Negli ultimi anni le polemiche non sono mancate e, in vista della 25esima edizione, Più libri più liberi inaugura “una stagione di profonda evoluzione strategica”, con l’obiettivo di sostenere le case editrici indipendenti e rendere la Fiera “un’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa”. La nuova squadra curatoriale, coordinata da Paolo Di Paolo, coinvolge Nadeesha Uyangoda, Licia Troisi e Giorgio Zanchini. Tra le novità, “una nuova governance per rimettere le case editrici al centro” e la riprogettazione degli spazi (“l’obiettivo è di dare a tutti quelli che parteciperanno la visibilità che meritano”). Questi cambiamenti “rendono necessaria una riduzione del numero complessivo degli stand, che si accompagnerà a un nuovo processo di ammissione degli espositori, che rispecchi l’evoluzione che ha interessato il mondo della piccola e media editoria rispetto a 25 anni fa” – I particolari

In vista della sua 25esima edizione, e dopo le polemiche degli ultimi anni, Più libri più liberi inaugura “una stagione di profonda evoluzione strategica, pensata per accompagnare la crescita della manifestazione nei prossimi anni e rafforzarne il ruolo culturale e di mercato“.

L’edizione 2026 della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria (a Roma dal 4 all’8 dicembre 2026) “sarà non soltanto un momento celebrativo, ma una vera e propria festa dell’editoria indipendente: cinque giorni dedicati alle storie, alle idee, alle comunità di lettori ed editori che in questi anni hanno reso la fiera uno degli appuntamenti culturali più attesi dai lettori”.

Il nuovo ciclo di Più libri si svilupperà “lungo due direttrici: da un lato il radicamento della missione originaria legata alla valorizzazione e al sostegno delle case editrici indipendenti; dall’altro la volontà di rendere Più libri più liberi un’esperienza sempre più aperta, dinamica e condivisa, capace di intrecciare dimensione culturale e partecipazione pubblica”.

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Una nuova squadra curatoriale 

“La progettazione culturale rifletterà lo spirito corale della Fiera”, si spiega in una nota. Non ci sarà un singolo direttore artistico, ma una squadra di curatori coordinata da Paolo Di Paolo, scelta per rafforzare il dialogo costante con gli editori e costruire un programma capace di rappresentare la pluralità degli sguardi e dei linguaggi contemporanei.

Accanto al coordinatore Paolo Di Paolo e a Giorgio Zanchini, a cui verrà chiesta “una attenzione particolare ai temi di attualità sociale, politica ed economica”, la squadra curatoriale sarà affiancata da due nuove voci autorevoli e rappresentative della contemporaneità: Licia Troisi, “tra le autrici italiane più amate e lette anche a livello internazionale che avrà uno sguardo sui temi scientifici e young adult”, e Nadeesha Uyangoda, scrittrice molto apprezzata dalla critica – ha appena vinto il Premio Campiello Opera Prima – “e attenta interprete dei temi legati ai nuovi linguaggi e alle trasformazioni sociali”. La loro presenza – si spiega nel comunicato – “contribuirà ad ampliare ulteriormente lo sguardo della manifestazione, rafforzandone la capacità di intercettare pubblici diversi e di raccontare la ricchezza culturale del nostro tempo”.

“L’idea di una curatela plurale risponde alla necessità di moltiplicare i punti di vista”

“L’idea di una curatela plurale risponde alla necessità di moltiplicare i punti di vista, gli interessi e le passioni che disegnano l’offerta culturale di una fiera come Più libri più liberi – ha dichiarato Paolo Di Paolo (che nei giorni scorsi è stato coinvolto nel “caso” Erri De Luca) –. Non si tratterà di singole sezioni: curatrici e curatori firmeranno insieme il programma, in cui però saranno sempre più riconoscibili linee di riflessione e percorsi, in modo da connettere i libri e orientare meglio chi partecipa. Ripenseremo i formati e le modalità degli incontri, così da fare in modo che i libri siano un punto d’arrivo e non di partenza. L’edizione del venticinquennale non avrà un tema, ma un titolo in forma di interrogativo: Se guardi meglio cosa vedi?. Solo le domande possono davvero aggiungere qualcosa nel discorso pubblico. Provare a rispondere, ciascuno a proprio modo, davanti alla realtà, così sfuggente e mutevole e spesso angosciosa, significa isolare un dettaglio che può fare la differenza, portandoci a cambiare prospettiva, a non fermarci alla prima impressione, a infrangere i pregiudizi e gli schemi, a individuare uno spazio di possibilità e di fiducia”.

