Una storia dura e asciutta di degrado e abbandono, acuminata e avvincente.L'Espresso
Il rumore dei tuoi passi è un'opera elettrica come la città, punk e rabbiosa, con accordi dissonanti, voci rauche, cuore spezzato, la cui ultima nota stringe il cuore e le orecchie con uno stridore acuto e straziante. Ben oltre il silenzio delle parole.l'Express
Tanto rabbiosamente primitiva, quanto capace di plasmare personaggi commoventi.la Repubblica
Si legge e si rilegge, Il rumore dei tuoi passi. È come se sentissi tue queste vite, come se volessi fare qualcosa per aiutare, confortare, ma non puoi e allora non resta che ascoltare, in silenzio, la poesia che scorre nelle pagine. È poesia: comprende e investe tutti i sensi dell'umano, invade ogni organo, ogni cellula fino a far esplodere il lettore di emozioni indicibili.Alessandra Peluso, affaritaliani.it
Un romanzo che suscita attenzione per l'incipit fulminante, facendosi apprezzare... per abilità costruttiva, scioltezza narrativa e capacità di raccontare personaggi e ambienti.Ermanno Paccagnini, Corriere della Sera
Una storia profonda raccontata con toni duri. Bel romanzo, intelligente, giovane ma non giovanilistico.Valeria Parrella, Grazia
Un romanzo d'amore e poesia scritto coi cocci rotti delle bottiglie.Elle
Un romanzo di formazione spigoloso e intenso.Alberto Picci, Famiglia Cristiana
Sinossi
«Ci saranno tante cose a cui dovrò abituarmi, e ce ne saranno altrettante di cui dovrò fare a meno. Il rumore dei tuoi passi, il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola.»
In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un'amicizia ruvida come l'intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un'amicizia che cresce fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent'anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.