438 voti a favore, 226 contrari, 39 astensioni: dopo le polemiche per la bocciatura di luglio, e dopo le modifiche proposte con alcuni emendamenti, la riforma sul diritto d'autore è stata approvata

Dopo mesi di polemiche, e dopo la bocciatura dello scorso luglio, è arrivata l’approvazione (438 voti a favore, 226 contrari, 39 astensioni) da parte del Parlamento Europeo della discussa direttiva sul copyright. La svolta è arrivata dopo l’approvazione di emendamenti che hanno reso più chiare alcune formulazione degli articoli 11 e 13, di cui molto si è detto in questi mesi. L’obiettivo era l’aggiornamento delle leggi sul diritto d’autore nell’Ue, ormai risalenti al 2001, prima dell’ascesa del web e dei social.

“E’ un buon segnale per l’industria creativa e culturale europea”, ha dichiarato il relatore del provvedimento, il popolare tedesco Axel Voss, ringraziando i colleghi per “il risultato ottenuto insieme”.

Il via libera della plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio.

Come ha ricordato alla vigilia su Repubblica Andrea Bonanni, quella votata oggi è una “direttiva che apparentemente parla di diritti economici, ma che potrebbe modificare in profondità la qualità delle nostre democrazie e la stessa sovranità dell’Europa. Non è un caso che, per boicottare quel voto, i giganti americani del web si siano mobilitati con un’azione di lobbying che non ha precedenti inondando con milioni di mail i computer di eurodeputati e funzionari…”.

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IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO –
“La direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini. Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale”, ha scritto su Twitter il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

L’ATTACCO DI DI MAIO – Inevitabilmente la decisione del Parlamento Europeo provoca una lunga serie di reazioni politiche. Tra le tante, quella del vicepremier Luigi Di Maio, che parla di un atto “che legalizza la censura preventiva” e di ingresso “in uno scenario da ‘Grande Fratello’ di Orwell”. Per il ministro del Movimento 5 Stelle “sarà un piacere vedere, dopo le prossime elezioni europee, una classe dirigente comunitaria interamente rinnovata che non si sognerà nemmeno di far passare porcherie del genere. Un messaggio per le lobby: questi sono gli ultimi vostri colpi di coda, nel 2019 i cittadini vi spazzeranno via”.

LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA EDITORI – “Quella di oggi è una vittoria per la libertà, come espressione di un libero dibattito democratico e della creatività della persona. Questo è il diritto d’autore: rappresenta la libertà ed esprime l’identità europea”. È il primo commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi subito dopo l’esito della votazione. “Siamo davvero soddisfatti – ha proseguito – perché con la votazione di oggi si è affermato un principio fondamentale, e cioè che il diritto d’autore va sì aggiornato al digitale ma conservandone la funzione di libertà e di contrasto dei monopoli. Certo, il testo approvato presenta alcuni aspetti che dovranno essere migliorati prima dell’approvazione finale. Siamo pronti a dare il nostro contributo, come abbiamo sempre fatto”. “È comunque positivo – ha concluso – che le tre istituzioni europee che partecipano alla formazione delle leggi, la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, vadano nella stessa direzione e che l’azione di pressione delle lobby multinazionali non abbia avuto effetto sulla votazione degli europarlamentari. È un’ottima premessa perché il risultato finale sia un testo che incentivi gli autori e le imprese culturali a cercare sempre nuovi soluzioni contrattuali ai problemi che impone il digitale”.

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