meglio dell’editoria indipendente italiana, garantendo ai visitatori che questo è quello che troveranno nei padiglioni della Nuvola”, spiegano dall’AIE.

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La “dichiarazione di antifascismo” da firmare fa discutere

Questa, quindi, la premessa dell’ultima polemica, legata a quello che è stato definito, come vedremo, “patentino antifascista”.

Di cosa parliamo? Come anticipato nei giorni scorsi dal Giornale, tra le altre novità è stata introdotta la necessità di firmare una “dichiarazione di antifascismo” per prendere parte a Più libri con un proprio stand: “È la novità che si sono visti recapitare gli editori iscritti negli anni passati alla manifestazione nella domanda di adesione e nel regolamento generale inviato dai promotori dopo una riunione di confronto con i rappresentanti delle case editrici”, ha scritto il quotidiano l’altroieri.

Giorgia Meloni parla di “censura”

Di domenica mattina, con un post via social è intervenuta la stessa premier Giorgia Meloni, parlando di “censura“: “Per partecipare alla fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi, che si svolgerà a Roma, le case editrici dovranno ottenere quest’anno il ‘patentino antifascista’, sottoscrivendo un’apposita dichiarazione. È così che la sinistra concepisce la libertà di pensiero: sei libero, ma solo se dici quello che loro ti permettono di dire, se pensi quello che loro pensano, se leggi quello che loro considerano consono. La cancellazione delle idee non di sinistra, camuffata da lotta antifascista, è un vecchio vizio della sinistra, ma è una storiella alla quale ormai non crede più nessuno. Si chiama, banalmente, censura. E la censura è incompatibile con qualsiasi società democratica”.

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Dalla Fiera: “Non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera”

Alle parole della premier, nel primo pomeriggio ha fatto seguito la nota della Fiera: “La decisione di chiedere ai partecipanti di sottoscrivere una dichiarazione sulla condivisione dei principi costituzionali, democratici e inderogabili, non è affatto censura, ma un’esigenza di chiarezza e unità tra i diversi attori presenti in fiera. È un documento basato su riferimenti istituzionali e universali privo di visioni di parte, senza accenni politici e tantomeno legami partitici. È evidente che così non è stato interpretato. Siamo rammaricati di quanto sta accadendo: l’intervento della Presidente del Consiglio e il dibattito generale che ne è scaturito ci inducono ovviamente a un ulteriore attento approfondimento per rispetto istituzionale”, così la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

Adei: “Dovremmo riportare il dibattito ai libri e alla lettura”

Dovremmo riportare il dibattito ai libri e alla lettura. Ai libri diversi che sono portatori di idee diverse, perché la Costituzione italiana garantisce la libertà di pensiero.  Come presentata da AIE pochi giorni fa, questa nuova edizione di PLPL – che compie 25 anni quest’anno – vuole proprio mettere al centro libri e cultura, cercando di proteggere questa bella occasione di incontro sulla lettura da polemiche inutili che tendono a sotterrare titoli, incontri, ruolo dei libri e della lettura. PLPL, ovvero AIE, – l’Associazione Italiana Editori – ha dato ascolto alle voci dei tanti editori indipendenti, fuori e dentro ADEI che rappresento, perché finalmente questa fiera torni a privilegiare le voci indipendenti, gli scambi, i ragionamenti, le occasioni di dialogo sui libri e sulla lettura. In merito alle recenti polemiche, personalmente ritengo che sia doveroso essere consapevoli dei principi e delle regole su cui si basa la nostra Repubblica se si partecipa ad occasioni pubbliche e istituzionali.  ADEI è una associazione di case editrici indipendenti, fortemente consapevoli di questi principi. E che vorrebbe che cittadini e cittadine, grazie a politiche strutturate sul libro e sulla lettura, fossero capaci di giudicare da soli ideologie malsane e pericolose per la democrazia.  Da editrice per ragazzi e ragazze constato che drammaticamente tanti adulti sono disabituati a concentrarsi, leggere, interpretare. Ragionano per sentito dire e scrollano rapidamente per poi immediatamente dire la loro.  Forse un po’ di silenzio per ragionare sarebbe necessario”, spiega in una nota Della Passarelli, presidente di Adei.

