Pochi sanno che il quartiere newyorkese del Bronx ospita non solo il Giardino Botanico cittadino, ma anche, al suo interno, la più completa biblioteca di botanica d’America, la Mertz Library...

Pochi sanno che il quartiere newyorkese del Bronx ospita non solo il Giardino Botanico cittadino, ma anche, al suo interno, la più completa biblioteca di botanica d’America, la Mertz Library, di cui si è occupato recentemente l’Huffington Post..

Fondata nel 1899, la Library è intitolata alla bibliotecaria e benefattrice LuEsther T. Mertz, e vanta oltre un milione di pezzi. Oltre alle pubblicazioni di botanica, orticoltura e landscape design, l’edificio neoclassico ospita collezioni specifiche dedicate alle piante ornamentali, ai vivai e alla disciplina della botanica economica, ma anche pezzi unici come i diari di Charles Darwin, progetti storici per giardini reali e vecchi manifesti pubblicitari di gnomi da giardino.

biblioteca botanica

Al catalogo generale, distribuito su una superficie di 9000 mq, si aggiungono le pubblicazioni rare e in folio, visionabili su prenotazione: si tratta di materiali pubblicati per la maggior parte prima del 1753, dunque non conformi alla classificazione di Linneo; si segnalano inoltre le tavole illustrate nei volumi del XVIII e XIX secolo.

L’accessibilità al pubblico è da sempre un vanto della Mertz Library, che, sotto questo aspetto, si distingue dalle altre biblioteche specializzate in botanica. Per beneficiare del prestito è necessario tesserarsi, mentre la consultazione è sempre stata libera, fin dalla fondazione.

Mertz Library

La Mertz Library non guarda però solo al passato, e si trova oggi a fronteggiare la sfida della digitalizzazione delle sue collezioni. Un’impresa che progredisce di mese in mese, anche grazie al finanziamento che la biblioteca ha ricevuto per partecipare all’iniziativa Biodiversity Heritage Library, volta a rendere accessibile il patrimonio librario in materia di biodiversità, botanica inclusa, a un pubblico sempre più vasto. La migrazione online, in questo caso, potenzia forme di cooperazione già praticate dai bibliotecari e rende disponibili su larga scala le competenze tradizionali, per far rivivere il piacere della “vecchia” consultazione a tavolino in forme e formati nuovi.

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