Una nuova governance per rimettere gli editori al centro

Altra novità di questo percorso è l’istituzione di un Comitato di Indirizzo che coinvolge oltre al presidente di AIE Innocenzo Cipolletta, alla presidente di Più libri più liberi Annamaria Malato, al presidente dei Piccoli editori di AIE Lorenzo Armando e al coordinatore della squadra curatoriale Paolo Di Paolo direttamente gli editori (Isabella Ferretti, Carlo Gallucci, Renata Gorgani, Agnese Manni, Santiago Maradei), “con un ruolo centrale nella definizione delle linee strategiche della manifestazione. Il nuovo organismo nasce con l’obiettivo di garantire una visione coerente con le trasformazioni del mercato editoriale contemporaneo e di presidiare gli obiettivi fondanti della fiera: il sostegno concreto alle case editrici e la loro massima valorizzazione“.

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La riprogettazione della fiera: cultura, incontro e scoperta

Il cambiamento interesserà anche l’impianto stesso della manifestazione. “È stata avviata una complessiva riprogettazione della pianta espositiva per rendere ancora più efficace la presenza degli espositori e migliorare l’esperienza del pubblico: l’obiettivo è di dare a tutti quelli che parteciperanno la visibilità che meritano. Al piano terra la programmazione culturale entrerà in dialogo diretto con il percorso dei visitatori grazie all’allestimento di nuovi spazi dedicati agli eventi tra gli stand espositivi: incontri, conversazioni e presentazioni si intrecceranno così con la dimensione della scoperta e dell’acquisto, trasformando la fiera in un luogo ancora più vivo, partecipato e attraversabile. La finalità ultima è quella di costruire una Fiera che venga percepita come uno spazio unico, fluido, un’esperienza immersiva in cui il libro torni al centro come oggetto culturale, occasione di incontro e motore di relazione”.

Nuove modalità di ammissione e ottimizzazione degli spazi

Questi cambiamenti “rendono necessaria una riduzione del numero complessivo degli stand, che si accompagnerà a un nuovo processo di ammissione degli espositori, che rispecchi l’evoluzione che ha interessato il mondo della piccola e media editoria rispetto a 25 anni fa. L’intento è quello di valorizzare in modo più adeguato i soggetti a carattere imprenditoriale, che effettuano investimenti, che creano e danno lavoro, portatori di un progetto editoriale solido e aderente alle finalità della manifestazione. Sarà la Fiera a farsi carico di queste valutazioni, nella convinzione che ciò le permetterà di continuare a rappresentare il meglio dell’editoria indipendente italiana, garantendo ai visitatori che questo è quello che troveranno nei padiglioni della Nuvola”.

“Più libri più liberi è una Fiera fatta dagli editori per gli editori, questo noi non lo dimentichiamo mai

Più libri più liberi è una Fiera fatta dagli editori per gli editori, questo noi non lo dimentichiamo mai – ha sottolineato il presidente di AIE Cipolletta -. Il Comitato è il modo per formalizzare questa realtà, fornendo all’organizzazione della Fiera il contributo dei diretti fruitori. Nuova governance, ridisegno degli spazi, nuovi curatori, valorizzazione delle migliori proposte culturali vanno nella direzione di una Più libri più liberi ancora più vicina agli editori piccoli e medi”.

“Vogliamo fare una Fiera ancora più bella, ancora più attenta alle esigenze degli editori, ancor più partecipata e vissuta dai visitatori come un luogo di appartenenza e di scoperta, in cui riconoscersi e incontrare nuovi autori e nuovi libri – ha spiegato la presidente Annamaria Malato -. Più libri più liberi 2026 vuole essere una grande festa, pluralista, ricca di voci e di possibilità di incontro. Questa nuova stagione si apre in continuità ideale con le origini di Più libri più liberi, aperta al grande pubblico e pensata come un’occasione per dare visibilità a chi non ne ha abbastanza, accompagnandone allo stesso tempo la crescita professionale. È evidente che non la possiamo costruire da soli: è un progetto che noi editori vogliamo costruire insieme”.

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