La scelta di Edizioni Settecolori

Il Foglio dà poi conto della decisione della casa editrice indipendente Edizioni Settecolori, che ha sì presentato la domanda di partecipazione a Più libri più liberi 2026, precisando però di “non aver sottoscritto la clausola del modulo di adesione che richiede agli editori una dichiarazione di antifascismo come condizione di accesso alla manifestazione”: “Tale scelta non deve essere in alcun modo interpretata come una presa di distanza dalla Costituzione della Repubblica o dall’ordinamento democratico italiano. Al contrario, essa nasce dal convincimento che il rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato costituisca il presupposto necessario e sufficiente per l’esercizio di ogni attività lecita e per la partecipazione a una manifestazione culturale e professionale…”, si legge in una lettera firmata da Manuel Maria Grillo, amministratore unico del marchio milanese, pubblicata integralmente dal sito del quotidiano.

Tra le voci critiche, quelle di Massimo Cacciari e Luciano Canfora 

Va specificato che l’intervento di Giorgia Meloni ha fatto seguito a diverse altre prese posizione critiche (e nette), riportate dal Giornale, tra cui quelle di Massimo Cacciari (“Penso si siano bevuti il cervello, chiedono di firmare una dichiarazione come quella in cui dichiari di non essere mafioso. Una dichiarazione di questo genere supera ogni limite, tra poco dovremo firmare le dichiarazioni per dire che si è contro Putin o contro Trump”), e Luciano Canfora (“È una cosa che fa ridere, gli editori non sono partiti politici. Il problema è molto semplice. Io ritengo l’antifascismo un valore positivo, ma c’è anche un grande storico come il mio amico Franco Cardini che quando gli chiesero in una trasmissione televisiva se fosse antifascista rispose: ‘lo diventerò’… è una decisione dissennata che si espone a critiche di ogni tipo, l’editore non è un funzionario pubblico che deve giurare sulla Costituzione ma una figura che fa impresa e può fare quello che gli pare”).

Duro il giudizio di Federico Mollicone

Non solo: per il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, questa iniziativa è “inutile, in quanto esiste già la Costituzione e le leggi italiane che ne impongono il rispetto e annoverabile tra le categorie incluse dal giudizio definitivo di Leonardo Sciascia: ‘Il più bello esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere (e ne raccomandiamo agli esperti la più accurata descrizione e catalogazione) è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dar del fascista a chi fascista non è'”. Per Mollicone, “sarebbe invece utile una dichiarazione che uniformi la fiera alle diverse risoluzioni del Consiglio di Europa contro i totalitarismi della storia: fascismo, nazismo e comunismo. Come ho già denunciato lo scorso anno, la fiera vede la partecipazione di editori che inneggiano ai simboli del comunismo e alla storia della lotta armata e delle brigate rosse travestita da narrativa. Questa apologia sì, è un pericolo ancora attuale“.

Da Vannacci al Partito Democratico

Tra chi prende posizione non poteva mancare Roberto Vannacci, a margine dell’assemblea costituente del suo partito: “La premier ha perfettamente ragione, perché in un Paese dove la libertà di espressione è in Costituzione questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di artifascismo o di anti non so che cosa… Se io domani volessi fare l’elogio della monarchia non vedo perché non potrei farlo, visto che è una libertà di espressione, poi sarà il popolo italiano a decidere se la monarchia o se il livello che ho intenzione di pubblicare sia opportuno o non sia opportuna sia da buttare in un cestino”.

Al contrario, per il senatore Pd Marco Meloni le parole di Giorgia Meloni “vergognose”: “La competizione con Vannacci rende la presidente del Consiglio assai nervosa, ma le ricordo che ad aver giurato sulla Costituzione antifascista è anzitutto lei”.

Elly Schlein attacca la premier

La stessa segretaria del Pd Elly Schlein (intervenendo a Repubblica delle Idee a Bologna) ha risposto a distanza a Giorgia Meloni: “Mi chiedo se sia normale che la presidente del Consiglio, davanti a una manifestazione in cui il leader dei neofascisti ha detto di essere pronto ad assaltare il Parlamento, non abbia detto una parola e questa mattina si sia svegliata attaccando l’antifascismo”. E ancora: “Il governo trova il tempo per commentare le scelte delle fiere del libro o per discutere di dichiarazioni di antifascismo richieste agli espositori, ma non interviene su episodi molto più gravi (…). Anche Giorgia Meloni ha giurato sulla Costituzione e la Costituzione è antifascista… Viviamo in un Paese che ha una Costituzione scritta da chi ha fatto la Resistenza per liberarci dal regime fascista e dall’occupazione nazista”.

Di certo, il “caso” è destinato a proseguire anche nei prossimi giorni…

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